Visualizzazione post con etichetta homebrewing. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta homebrewing. Mostra tutti i post

11 gen 2012

La carne: Arrosto legato di vitello all'idromele, da leccarsi i baffi!


Oggi comincio con una domanda, quanti di voi non conoscono l'idromele?  Forse tutti ma per quelli che non conoscono questa fantastica bevanda inizio con una semplice precisazione, non  è una bevanda a base di mele :-) (quella a base di mele è il sidro) ma è un fermentato  a base di miele e acqua, una sorta di "birra" un po' come lo è il sidro. L'idromele è forse il più antico fermentato conosciuto, se ne ha notizia del suo utilizzo sia presso gli egizi che i cretesi ed è citato in maniera dettagliata dai greci e dai romani, ebbe poi il suo forte sviluppo nei paesi del nord europa in particolare presso i celti, i vichinghi, i sassoni, gli scandinavi, gli slavi, popoli tutti che davano a questa ottima bevanda anche un potere rituale, magico e salutare; a ricordo di ciò è rimasta in particolare la tradizione in molti paesi del nord europa di preparare e bere per festeggiare i solstizi e gli equinozi. Forse non tutti sanno che era abitudine per le coppie appena sposate bere idromele durante la prima luna piena del loro matrimonio, ciò era considerato augurale per aver figli maschi, da questa abitudine è nata la tradizione di chiamare "luna di miele" il periodo, di solito di vacanza, subito dopo il matrimonio.
L'idormele può essere prodotto a diverse gradazioni, dipende dalla quantità di miele usata, e del miele mantiene le sostanze nutritive e il ricordo del sapore, non è assolutamente dolciastro come alcuni potrebbero pensare anzi è deliziosamente secco, un  vero nettare anzi come si diceva "il nettare degli Dei". Ogni tanto mi capita di prepararlo a casa, non è difficile, occorre però la pazienza di una lunga fermentazione (se volete poi vi do la ricetta) oppure lo acquisto, l'importante è sempre trovare un prodotto di qualità.

Ne avevo appena aperto una bottiglia quando ho  pensato, perché non lo uso per cucinare? Ho quindi cercato di immaginarmi una ricetta, ho quindi optato per un bel arrosto in casseruola, con verdure e tanto idromele, mai scelta fu più felice, non so se è stato l'idromele ma la carne è rimasta davvero morbidissima, e il gusto? FANTASTICO, da leccarsi davvero i baffi, un bouquet di sapori e profumi davvero unico!  da rifare, rifare, rifare e ancora rifare!  anche il fondo di verdure si arricchito dei sentori dell'idromele, e non nascondo che ne avevo fatto un po' di più proprio per poi condire un'ottima pasta proprio con questo ottimo fondo di cottura.


Ecco quindi la semplice ricetta per questo ottimo e gustoso arrosto di vitello all'idromele.

Ingredienti per 6 persone

un arrosto legato di vitello di circa 1.2 Kg
due cipolle rosse di tropea
due cipolle bianche
due carote
due coste di sedano
idromele
un mazzetto aromatico (rosmarino, lauro, salvia, dragoncello)
Olio Extra Vergine di Oliva
Sale grosso integrale
3 bacche di ginepro

Lavare e tagliare le verdure a pezzi non troppo piccoli (vedi foto sul tagliere in alto) e mettere da parte, quindi in un casseruola di ghisa (io uso quella di Le Creuset che è ottima) far rosolare per qualche minuto l'arrosto con poco olio a fiamma alta per alcuni minuti in tutti i suoi lati. Levare l'arrosto e metterlo in piatto coperto con della stagnola, versare quindi nella casseruola quattro cucchiai d'olio e con una paletta in legno grattare bene i fondo arrostito, aggiungere quindi le verdure tagliate e far stufare a fiamma moderata sinché la cipolla incomincia a prendere colore, aggiungere quindi il mazzetto aromatico legando le erbe aromatiche con spago da cucina e aggiungere l'arrosto di carne, versare due bicchieri di idromele e far svaporare l'alcol quindi aggiungere il sale grosso e le bacche di ginepro, far cuocere con coperchio per circa quaranta minuti girando di tanto la carne e le verdure ed aggiungendo un po' d'acqua calda o brodo di verdure se il fondo è troppo asciutto, oppure se volete più presenza del nettare aggiungere direttamente l'idromele (io optato per questa soluzione). Passato il tempo, levare il mazzetto aromatico e controllare la cottura della carne con un termometro sonda, quando supera i 55 gradi (colore rosa della carne) si può spegnere, se volete il tutto più cotto spegnete a circa 60 gradi.

Con un forchettone prendere l'arrosto quindi tagliarlo a fettine, rimuovere lo spago e servirne alcune fette al centro del piatto e coprire con un po' di fondo di cottura, se volete frullatelo  con il robot a immersione dopo la fine della cottura.

Buon appetito a tutte e tutti!

12 giu 2008

Un'altro esperimento fotografico - prospettive in bianco e nero:


riflessi urbani - urban reflex, inserito originariamente da max - iogenovese.

Continuano i miei piccoli esperimenti fotografici, questa foto l'ho scattata Domenica mattina in una deserta via XX settembre, la strada centrale di Genova.
MI ha subito colpito il riflesso delle colonne sul pavimento, quasi fosse stato un lago, ho poi pensato che avrebbe sicuramente reso maggiormente in bianco e nero e ho quindi cercato di scattare l'immagine che se fosse nativamente in bianco e nero. Questo è il risultato, a me piace e a voi? che ne pensate? cosa potrei migliorare?

Technorati Tags: , , , , ,

4 set 2007

E' morto Michael Jackson, the beer hunter, il mondo della birra perde il suo più grande rappresentante!

Nei giorni scorsi, esattamente il 30 agosto, Michael Jackson , conosciuto anche come The Beer Hunter, è stato uno dei più grandi scrittori, degustatori e divulgatori del pianeta birra, i suoi libri mi hanno aperto gli occhi a cosa era veramente la birra, non solo quella brodaglia industriale che viene spacciata per tale.

Lui parlando della sua morte in un articolo aveva detto che si immaginava in Paradiso con in mano un bottiglia di Duvel, ecco mi piace immaginarlo così da lassù che veglia e guarda tutti quanti si avvicinano con rispetto e soddisfazione al mondo della birra, sia come semplice bevitori, sia come produttori casalinghi (faccio parte di questa categoria), sia come operatori artigianali e industriali.

Ciao Michael.

A questo link potete trovare qualche informazione.

Technorati Tags: , , , , ,

6 mar 2007

imbottigliamo la scotch ale - continua la ricetta della birra

Continuo in questo post la preparazione della mia scotch ale, e finalmente siamo arrivati alla penultima puntata. Ovvero all'imbottigliamento della birra che ho preparato in caso seconde le ricetta e le operazioni necessarie che ho pubblicato in questi post precedenti:

Come dicevo questa è la penultima puntata nel senso che la birra così prodotta e imbottigliata avrà comunque ancora bisogno di un periodo di riposo sia per la presa di spuma (o schiuma) sia per far si che i vari sapori e profumi possano amalgamarsi ed evolversi; la birra, come il vino, è viva e matura nel tempo, oltretutto il luppolo, che ha proprietà antibiotiche, le da una lunga stabilità. Gambrinus diceva che la scadenza della birra è …alla fine del mondo!

Veniamo dunque al procedimento seguito per l' imbottigliamento.

Per prima cosa bisogna procurarsi le bottiglie, attenzione vanno bene quelle da spumante e quelle da birra, non vanno assolutamente bene quelle da vino, la pressione all’interno è forte e rischierebbero di esplodere.

Le bottiglie si possono comprare, oppure raccogliere, ad esempio chiedendo ad un bar di tenercele.

na volta in possesso delle bottiglie occorre lavarle e fanatizzarle, per questa operazione ho seguito il metodo più rapido J dopo un primo risciacquo a mano, le infilate tutte a testa in giù in lavastoviglie ed ho eseguito un lavaggio alla temperatura più alta senza usare però ne il detergente ne il brillantante (per fortuna era appena finito), altro metodo è quello di sanitizzarle con ipoclorito di sodio (la comune candeggina, varechina, conegrina, … o come la chiamate) molto diluito in acqua (in pratica diventa macchina ma costa meno….) lasciandole poi scolare a testa in giù.

Una volta eseguita la sanitizzazione, occorre inserire in ogni bottiglia lo zucchero necessario per la produzione della schiuma e delle bollicine, in pratica succede che i lieviti ancora vivi, si mangeranno tutto lo zucchero inserito, ed essendo la bottiglia tappata, l’anidride carbonica che producono formerà le bollicine.

Attenzione a non aggiungere troppo zucchero altrimenti si creano delle vere e proprie bombe!!

Per l’aggiunta di zucchero io ho utilizzato il misurino apposito che viene fornito acquistando il kit da Mr-Malt, altrimenti si può travasare la birra in un altro fermentatore e aggiungerci tutto lo zucchero necessario, scogliendolo in acqua e facendolo bollire per sterilizzare, esistono delle apposite formule in base allo stile di birra prodotto.

Una volta aggiunto lo zucchero con la Fra abbiamo proceduto a riempire e tappare le bottiglie (la parte più lunga, anche se la Fra si è divertita parecchio a fare anche lei la mastra birraia), le bottiglie andranno poi rigirate a testa in giù per alcune volte in modo da far sciogliere lo zucchero aggiunto.

Terminato ’imbottigliamento abbiamo sistemato le bottiglie in due scatoloni, dovranno rimanere per cinque giorni a temperatura intorno ai 16 – 22 gradi in modo da riattivare la fermentazione e quindi produrre naturalmente l’anidride carbonica per la formazione delle bollicine e della schiuma, dopodichè possono essere trasferite al fresco, magari in cantina, per farle riposare almeno un mesetto, per questa scotch ale direi che sarebbe meglio almeno due mesi…

Ovviamente non si utilizza tutto il liquido contenuto nel fermentatore, anzi è buona norma non utilizzare il fondo, in quanto ricco di lieviti (è quasi una zappetta) che possono essere utilizzati per fare la pizza, il pane, … è lievito di birra! Oppure come nel nostro caso per la produzione di una nuova birra, risparmiando quindi il costo del lievito e sfruttando il fatto che abbiano circa due litri di lieviti, che come dicevo ho sfruttato per la ricetta di una nuova birra, un Barley Wine che abbiamo preparato la sera stessa.

Un consiglio che posso dire è quello di provare ad assaggiare la nuova, birra, versandone un goccio in un piccolo bicchiere a tulipano, quelli da degustazione per il vino, nel mio caso aveva ottimi sentori di tostato, malto, biscotto, e luppolo dovuto al dry doping eseguito dopo il travaso nel secondo fermentatore.

Tutta l’operazione, orologio alla mano, compresa la preparazione della nuova birra che racconterò in un prossimo post, è durata solo 3 ore e mezzo!

Ciao ciao e buona birra Ale a tutti!


Technorati Tags: , , , , ,

5 feb 2007

Birra in casa: travaso della Scotch Ale nel secondo fermentatore

Eccomi qua a continuare la descrizione della preparazione della Scotch Ale. Come accennavo nel precedente post, dopo una settimana è giunta l'ora di spostare la birra in un secondo fermentatore, questa operazione per alcuni viene considerato l'attivazione di una seconda fermentazione, in realtà si tratta della continuazione della fermentazione che era iniziata nel primo fermentatore; lo scopo è quello di "pulire" la birra e i lieviti, in quanto in questo modo si va eliminare parte delle scorie che si formano durante la fermentazione.

La seconda fermentazione normalmente viene effettuata in bottiglia, tramite l'aggiunta di lieviti selezionati, come ad esempio dell'ottima Orval.

L'operazione di travaso è piuttosto semplice, basta sanitizzare un tubo e un fermentatore e trasferire il mosto dal primo al secondo fermentatore tramite il tubo, ovviamente lasciando il fondo precipitato nel primo fermentatore.

L'operazione di per se non e' strettamente necessaria, ma permette di ottenere una birra più limpida.

Ho inoltre approfittato per iniziare un piccolo dry hopping, ovvero l'aggiunta di luppolo direttamente nel fermentatore. In questo caso il luppolo, a freddo ed in infusione, trasferisce profumi e aromi ma non l'amaro; nella mia caso ho aggiunto 14g di Golding.

Ora il tutto riposerà per almeno 14 giorni, poi probabilmente passerò all'imbottigliamento.

Mi resta ancora da decidere il nome: McBlog, McScotch o Max Scotch?

28 gen 2007

Birra in casa: come preparare una ottima Scotch Ale - la ricetta

Eccomi qua, come promesso ieri, a pubblicare la ricetta che ho seguito per preparare 23 litri di ottima Scottish Ale.

La mia passione e' nata anni or sono e qualche natale fa la Fra (scusate il gioco di parole...) mi regalò l'ottimo kit di mr-malt, che è anche il mio fornitore abituale, all'inizio come tutti ho prodotto birra da kit poi sono passato alle due varianti la estratto + grani (quella di questa ricetta) e la all grain.

la preparazione può sembrare complicata ma in realtà è semplice e vi assicuro alla fine assaggerete delle ottime birre che nulla hanno da invidiare a quelle commerciali, anzi....

Per chi fosse interessato sul sito di davide Bertinotti potete trovare molte informazioni e un'ottima guida.

Ecco ora come promesso la ricetta dalla scotch ale

Ingredienti:
Estratto di malto diastatico 1.6 Kg
Estratto di malto Light 3.2 Kg
Malto in polvere Light 300 g
Malto amber in grani 300 g
Malto Crystal in grani 640 g
Malto Special B in grani 75 g
Peated Malt in grani 100 g (malto torbato scozzese)
Rauch Malt in grani 100 g (malto affumicato)
Luppolo E. K. Golding 23 g
Luppolo Targeet 25 g
Luppolo Styrian 10 g
Luppolo Hallertau 10 g
Lievito Scottish Ale
Acqua circa 20 - 22 litri

Macinate tutti i grani d malto insieme (amber, crystal, special B, peated, rauch), in caso non si ha una macina per farine si può usare un batticarne ma è piuttosto lungo... Sistemate quindi il tutto in in un grain bag (un grosso sacco) in modo da evitare problemi durante il passaggio nel fermentatore.

In una pentola capiente versare circa 8 litri di acqua e portare a 70 gradi, aggiungere il grain bag e lasciare in infusione per 30 minuti, in questo modo si estrarranno dai malti aromi e destrine. Dopo 30 minuti di infusione l' acqua sarà di un colore scuro, estrarre quindi il grain bag.
A questo punto aggiungere nella pentola l'estratto di malto, prima quello liquido (un buon metodo per renderlo più fluido è quello di tenere le latte a bagno in acqua calda) e poi quello solido, è importante rimescolare accuratamente per evitare la formazioni di grumi e non far attaccare il malto alle pareti della pentola.

A questo punto il mosto va portato a ebollizione per la luppolatura (a 100 gradi il luppolo rilascia l'amaro), per sterilizzare e far precipare i residui. Il luppolo da amaro (target, hallertau, styrian) va aggiunto ad inizio ebollizione e dopo 45 minuti si aggiunge anche il luppolo da aroma (golding) per ulteriori 15 minuti.

Per evitare di ritrovarsi foglie di luppolo per tutto il mosto conviene inserire i luppoli da amaro e quello da aroma in due distinti hop bag (delle specie di calze di garza) che verranno buttati nel mosto bollente per i tempi indicati.

Terminata la bollitura si estraggano i due hop bag e si raffredda il pentolone mettendo a bagno nel lavandino pieno d'acqua (attenzione che niente entri dentro la pentola...). Si travasa quindi tutto il mosto dentro il fermentatore (precedentemente santiizzato con varechina e risciacqui di acqua bollente). Si porta a 23 litri con l'aggiunta di acqua (è importante che sia acqua buona) e quando la temperatura del tutto e' sceso a 20 - 22 gradi si accende lo starter di lievito come preparato nel precedente post.

A questo punto si mescola vigorosamente per alcuni minuti (anche il mestolo deve essere ovviamente sterilizzato ) e si tappa il fermentare e si inserisce il gorgogliatore con un po' d'acqua.
E' buona norma misurare la densità (o gravità) nel mio caso era 1.070, il densimetro è normalmente contenuto nel kit di mr-malt

Dopo alcune ore (anche 1o) si incomincerà a sentir il gorgogliatore emettere il classico gorgoglio.

Lasciare riposare il tutto per almeno una settimana facendo attenzione che la temperatura non scenda sotto i 15 gradi...

la prossima settima procederò con il passaggio al secondo fermentatore

Per chi non possiede un secondo fermentatore, è possibile comunque imbottigliare direttamente dal primo fermentatore.

27 gen 2007

Piccoli lieviti crescono... Lievito Scottish Ale n°1728

Il titolo potrebbe sembrare strano, ma dopo mesi di innatitvita' nel campo dovuto alle numerose trasferte, è giunto finalmente per me il momento di dedicarmi ad uno dei miei hobbies: la produzione di birra casalinga!!
Sono ormai alcuni anni che grazie ad un regalo di Natale della Fra, preparo varie birre in casa, in pratica sono un homebrewer ovvero colui che si dedica all'arte dell'homebrewing.

Venendo al titolo del post, i piccoli lieviti che crescono, sono i "piccoli" che ho messo a crescere due giorni fa, si dice "preparazione dello starter" in gergo... si tratta esattamente di un lievito particolare, un po' menoso ma che ottimi risultati. Il lievito è lo Scottish Ale n°1728 e la birra che oggi preparerò è una Scottisch Ale '80.

La preparazione dello starer è piuttosto semplice si fan bollire 1 litro di acqua con 4 cucchiai di estratto di malto per almeno 10 minuti, in modo da sterilizzare il tutto, quando poi si e' raffreddato a circa 20 gradi si versa in un contenitore di vetro da litro, precedentemente sanitizzato, e si aggiunge il lievito, si mescola, si lascia riposare per 1 o 2 giorni. A questo punto lo starter è pronto per essere usato.

Oggi pomeriggio quindi preparerò la mia Scottisch Ale... e domani pubblico la ricetta :-)

Buona Ale a tutti!! :-)

Technorati Tags: , , , , ,

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

AddThis