06 mar 2007

imbottigliamo la scotch ale - continua la ricetta della birra

Continuo in questo post la preparazione della mia scotch ale, e finalmente siamo arrivati alla penultima puntata. Ovvero all'imbottigliamento della birra che ho preparato in caso seconde le ricetta e le operazioni necessarie che ho pubblicato in questi post precedenti:

Come dicevo questa è la penultima puntata nel senso che la birra così prodotta e imbottigliata avrà comunque ancora bisogno di un periodo di riposo sia per la presa di spuma (o schiuma) sia per far si che i vari sapori e profumi possano amalgamarsi ed evolversi; la birra, come il vino, è viva e matura nel tempo, oltretutto il luppolo, che ha proprietà antibiotiche, le da una lunga stabilità. Gambrinus diceva che la scadenza della birra è …alla fine del mondo!

Veniamo dunque al procedimento seguito per l' imbottigliamento.

Per prima cosa bisogna procurarsi le bottiglie, attenzione vanno bene quelle da spumante e quelle da birra, non vanno assolutamente bene quelle da vino, la pressione all’interno è forte e rischierebbero di esplodere.

Le bottiglie si possono comprare, oppure raccogliere, ad esempio chiedendo ad un bar di tenercele.

na volta in possesso delle bottiglie occorre lavarle e fanatizzarle, per questa operazione ho seguito il metodo più rapido J dopo un primo risciacquo a mano, le infilate tutte a testa in giù in lavastoviglie ed ho eseguito un lavaggio alla temperatura più alta senza usare però ne il detergente ne il brillantante (per fortuna era appena finito), altro metodo è quello di sanitizzarle con ipoclorito di sodio (la comune candeggina, varechina, conegrina, … o come la chiamate) molto diluito in acqua (in pratica diventa macchina ma costa meno….) lasciandole poi scolare a testa in giù.

Una volta eseguita la sanitizzazione, occorre inserire in ogni bottiglia lo zucchero necessario per la produzione della schiuma e delle bollicine, in pratica succede che i lieviti ancora vivi, si mangeranno tutto lo zucchero inserito, ed essendo la bottiglia tappata, l’anidride carbonica che producono formerà le bollicine.

Attenzione a non aggiungere troppo zucchero altrimenti si creano delle vere e proprie bombe!!

Per l’aggiunta di zucchero io ho utilizzato il misurino apposito che viene fornito acquistando il kit da Mr-Malt, altrimenti si può travasare la birra in un altro fermentatore e aggiungerci tutto lo zucchero necessario, scogliendolo in acqua e facendolo bollire per sterilizzare, esistono delle apposite formule in base allo stile di birra prodotto.

Una volta aggiunto lo zucchero con la Fra abbiamo proceduto a riempire e tappare le bottiglie (la parte più lunga, anche se la Fra si è divertita parecchio a fare anche lei la mastra birraia), le bottiglie andranno poi rigirate a testa in giù per alcune volte in modo da far sciogliere lo zucchero aggiunto.

Terminato ’imbottigliamento abbiamo sistemato le bottiglie in due scatoloni, dovranno rimanere per cinque giorni a temperatura intorno ai 16 – 22 gradi in modo da riattivare la fermentazione e quindi produrre naturalmente l’anidride carbonica per la formazione delle bollicine e della schiuma, dopodichè possono essere trasferite al fresco, magari in cantina, per farle riposare almeno un mesetto, per questa scotch ale direi che sarebbe meglio almeno due mesi…

Ovviamente non si utilizza tutto il liquido contenuto nel fermentatore, anzi è buona norma non utilizzare il fondo, in quanto ricco di lieviti (è quasi una zappetta) che possono essere utilizzati per fare la pizza, il pane, … è lievito di birra! Oppure come nel nostro caso per la produzione di una nuova birra, risparmiando quindi il costo del lievito e sfruttando il fatto che abbiano circa due litri di lieviti, che come dicevo ho sfruttato per la ricetta di una nuova birra, un Barley Wine che abbiamo preparato la sera stessa.

Un consiglio che posso dire è quello di provare ad assaggiare la nuova, birra, versandone un goccio in un piccolo bicchiere a tulipano, quelli da degustazione per il vino, nel mio caso aveva ottimi sentori di tostato, malto, biscotto, e luppolo dovuto al dry doping eseguito dopo il travaso nel secondo fermentatore.

Tutta l’operazione, orologio alla mano, compresa la preparazione della nuova birra che racconterò in un prossimo post, è durata solo 3 ore e mezzo!

Ciao ciao e buona birra Ale a tutti!


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7 commenti:

cla ha detto...

ora anche le foto????aspettiamo di assaggiare la birra ..magari con due muffin alla crema...

pOpale ha detto...

Interssante il tuo blog, leggerò con calma gli altri post sulla preparazione della tuo scotch ale :)

pOpale ha detto...

Max aggiungo il vostro link ai miei blogamici. Piacere di leggervi

max - la piccola casa ha detto...

poale buona lettura! e grazie per il link.

cat ha detto...

ma che passione! e poi l'idea di coltivare il lievito per la pizza è troppo forte. Se pianti sul balcone due piantine di luppolo, una maschio e una femmina (hmulus lupulus), crescono anche in vaso e in breve tempo diventano giganti, a fine agosto potrai raccogliere le infruttescenze per aromatizzare le tue birre. I fiori freschi, pieni di polline giallo e un po' appiccicoso, odorano di aglio e resina, e l'odore è così persistente che rimane a lungo sulle mani, le infruttescenze seccate hanno odore balsamico e lasciano alla birra un gusto speziato e amarognolo. In baviera ho visto le coltivazioni di luppolo, delle specie di pergole alte anche 7-8 metri, adesso chiudo sennò 'sto commento diventa luungo, saluti birrosi cat

max - la piccola casa ha detto...

ciao cat grazie per i saluti birrosi che contraccambio volentieri... avevo pensato di coltivarmi i luppolo (sia maschio che femmina ovviamente) ma ho un solo problema.... non ho il balcone ahime..... comunque hai ragione quello di farsi la birra in casa è una vera passione, e comunque i risultati che si ottengo spingono sempre di più ad inoltrarsi in questo mitico mondo che l'homebreewing

francesca ha detto...

Certo che se cambiassimo casa, magari chissà che piantagioni...
quando è che ci decidiamo?????

ciao
la Fra

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