30 nov 2011

le uova: la ricetta della stracciatella (uova strapazzate) con chorizo, paprika affumicata e salsa worcester


Posso dire di aver girato in lungo e largo la penisola iberica e in particolare la Spagna moltissime volte, la maggior parte per trasferte di lavoro ma anche molte volte per piacere. Mi son sempre trovato molto bene e ho sempre mangiato molto, ma molto, bene. Ottimi ristoranti e locali, una cucina in continuo fermento ricca di spezie e gusto che spesso nella semplicità da il meglio di se, come non pensare ad esempio alle ottime tapas? un piatto che però ricordo sempre era una frittata con il chorizo, un tipico salame rese piccante con la paprika, che ho mangiato in Galizia durante la mia prima vacanza all'estero... , allora ventenne, nel lontano 1989 (la settimina prossima ne compio 42 .... acch malediz :-) ). Ne venivamo da una lunga camminata, era agosto faceva caldissimao, ci muovevamo con la nostra conchiglia appesa al collo e arrivati ad una taverna lungo il cammino, e non parlando assolutamente lo spagnolo, abbiamo ordinato a gesti la cosa che costava meno... ci hanno portato delle bellissime frittate con il chorizo, non erano neanche molto piccanti ma erano gustosissime, le abbiamo divorate e gustate come se fossero il piatto più buono della terra, ricordo ancora esattamente il gusto e il profumo! Così quando alcuni giorni fa in un negozio specializzato nella mia Genova ho trovato un chorizo spagnolo l'ho preso al volo e mi son detto: "Max ripreparati un piatto come durante il viaggio a Santiago de Compostela".

Arrivato a casa ho subito incominciato a cercare la ricetta in internet ma non ero soddisfatto da quello che trovato così ho pensato di provare a reinventarla, volevo anche provare le mie nuove padelle antiaderenti in ceramica e una ricetta con l'uovo era l'ideale per metterle alla prova (l'hanno superata in maniera egregia, non ho usato praticamente olio e non si è attaccata neanche una molecola!) e per rafforzare il gusto ho aggiunto un po' di paprika affumicata che avevo comprato lo scarso week end alla fiera di Santa Caterina a Novi ligure; come sempre poi ho aggiunto un po' di latte per ammorbidire il gusto. Detto fatto in un attimo la base era pronta, ho quindi optato per una stracciatella, ovvero le uova strapazzate, invece che per la frittata, in modo da lasciare il tutto più morbido e "rustico". In un attimo il piatto era pronto e mentre le mangiavamo il pensiero volava a quel caldo agosto del 1989.

Una ricetta davvero semplice ma veramente gustosa, nel caso non trovaste il chorizo si può usare del salame piccante, l'aggiunta della salsa Worcester non è fondamentale ma trovo che arricchisca il gusto del uovo in maniera perfetta, ecco quindi come preparare questo ottimo e gustoso piatto:


Ingredienti per due persone

4 uova biologiche
mezzo bicchiere di latte intero
150 grammi di chorcizo o salame piccante
paprika affumicata
salsa worchester
sale
un cucchiaio d'olio extra vergine di oliva
mezzo spicchio d'aglio

Spellare il pezzo di chorizo e tagliarlo a fettine sottili, in un ciotola rompere le uova, aggiungere le fettine di salame, alcune gocce di salsa Worcester e mezzo cucchiaino di paprika piccante e mezzo bicchiere di latte quindi una bella presa di sale, sbattere per bene il tutto.

Strofinare il mezzo spicchio d'aglio sulla padella quindi ungerla con pochissimo olio, accendere la fiamma e versare il contenuto della ciotola, via via che incominciano cuocere con una forchetta di legno rigirare il contenuto sino ad ottenere le classiche uova strapazzate, lasciarle belle morbide e non troppo asciutte, quindi servirle al centro del piatto.

Buon appetito a tutte e tutti!

28 nov 2011

I contorni: bietole saltate nel Wok con aglio di Vessalico

In questo week end ho dato un occhiata al blog e ho  notato che ho postato pochissimi contorni, eppure ne preparo parecchi, così son uscito deciso a prendere qualche verdura per un dei miei classici contorni. La decisione davanti al banco delle verdure è caduta sulle bietole, mi piacevano, erano belle verdi e con una costa centrale non troppo grande. Ho quindi optato per una classica ricetta, saltate con in padella con l'aglio, in particolare da buon ligure uso l'Aglio di Vessalico, ottimo e gustoso. L'abbinamento con l'aglio ne esalta il sapore e le rende un ottimo contorno per molte pietanze, provate ad esempio con il pesce, ma anche con carni bianche e rosse e, perché no, anche come secondo piatto per una cena un po' leggera. Per la cottura uso sempre, anche per gli spinaci, il wok, che essendo bello grande mi permettere di cuocere e saltare le biete senza schiacciarle.  Non uso assolutamente acqua in quante ne son già ricche loro e solo all'inizio un coperchio.

Ecco quindi la ricetta per queste ottime e gustose bietole saltate nel wok con aglio di Vessalico.

Ingredienti per due persone

500 grammi di bietole
due spicchi d'aglio
olio eztra vergine di oliva
sale

Lavare per bene le bietole quindi asciugarle, sbucciare l'aglio e tagliarlo a fettine. Versare alcuni cucchiai d'olio nel wok e incominciare a far andare a fiamma morbida l'aglio, quando incomincia a colorarsi aggiungere le bietole e cuocere con coperchio per un minuto, levare quindi la copertura e alzare leggermente la fiamma, salare e continuare la cottura facendo saltare e muovendo le bietole per un altro paio di minuti.

Servire al centro del piatto e, a piacere, condire con poco succo di limone.

Buona settimana a tutte e tutti!

25 nov 2011

Il pesce: arrosto di rana pescatrice marinata con arancia, limone, lime, confettura di arance amare e profumo di timo e prezzemolo riccio


Lo ammetto: questa volta ho esagerato, IL TITOLO E' PIÙ' LUNGO DELLA RICETTA!  è che non sapevo come poter chiamare questo delizioso arrosto di rana pescatrice un pesce dalle carni sode e gustose, il suo unico neo?  Ha una bocca dentata così grande che si può dire che è tutto testa...
L'idea mi è venuta leggendo un vecchio libro di cucina, ma così vecchio che era più lo scotch che le teneva insieme che la carta delle pagine ... c'erano parecchie ricette a base di pesce e agrumi vari, un abbinamento che anche io trovo sempre delizioso, ho quindi pensato che avrei potuto usare direttamente gli agrumi nella ricetta invece che i vari succhi, e per aiutarne il gusto aggiungere anche un po' di confettura di arance amare, che oltretutto avrebbe aiutato a fissare meglio gli agrumi ai filetti del pesce. Poi non potevano mancare l'erbette del mio terrazzo, ho quindi optato per dell'ottimo timo (trovo che si abbini in maniera fantastica al pesce) e per la "coreografia" un po' di prezzemolo riccio.
Nella mente gli ingredienti ora c'erano tutti dovevo solo elaborare la ricetta e realizzarla, dapprima pensavo di cuocerlo in tegame, avevo però paura che fosse un po' troppo violenta come cottura, ho quindi deciso di legare i filetti tra come si fa per gli arrosti di vitello, così alla fine è nato questo buonissimo arrosto di rana pescatrice agli agrumi. Una vera squisitezza, un piatto semplice ma vi assicuro davvero elegiaco nel sapore, tanto che sto pensando di aggiungerlo al menu di natale. I profumi degli agrumi erano tutti presenti, e la marmellata ha aiutato a fissarli al pesce, inoltre il timo e il prezzemolo han dato la giusta nota mediterranea.
Ecco quindi la ricetta per questo ottimo arrosto di pesce:

Ingredienti per due persone:

du code di rana pescatrice da circa 300 400 grammi ognuna
un arancio non trattato
un limone non trattato (io li coltivo sul terrazzo)
un lime
confettura di arance amare biologica
alcuni rametti di timo
alcuni rametti di prezzemolo riccio
Olio evo
sale e pepe

Iniziare sfilettando le due code di rospo, è un operazione molto semplice basta iniziare dalla pinna e tenere il coltello mentre lo si muove appoggiato alla grossa lisca centrale, mettere quindi in un contenitore. Lavare bene gli agrumi, in particolare i lime che spesso hanno uno strato di cera intorno, e tagliarli a metà, ricavare due fettine per ognuno e metterle al fresco coperte in frigo. Spremere quindi gli agrumi insieme, aggiungere qualche cucchiaio d'olio evo, aggiungere quindi sale e pepe. mescolare la marinata così ottenuta e versarla sui filetti di pesce, coprire e lasciare riposare in frigo per 30 minuti.
Passato il tempo prendere i filetti di pesce, adagiarli su un tagliere quindi spalmarci per tutta lunghezza un riga di confettura di arance amare, quindi sistemare su due filetti partendo dalla parte più grande, una fetta di arancia, una di limone e una di lime, aggiungere un rametto di timo e uno di prezzemolo, coprirli con i restanti due filetti e legarli con il filo da cucina come per gli arrosti (vedi foto). Sistemarle su di una leccarda un foglio di carta da forno quindi bagnarli con un po' della marinata e cuocere in forno caldo a 180 gradi per 15 / 20 minuti, dipende come sempre dallo spessore.

Terminata la cottura sistemare i filetti nei piatti e decorare con alcuni rametti di timo e prezzemolo riccio.

Buon appetito e buon week end a tutte e tutti!


23 nov 2011

Mare e monti: filetto di Gallinella con funghi porcini su crema di parmigiano reggiano DOP e tartufo

Lo ammetto sono abbastanza fiero di questa ricetta, l'abbinamento che ad alcuni potrebbe sembrare azzardato è invece riuscito in maniera perfetta e il gusto mi ha soddisfatto davvero, tanto da volerlo rifare al più presto. L'idea semplice nasce dalla cucina della mia terra, la Liguria, un cucina per alcuni aspetti povera ma ricca di sapore e che, dovendo fare di necessità virtù, unisce spesso i prodotti del mare con quelli della montagna. Volevo provare l'ottima crema di parmigiano reggiano e tartufi di tartuflanghe ma allo stesso tempo volevo abbinarla a qualcosa di diverso, ho subito pensato quindi al pesce, avevo delle belle gallinelle e ho optato per i filetti di questo pesce, per arricchire maggior mente il gusto e richiamare i monti della mia terra ho aggiunto degli ottimi funghi porcini sottoli che aveva acquistato al Sassello i mese scorso. Il piatto come si può immaginare è davvero veloce da preparare ma vi assicuro ricco di gusti e sapori, un secondo da proporre e riproporre in qualsiasi occasione.

Ecco quindi la velocissima ricetta per questo ottimo piatto mare e monti (o maremonti dir si voglia)

Ingredienti per due persone:

una Gallinella di almeno 500 grammi
200 grammi di funghi porcini sott'olio
crema di parmigiano reggiano dop con tartufo
prezzemolo
olio evo
uno spicchio d'aglio
sale
prezzemolo tritato

Eviscerare la gallinella (per chi non la conosce è quella che sto baciando in fondo alla ricetta della Gallinella in Court bouillon al limone e olio umbro) quindi eliminare la testa con le branchie, sfilettarla lungo il senso della lisca ed eliminare, aiutandosi con una pinzetta, le varie spine e lische rimaste attaccate. Strofinare lo spicchio d'aglio sul fondo di  una padella abbastanza grande da contenere i due filetti, quindi versare un paio di cucchiai d'olio di oliva evo e cuocerci le gallinelle dalla parte della pelle per un paio di minuti, dipende comunque dallo spessore dei filetti.

Spalmare a zig zag sul piatto un po' di crema di parmigiano reggiano con tartufi, quindi aggiungere i porcini sottolio avendo cura di scolarli il più possibile, adagiarci sopra un filetto di gallinella cotto e spolverare (toppare?) con un po' di trito di prezzemolo freso.

Ecco il piatto mare e monti è pronto, buon appetito a tutte e tutti!

22 nov 2011

Una ricetta per il finger food: stuzzichini di mortadella, cipolline sotto aceto e pomodori secchi morbidi

Questa semplicissima ricetta, l'ho ideata e preparata qualche sera fa per un drink con amici, volevo presentare qualcosa di semplice ma gustosa, qualcosa da poter gustare in piedi gustando un cocktail, che fosse facile da fare, ma buono e bello da vedersi, insomma un finger food con un gusto un po' particolare. L'idea è caduta subito su degli ottimi cubetti mortadella, poi ho penato di rafforzarne e aprirne il gusto con dei pomodori secchi e per unire i due sapori e allo stesso tempo "pulire" la bocca ho optato per delle cipolline sotto aceto che grazie alla loro acidità lasciano un finale fresco (almeno secondo me). Il piatto è davvero facilissimo da preparare ma vi assicuro gustosissimo!  tra i miei invitati c'è stata una battaglia per l'ultimo piccolo spiedino disponibile! Una semplice ricetta che permette di accompagnare benissimo cocktail e drink, oppure essere usata come primo antipasto.

Ingredienti per dodici stuzzichini

una fetta spessa un dito di mortadella Bologna IGP
dodici cipolline sotto aceto
4 pomodori secchi morbidi

tagliare a cubetti la mortadella, quindi tagliare in tre i pomodori secchi. Per ogni stuzzichino infilzare nell'ordine la mortadella, farà anche da base di appoggio, la cipollina sotto aceto e il pezzo di pomodoro secco. Sistemare come sempre al centro di un grosso piatto da portata.

Buon appetito a tutte e tutti.


21 nov 2011

Frutti di mare: Vongole veraci e Arselle con verde di porro, basilico porpora, Tequila e profumo di cardamomo


Era un bel po' di tempo che volevo preparare qualcosa con le arselle, così sabato mattina son uscito e andato in direzione del mio pescivendolo di fiducia con l'intenzione di comprare queste piccole ma ottime vongole. Giunto sul luogo ho trovato anche delle bellissime vongole veraci, ho deciso di far quindi un misto senza pormi come prepararlo, ci avrei poi pensato strada facendo. Così è poi stato, dal fruttivendolo, anzi besagnino come lo chiamiamo a Genova, ho preso dei porri, nella mia dispensa c'era il cardamomo, nel mobile bar la tequila blanca e sul terrazzo il basilico viola e un peperoncino.  Un bouquet di profumi e sapori che secondo me ben si sposano con le vongole veraci e le arselle. Detto fatto mi son messo sotto e dopo aver fatto spurgare per bene le vongole in acqua salata in modo da eliminare la sabbia ho preparato e cucinato il tutto, il mio antipasto per gli invitati era pronto, giusto il tempo di mettere le vongole nelle coppette  fare una foto veloce e in un istante son state divorate,  meno male che ne avevo fatto un po' di più .. perché son andati parecchi bis... il gusto dolce del porro si abbina in maniera perfetta con tutti i frutti di mare, inoltre il gusto particolare della tequila e il profumo del cardamomo hanno arricchito in maniera perfetta la composizione e il profumo fresco del basilico ha dato il tocco finale alla ricetta.

Ingredienti per due persone:

500 grammi di arselle
500 grammi di vongole veraci
un pezzo di porro nella parte che inizia ad essere verde di circa 78 / 10 cm
un bicchierino di tequila
alcuni rametti di basilico porpora
alcune bacche di cardamomo
uno spicchio d'aglio incamiciato
un peperoncino
Olio evo
sale
Mettere le vongole e le arselle a bagno in acqua salata per alcune ore, cambiando di tanto in tanto l'acqua. Nel frattempo lavare il pezzo di porro quindi affettarlo per il verso lungo, quindi tagliare le due parti ottenute a mezzaluna. Far andare il porro, in una padella, con poco olio evo e uno spicchio d'aglio incamiciato. appena incomincia a imbiondirsi aggiungere le vongole, le arselle e il cardamomo, chiudere con un coperchio e cuocere per un paio di minuti quindi scoperchiare aggiungere alcune foglie di basilico porpora, il peperoncino e bagnare con la tequila, far svaporare e continuare la cottura sino a che tutte le vongole si sono aperte.

Sistemare nelle coppette le vongole e le arselle, decorare con alcune foglie e fiori di basilico porpora e ... buon appetito e buona settimana a tutte e tutti.

16 nov 2011

Il pesce e la salute: Ricciola in crosta di sale aromatico e succo di limone


Adoro il pesce in costa di sale lo preparo davvero spesso anche perché trovo sia una cottura che permette alla sua carne di mantenere al meglio il sapore e soprattutto permette di un usare grassi nella cottura. DI solito insaporisco il sale con erbe o succhi per dare profumo e arricchire il gusto. Questa volta ho optato per una "panatura" particolare, ovvero un doppio sale. In pratica il normale sale grosso l'ho usato per la crosta vera e propria, invece per quanto riguarda la parte a contatto con il pesce e anche al suo interno interno, ho optato per il sale alle erbette L'altro giorno quando l'ho aperto mi aveva subito colpito il suo profumo, un aroma di erbette aveva pervaso piacevolmente tutta la cucina e non sto scherzando sia io che la fra e i miei invitati (ciao fra e fabrizio) l'abbiamo "sniffato" varie volte, inoltre mi colpito scoprire che dietro a questo sale c'è una collaborazione con l'università di Bologna che ha sviluppato un procedimento tecnologico di protezione dello iodio aggiunto al sale in modo che non si disperdi durante la cottura, è importante ricordarsi che l'aggiunta dello Iodio al sale è utile per prevenire alcune malattie della tiroide inoltre non altera assolutamente il gusto. oltretutto Il sale iodato rappresenta sicuramente il modo più semplice per assumere almeno la dose quotidiana minima di iodio  circa 6 gr di sale iodato al giorno (1/2 cucchiaino). Così facendo il rischio di eccedere  è pressoché inesistente, semplicemente limitandosi ad utilizzare le normali quantità di sale consigliate dai medici nutrizionisti.
I pesce che ho scelto questa volta è la ricciola, trovo sia ottima e gustosa buona in tutti i modi, cotta e cruda, e in questa versione profumata di erbette era davvero spettacolare, come diceva alcuni (molti) anni fa un pubblicità televisiva "Provare per credere!".  Ho anche bagnato la base di sale grosso con un po' di succo di limone per aggiungere questo profumo fresco al pesce oltre che per "compattare" la crosta, non un grande fan della versione con acqua e farina.

Una sola spiegazione sulla foto, le mie due ricciole non erano di qualche sottogenere particolare da non avere la pinna....semplicemente quando questa eccede le dimensione della teglia la ... taglio con una forbice :-) e voi?


Ingredienti per 4 persone

due ricciole di circa 800 grammi ognuna
Sale alle erbette
succo di limone fresco
3 Kg circa di sale grosso 

Eviscerare i pesci ed eliminare le branchie quindi lavarli per bene, Versare un strato di sale sul fondo della teglia, bagnare con un po' di succo di limone e cospargere con l'insaporitore verde Caber, sistemare le due ricciole quindi versare anche su di esse un po' di sale aromatico quindi ricoprire il tutto con il sale grosso, bagnare con poco succo di limone e cuocere in forno caldo a 200 gradi per circa 40 minuti.
Aspettare qualche minuto e tirare fuori la teglia, aiutandosi con un cucchiaio rompere la crosta di sale e sfilettare le ricciole, quindi sistemare i filetti di pesce al centro del piatto.

Buon appetito a tutte e tutti con questa ottima ricciola in crosta di due sali

15 nov 2011

Dalla Valtellina, la terra di mio padre, la ricetta dei pizzoccheri con verza, patate, formaggio, burro e salvia


"Forse non tutti sanno che..."  ricordo, se non erro, era una interessante rubrica de "la settimana enigmistica", ricordo che da piccolo la "rubavo" a mia nonna e andavo subito a leggerla. Ecco, il post di oggi lo inizio proprio con forse non tutti sanno che... oltre alle mie chiare origini marine Genovesi per metà ho anche origini alpine, per la precisione valtellinesi. Mio padre era valtellinese, era giunto in quel di Genova quando aveva 16 anni ma non aveva mai dimenticato le sue origini, così ogni tanto, visto che era anche un cuoco, ci preparava qualche piatto tipico della sua terra di origine accompagnandolo magari con un ottimo Sassella, lui del resto era nato e aveva abitato per tanti proprio alla Sassella, il piccolo paesino che si trova sulla sinistra dell'Adda entrando a Sondrio. Ricordo che uno dei piatti che preparava spesso e che preferivamo di più erano i pizzoccheri, la storica pasta valtellinese a base di grano saraceno, cotta con verza patate, e condita con grana, burro, Bitto (un formaggio locale buonissimo), mio padre aggiungeva anche un po' di Salvia al burro che faceva fondere per il condimento. Ho dei ricordi bellissimi e buonissimi di questo piatto, forse un po' calorico ma adattissimo all'inverno, e poi noi all'epoca si aveva la stufa a cherosene che faceva caldo solo in sala, quindi questo piatto ci scaldava dentro e le calorie le bruciavamo in poco tempo. Ecco, quando ho trovato la farina di grano saraceno, mi son venuti subito in mente i pizzoccheri e le storie che mi raccontava mio padre,  Non mi ero mai cimentato in questo piatto che pur adoro, e devo dire la verità per essere la prima volta che li preparavo penso che mi sian venuti bene visto che i miei commensali li ha divorati e han pure fatto scarpetta dei formaggi fusi presenti sul piatto.

La ricetta è molto semplice da preparare e per l'appunto davvero deliziosa, come mio padre ho aggiunto anche un po' di salvia che ho usato anche per decorare il piatto, una piccola licenza dalla ricetta originale che forse potrebbe essere un marchio della famiglia Fattorini o forse era una caratteristica della zona di dove è cresciuto mio Padre.


Ingredienti per quattro persone

400 g farina di grano saraceno
100 g farina bianca
200 g burro
250 g formaggio Valtellina Bitto o altrimenti Casera
150 g formaggio in grana grattugiato
200 g di verze
250 g di patate
uno spicchio di aglio
un ciuffo di salvia
pepe
sale

Preparazione:

Per iniziare occorre preparare i pizzoccheri veri e propri:
Mescolare setacciando le due farine quindi impastarle con acqua e lavorarle per 5 minuti.
Tirare la pasta ottenuta con il mattarello sino ad uno spessore di 2 o 3 millimetri,  tagliare quindi a  strisce di circa 8 centimetri; sistemare le strisce una sopra l'altra aggiungendo della farina tra ogni stato e tagliarle nel verso della larghezza, ottenendo così delle tagliatelle della larghezza di circa 5 centimetri.

Tagliare le verze a piccoli pezzi, pelare le patate e tagliarle a tocchetti (cubetti) quindi cuocerle in acqua salata  bollente quindi unire i pizzoccheri e cuocerli il tutto per altri dieci minuti.

Nel frattempo scaldare una teglia a bagnomaria o in forno a circa 80 gradi, quindi passato il tempo scolare con le verdure e  i pizzoccheri con una  schiumarola e versarli via via a strati nella teglia calda coprendo ogni strato  il grana grattugiato e il bitto fatto a scaglie o tocchetti piccoli
Far andare il burro con l'aglio e un ciuffetto di salvia lasciandolo imbrunire, rimuovere lo spicchio d'aglio e versarlo sui pizzoccheri quindi spolverare con pepe nero.


Buon appetito a tutte e tutto con questo storico e buonissimo piatto valtellinese.

13 nov 2011

Tequila Sunrise - il cocktail del sabato


Era un bel che non pubblica un drink per la mia "rubrica" il cocktail del sabato, questa volta però l'occasione era bella ghiotta, un party nella piccola casa per la festa di ieri sera, ho quindi pensato con quale drink aprire la serata; alla fine ho optato per un classico messicano il Tequila Sunrise. Questo ottime long drink deve al suo nome sia all'ingrediente alcolico, la tequila per l'appunto, sia alla particolare sfumatura che prende la Granatina (uno sciroppo a base di melograno) nel cocktail, in pratica versandola lentamente senza mescolarla, va subito sul fondo per via della sua maggiore densità, la parte in alto però incomincia a sciogliere creando un effetto "alba". Un aperitivo davvero gustoso, dai profumi agrumati e tropicali, dolce al punto giusto e non troppo alcolico. Ecco quindi la semplicissima ricetta per preparare questo ottimo Long Drink:


Ingredienti
9 cl di succo di arancia
4,5 di Tequila
1.5 cl di granatin
1 Physalys (Alkekengi) per decorare

Preparare in un bicchiere Tumbler o in una flute rettangolare come nel mio caso riempendolo di ghiaccio, versare per prima la tequila, poi il succo d'arancia, infine versare lentamente lo sciroppo di  granatina. facendolo depositare sul fondo, un piccolo trucco è quello di aiutarsi con cucchiaio.  Aggiungere una cannuccia e ... buon aperitivo e buona domenica a tutte e tutti e mi raccomando
 BEVETE SEMPRE CON MODERAZIONE!

12 nov 2011

I crostacei: scampi e gamberi con fagiolini e paté di pomodori secchi e capperi di Pantelleria


Adoro tutto ciò che è mare, ve ne sarete sicuramente accorti, se si fa un conteggio di tutte le ricette che ho pubblicato finora in oltre 5 anni, sono circa 700… , la stragrande maggioranze è a base di pesci o prodotti del mare in generale. Molto spesso mi piace provare a cucinare pesci un po’ diversi, magari meno conosciuti, ma sempre gustosi e soprattutto con un ottimo rapporto qualità prezzo, altre volte mi piace invece, per così dire … , lasciarmi andare con gamberi, scampi e crostacei in genere come per la ricetta di oggi. Questa volta l’idea era quella di fare un piatto leggero ma gustoso, saporito ma semplice da preparare a base di gamberi e scampi. Due crostacei simili in parte ma molto diversi nel gusto.  Ho pensato di unirli ai dei fagiolini lasciati un po’ indietro nella cottura e quindi un po’ più croccanti, e per insaporire il tutto ho optato per un ottimo paté di capperi Pantelleria e pomodori secchi, per dare un po’ di freschezza al tutto ho poi aggiunto un po’ di succo di lime, che oltre all’acidità apporta anche il suo caratteristico profumo. Un piatto davvero veloce da preparare ma ricco di gusto, molto colorato e ci ricorderà un po’ l’estate appena passata.
Una note importante: le code di gambero e di scampi devono essere  crude e non precotte se le comprate surgelate.

Ecco quindi la ricetta per queste ottime code di scampo e gamberi con fagiolini e paté di pomodori secchi e capperi di Pantelleria.


Ingredienti per due persone:

200 grammi di code di scampi crudi
300 grammi di code di gamberoni crudi
300 grammi di fagiolini
un cucchiaio di Paté di pomodori secchi e capperi di Pantelleria
succo di lime
mezzo cucchiaino d zucchero di canna
sale
olio evo
pepe

Lavare e spuntare i fagiolini quindi farli sbollentare in acqua leggermente salata i fagiolini per circa 5 minuti, quindi aggiungere gli scampi e i gamberi e cuocere per un altro minuto. Scolare il tutto e farlo andare in padella con alcuni cucchiai d'olio extra vergine di oliva con il paté di pomodori secchi e capperi di pantelleria, il succo di un lime e lo zucchero; far andare per un paio di minuti e aggiungere pepe a piacere. Servire al centro dei piatti e buon appetito a tutte e tutti!

11 nov 2011

Le ricette dolci: l'evoluzione dei cupcakes in cocotte con granella di nocciole, panna montata, cannella e biscottini al cacao

Vi capita mai di pensare prima alla presentazione di un piatto e poi di conseguenza alla ricetta? A me si ed è proprio il caso della ricetta di oggi. Era un po' di tempo che volevo usare le mie bellissime cocotte ma non trovavo mai l'ispirazione giusta per la ricetta, poi all'improvviso mi p capitato per mano la classica immagine dell'evoluzione umana, avete presente quella con il quadrupede che a poco si alza e si evolve sino all'uomo moderno, ecco vedendola ho pensato potrei riprendere l'evoluzione di qualcosa nelle cocotte! la scelta è caduta su di un dolce in particolare sulle cupcakes (Fairly Cake in Gran Bretagna e Putty Cake in Australia), in pratica delle torte che vengono cotte direttamente tazza da cui cupcake. Da molti anni sono parecchio di moda negli states e nei paese anglofoni in generale, sono molto belle a vedersi e molto spesso anche davvero gustose. La mia idea era quella di riprendere l'idea dell'evoluzione e abbinarla alle cocotte che diventavano cupcakes, a voi la sentenza :-)
Tornando alla ricetta ho pensato a delle piccole torte con granella di nocciola, ho inoltre alleggerito la dose di burro aggiungendo lo yogurt intero  che da anche morbidezza, poi per la decorazione ho usato della panna montata e la cannella, un classico a Genova, e per finire un bel biscotto al cioccolato. Vi assicuro davvero semplici ma gustosissimi, tanto che era difficile riuscire a preparare il set per la fotografia con la piccola principessa Ginevra che cercava di rubarmi le piccole torte...

Ecco quindi la ricette per queste dolcissime e buonissime cupcakes in cocotte:


Ingredienti per 6 cupcakes

300 grammi di farina 00
un vasetto da 125 grammi di Yogurt intero
80 grammi di burro
due cucchiai di granella di nocciole
mezzo bicchiere di latte intero
120 grammi di zucchero fino
2 uova biologiche
una bustina di lievito per dolci
Panna montata
cannella in polvere
6 biscotti al cacao fondente

Far ammorbidire il burro a temperatura ambiente, quindi in una capiente terrina montarlo con lo zucchero amalgamando bene, aggiungere quindi le uova, la granella di nocciole,  la farina setacciandola, il lievito e il latte quindi impastare amalgamando per bene il tutto.
Accendere il forno statico a temperatura di circa 170 gradi, nel frattempo sistemare le coccotte su di una leccarda e riempirle per tre quarti con l'impasto. Quando il forno è a temperature infornare le cocotte e far cuocere per circa 25 minuti.
Terminata la cottura far riposare per 5 minuti quindi levare la leccarda con le coccotte, aspettare che si raffreddino quindi topparle con la panna montata, cospargere con la cannella e decorare con il biscotto.
Nella foto il ne ho lasciata una con il coperchio vuota ma per la cottura non devono assolutamente essere coperte.

Buon appetito e buon week end a tutte e tutti con  questi deliziosi dolci.

9 nov 2011

Le svizzere: hamburger super e davvero gustosi di manzo, salsiccia, mortadella e erba cipollina e l'immancabile Ketchup

Per iniziare il post dedicato a questo ricetta devo parlarvi di un semplice retroscena , stavo pensando al titolo quando mi è venuto in mente una vecchia trattoria  in vico Testadoro a Genova dove andavo spesso sino ad alcuni anni fa, per la precisione la trattoria da Maria, anzi scià Maria come diciamo noi, gestita per l'appunto da Maria Manté per innumerevoli anni; citando il nostro giornale locale, il secolo xix, Maria "Ha sfamato legioni di studenti, artistoidi, intellettuali, mezzemaniche, coppiette innamorate e ubriaconi solitari, squattrinati tout court: tanto che a lei e non ad altri Le Monde, il più autorevole quotidiano di Francia, dedicò nel 2003 un reportage di una pagina e mezzo, affidandolo a una delle sue firme prestigiose: Michel Samson, inviato politico e corrispondente da Marsiglia". Si mangiava davvero bene e si spendeva pochissimo, l'ambiente pera particolare e mi ricorderò sempre il suo menù, trovavi scritta: buridda buonissima, spezzatino morbidissimo, torta dolcissima, coniglio gustosissimo, tutto scritto rigorosamente a mano su un pezzo di carta. Ecco pensando al titolo per le svizzere che ho preparato mi è son venute in mente quelle cene e quei pranzi, così ho optato per la dicitura " super e davvero gustoso" perché credo che siano le parole che meglio possono rappresentare questi hamburger. La ricetta è davvero semplice, carne di vitello magra, un poco di salsiccia, un'ottima mortadella, poca paprika affumicata per il profumo e un po' di erba cipollina del mio terrazzo e la ricetta è pronta, giusto il tempo di scaldare la padella larga e via!  Ecco quindi la ricetta per queste svizzere super gustose!

Ingredienti per due persone
300 grammi di macinata magra di vitello
150 grammi di mortadella Bologna IGP
100 grammi di salsiccia
Paprika affumicata
sale
Ketchup

Tritare con il mixer da cucina, la carne di vitello, la polpa della salsiccia, la mortadella, alcuni steli di cipollina e un pizzico di sale e paprika affumicata. creare delle palle grandi mezzo pugno e schiacciarle sino ad ottenere la classica forma, eventualmente se lo avete utilizzate l'anghesu (attrezzo) per fare gli hamburger.
Cuocere se padella o bistecchiera calda girandole per 5 o più minuti (dipende dallo spessore). Servire quindi al  centro del piatto e, a piacere, accompagnare con ketchup.

Buon appetito a tutte e tutti.

8 nov 2011

Cioccolata fresca al cocco con spuma di cioccolata bianca, ecco la mia ricetta con Cioccoloso per il ricettario Antonelli

Ho ancora un ricordo molto vivo della prima volta che ho bevuto un cioccolata non bollente, anzi fresca; ero alle elementari credo in quarta quando come merenda per la ricreazione i miei mi avevano dato un piccolo bric di cioccolata, erano i primi che uscivano in giro e stavano "spopolando" a scuola, mi ricordo ancora il gesto di inserire la cannuccia e aspirare la bevanda, era buonissima!! dolce fresca gustosa, e poi si sa i bambini adorano il cioccolato! E' a questo ricordo che ho subito pensato quando mi è stato proposto di pensare ad una ricetta per il ricettario di Antonelli, volevo presentare qualcosa di diverso dalla pur sempre ottima cioccolata calda, così quando ho visto l'ampio ventaglio di gusti a disposizione, ho pensato ad una cremosa cioccolata fresca al cocco che mi ricordava una merendina sempre di quando ero in età a scolare, il tutto ricoperto con una spuma densa di cioccolata bianca. La ricetta è veramente più facile a farsi che a dirsi, basta solo aver la pazienza di far riposare nel frigorifero le due preparazioni. Il risultato? davvero deliziosa, morbida e gustosa! divorata in un istante con il cucchiaino

Ecco quindi la ricetta per questa doppia cioccolata fresca!

Ingredienti per quattro cioccolate

due buste di cioccolata al cocco
due buste di cioccolata bianca
400 cc di panna fresca
350 cc di latte fresco intero
3fogli di gelatina (colla di pesce)

metter a mollo in acqua i quattro fogli di gelatina, quindi stemperare la cioccolata al cocco nel latte e portare a ebollizione mescolando in modo da scioglierla completamente, strizzare la gelatina (aiuta a stabilizzare con il freddo la cremosità) e aggiungerne un foglio alla cioccolata calda, mescolare bene quindi versare nei bicchieri o coppette e mettere a raffreddare in frigo. Scaldare la panna e stemperarci la cioccolata, girare sinché non si è sciolta e aggiungere due fogli di gelatina, versare nel sifone da mezzo litro, agitare bene e aggiungere una capsula d'aria. Lasciare in frigo per qualche ora in modo da far raffreddare.

Tirare fuori dal frigo le cioccolate dense al cocco e sifonarci sopra la schiuma di cioccolata bianca.


6 nov 2011

Vi ricordate il post con la ricetta dei canestrelli a 6 mani? Ecco Ginevra mentre li prepara!

Vi ricorda il post sui canestrelli a 6 mani di qualche giorno fa, ecco la foto di Ginevra mentre da il suo importane apporto alla riuscita della ricetta procedendo nella delicata fase del taglio con l'apposito stampino con la classica forma di fiore! Piccole cuoche crescono nel mondo del food blog!

3 nov 2011

La pasta: Penne alla besciamella con zafferano e verdure (carote, zucchine e peperoni)


Preparo spesso la pasta con la besciamella, trovo sia un po' più leggera rispetto alla panna e mi piace il gusto che apporta, questa volta in particolare ho scelto di colorarla ma soprattutto profumarla e insaporirla con dell'ottimo zafferano, un primo molto gustoso, grazie anche alle tre verdure presenti (carote, zucchini e peperoni).  Una ricetta davvero semplice e veloce da preparare ma ricca di sapore , cremosa al punto giusto e che può essere un primo piatto per tutti i palati (carnivori o vegetariani). Se si preferiscono le verdure un po' più morbide, consiglio in particolare per la carote di farle cuocere prima al vapore in modo da ammorbidirle.

Ecco quindi la ricetta per questa ottima pasta con besciamella, zafferano e verdure:


Ingredienti per due persone:

160 grammi di penne rigate
zafferano
besciamella
2 carote
2 zucchini
mezzo peperone rosso
olio evo
sale

Pelare le carote, levare il picciolo e i semi al peperone, quindi lavare le verdure e tagliarle a dadini; un paio di cucchiai d'olio in padella e farci andare, a fiamma morbida, le verdure per 8 / 10 minuti, nel caso si asciughino troppo aggiungere poca acqua calda, Nel frattempo cuocere la pasta in acqua salata bollente secondo il tempo indicato nella confezione. Aggiungere alle verdure la besciamella e lo zafferano e far cuocere mescolando per un paio di minuti. Scolare la pasta al dente e farla saltare insieme alla pasta per un minuto. Servire al centro del piatto e buon appetito a tutte e tutti.


E questa è la salsa mentre cuoceva nella padella.



1 nov 2011

I dolci della tradizione: piccoli pandolci alti genovesi, un classico per le feste


Ma come il pandolce a Novembre alcuni si chiederanno! Si è la risposta, e il motivo è presto detto, è una tradizione della mia famiglia e di molte famiglie genovesi mangiare il pandolce il giorno dei Santi, ricordo sempre che mia nonna quando da piccoli gli chiedevo il perché lei semplicemente rispondeva "Dopo i santi vengono i morti, e se non si son festeggiati i santi non .. ti faran festeggiare Natale!"  per cui abbiam sempre mangiato il primo pandolce il giorno dei santi, ricordo ad esempio che alcuni anni fa mi trovavo in trasferta per lavoro in nord Africa e avevo dietro con me in valigia un pezzo di pandolce per poter continuare la tradizione...

Questa volta ho pensato di cambiare un po' e invece che il classico pandolce ho preparato dei piccoli pandolci diciamo da passeggio o merendina, sono semplici da preparare anche se un po' laboriosi in quanto richiedono un po' di tempo per la lievitazione, però vi assicuro sono davvero gustosi. Per la ricetta mi sono affidata a quella pubblicata dall'ottima Fior di sale, la trovate qui  (vi consiglio di leggere il suo blog che è davvero interessante), trovo sia quella che si avvicina maggiormente a quella tradizionale, ho solo modificato un po' le dosi e diminuito i canditi per gusto personale e poi il tempo di cottura in quanto invece che averne cotto uno da 1 Kg ne ho cotti 4 da 250 grammi.

Un consiglio per la lievitazione, io uso il programma del forno che mantiene una temperatura di circa 30 / 35 gradi lasciando una tazza con l'acqua all'interno, se non avete il programma apposito accendete il forno e spegnetelo quando avrà raggiunto una temperatura di circa 40 / 50 gradi, fate scendere la temperatura  a 35 / 40 gradi e mettete dentro al forno l'impasto, la coibentazione del forno permette di tenere per un po' temperatura ottimale, mi raccomando abbiate rispetto della fase di lievitazione, il lievito di birra è vivo e ha bisogno di tempo e calore per crescere e moltiplicarsi.

Ecco la ricetta per questi ottimi e davvero gustosi piccoli pandolci alti genovesi


Ingredienti

primo lievito:
100g di farina00
50 g di acqua
5 g di lievito di birra.

Sciogliere il lievito in acqua tiepida ed impastare la farina, sino ad ottenere una pagnottella ben compatta. Porre in un recipiente coperto con un telo, e mettere a lievitare in un posto tepido per circa 4 ore; in questo tempo l’impasto dovrebbe raddoppiare di volume.

Seconda lievitazione:
155 g del primo lievito
150g di farina00
75 g di acqua.

Miscelare il precedente impasto (primo lievito) con farina e acqua e riprendere ad impastare, sin ad ottenere una massa ben amalgamata ed elastica. Dopo questa seconda elaborazione, porre l’impasto a riposo in un recipiente coperto ed in luogo tiepido. Ancora una volta il volume dell’impasto dovrà raddoppiare in 4 ore.

Terza lievitazione:
300 g del secondo lievito
370g di farina 00
150 g di acqua

Impastare come in precedenza e riporre ancora una volta la pasta a lievitare in un recipiente coperto e in un luogo tiepido e riparato.

A questo punto si dovrebbe avere all’incirca 820 g di pasta lievitata a cui aggiungere i seguenti ingredienti, 1200 g di farina 00
560g di acqua
320g di burro
10 g di acqua di fior d’arancio.

Impastare tutte l componenti per ottenere un impasto omogeneo elastico e ben distribuito.
Per ultimo aggiungere la frutta :
2400 g di uva sultanina
200 g cedro candito a cubetti
100 g di pistacchi sgusciati
320g di scorza di arancio candita a cubetti
200g di pinoli di Pisa
10 g semi d’anice.

Completare l’impasto sino alla completa distribuzione della frutta in tutta la massa, avendo cura di effettuare l’operazione in pochi minuti, Quindi creare delle piccole palle del peso di circa 200 grammi e porle sulle teglie del forno unte con il burro oppure sulla carta da forno; le sfere dovranno esser ben distanziaei per consentire la lievitazione; lasciare lievitare ancora a 30 gradi  dalle 6 alle 8 ore. A lievitazione avvenuta, tagliare la testa dei pandolcini a croce (nella ricetta tradizionale si taglia a triangolo). Infornare a 180 per circa 50 minuti, verificare comunque la cottura via via.

Tanti auguri a tutte e tutti!
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