31 gen 2008

Triglie grandi alla piastra sfumate al vino bianco

Non è la prima volta che cucino le triglie, è un tipo di pesce ce mi piace particolarmente, sarà per il suo gusto particolare, sarà per il colore … così quando sabato mattina dalla mia pescheria di fiducia ho visto queste belle triglie non mi son fatto sfuggire l’occasione e domenica sera le ho preparate (il tempo tiranno mi permette solo ora di postare la ricetta).

Le triglie che ho acquistate le ho da subito immaginate alla piastra, erano belle sode, quindi non le ho squamate così da far sopportare meglio l’altra temperatura della piastra di ghisa.

L’aggiunta del vino fatto sfumare (io ho usato uno chardonnay barricato) ha ingentilito il retro gusto amaro delle triglie rendendole ulteriormente più appetitose, ho Inoltre pensato di aggiungere nel ventre di ognuna un ramoscello di rosmarino, un gambo di prezzemolo e un pezzo di foglia di allora, che cuocendo hanno contribuito a profumare il pesce tirandone fuori la loro mediterraneità.

Un piccolo trucco per non farle attaccare alla piastra evitando di usare troppi grassi è quello di nebulizzare un velo d’olio di oliva sulla piastra prima di metterla sul fuoco.

Ecco quindi la ricetta per preparare queste ottime triglie alla piastra sfumate con il vino bianco.

Ingredienti per due persone

4 triglie freschissime grosse (in totale circa 800 gr)
Rosmarino
2 foglie di alloro
Prezzemolo
Mezzo bicchiere di un buon vino bianco
Olio evo
Sale e pepe

Pulire e lavare le triglie eliminando le branchie e le viscere. Tagliare a metà le due foglie di alloro e inserirle nella pancia delle triglia insieme ad un ramoscello di rosmarino ed un gambo di prezzemolo ognuna, salarle e peparle a piacere.

Nebulizzare sulla piastra un po’ d’olio di oliva quindi incominciare a scaldare, dopo un minuto aggiungere le triglie e muoverle in modo che non si attacchino al fondo. Far cuocere per due o tre minuti quindi girarle e far cuocere con coperchio per altri due minuti, versare il vino bianco e farlo sfumare per un paio di minuti. Servire al centro del piatto e buon appetito a tutti e tutto con questo deliziosi pesciolini rossi!





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28 gen 2008

La pasta: Casarecce con totani della riviera e pomodoro


Sabato mattina ho acquistato dei bellissimi totano pescati in riviera, ho subito pensato a farne una buiona pasta, così dopo avere comprato le casarecce (una pasta siciliana credo), ho ipotizzato questa semplice ma gustosa ricetta, visto le quantità potrebbe anche essere visto come piatto unico. Il gusto delicato ma presente dei totani si sposa bene con la passata e i pomodori maturi aggiungono l’acidità necessaria. I totani inoltre erano veramente gustosi e si scioglievano in bocca. Un’ottima pasta veloce e dal profumo di mare che ho accompagnato con un buon chardonnay umbro leggermente barricato. Un piatto che consiglio a chi cerca una ricetta semplice da preparare ma ricca di sapore, soprattutto a chi non preparare ma il pesce perché pensa che non è semplice da preparare, credo che sia giunta l’ora di sfatare questo mito una volta per tutte!
Ecco quindi la ricetta per preparare queste ottime casarecce con totani della riviera e pomodori
Ingredienti per due persone

200 gr di casarecce
400 gr di totani non molto grossi
4 pomodori maturi
3 cucchiai di passata di pomodoro
2 foglie di alloro
Olio extra vergine di oliva
1 cucchiaino di prezzemolo tritato
1 spicchio d’aglio
Sale e Pepe
Incominciare pulendo i totani, non è difficile, si staccano i tentacoli, si svuota l’interno, quindi procedere con l’eliminazione degli occhi e del piccolo becco, sciacquarli, tagliare a pezzettini le teste e metterli da parte insieme ai tentacoli. Tagliare a cubetti i pomodori, non eliminate la pelle (non stancherò mai di dire che è la parte più ricca di licopene), in una padella abbastanza capiente versare 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva (EVO), schiacciare con la parte piatta del coltello lo spicchio d’aglio e faro andare a calore moderato nell’olio sinché non incomincia ad imbrunire quindi eliminarlo. Aggiungere la passata e i pezzetti di pomodoro, una foglia di alloro e far andare a fiamma moderata per circa dieci minuti. Nel frattempo in un'altra padella versare un cucchiaio d’olio, la foglia di alloro e saltarci i totani, fargli prendere i colore per circa 5 minuti. In un’altra fiamma incominciare a mettere su l’acqua per la pasta.
Quando i totani saranno coloriti passarli nella padella dove sta cuocendo il pomodoro, versare anche un po’ del liquido che si è formato, aggiustare di sale e pepe, aggiungere il prezzemolo tritato ed eliminate le foglie di alloro, continuare a cuocere a fuoco moderato per altri 5 minuti.
Quando l’acqua bolle aggiungete il sale e buttate la pasta, cuocetela lasciandola un po’ al dente, scolatela e saltatatela in padella insieme al sugo di totani, quindi servire al centro del piatto.
Buon appetito e buona settimana a tutte e tutti con questa semplice ma gustosa pasta.

Se ti interessano altre ricette per degli ottimi primi CLICCA QUI

27 gen 2008

la ricetta della Gallinella in Court bouillon al limone e olio umbro


Direttamente dal pranzo di ieri ecco la ricetta della gallinella che ho preparato ieri, l'idea è nata da una semplice richiesta della Fra: mageremmo un po' di pesce bollito (ormai parla al plurale ...), ora volendo evitare il classico nasello, che se non cotto bene ricorda gli ospedali ... , ho cercato un pesce con una carne gustosa, l'occhio mi è caduto su di una gallinella bella grossa e da li il passo è stato semplice, ho pensato di cuocerla in un cort bouillon al limone e alla fine ho condito con un filo di olio umbro (nella foto non si vede).

La fra, e secondo lei anche la coabitante in lei ... , ha gradito particolarmente questa gallinella bollita, la cottura ha mantenuto il suo sapore arrichendolo con il profumo delle verdure e l'olio ha dato ulteriore sapore alla preparazione.

ecco quindi la ricetta per preparare questa semplice gallinella in court bouillon di limone e buona domenica a tutte e tutti.

Ingredienti per due persone (che stan diventando tre)

1 gallinella di circa 1 kg
1 pezzo di porro di circa 10 cm
1 carota
1 piccola cipolla bianca
1 costola di sedano
mezzo limone
un bicchiere di vino bianco fermo
1 gambo di prezzemolo
1 foglia di alloro
sale grosso (due cucchiai
2 litri di acqua
5 o 6 grani di pepe nero

Pelare la carota e tagliarla a pezzettoni, pelare la cipolla e tagliere anch'essa a pezzettoni, versare due litri di acqua in una abbastanza capiente da contenere anche il pesce, aggiungere la costola di sedano, il bicchiere di vino, il mezzo limone, la foglia di alloro, il gambo di prezzemolo, il pezzo di porro quindi accendere la fiamma e portare a bollore, a questo punto aggiungere i grani di sedano e due cucchiai di sale grosso, lasciare andare per altri 10 minuti, aggiungere quindi la gallinella (ovviamente vanno prima eliminate le branchie e le interiora, normalmente potete farlo fare al pescivendolo), continuare a cuocere per 10 o 15 minuti (dipende dalla dimensione del pesce).

Estrarre il pesce, sfilettarlo e servirlo al centro del piatto versando un filo d'olio.

Non gettate via la testa e i vari resti, ributtateli nella pentola e continuate a cuocere sino a che non avrete ridotto almeno della metà il liquido, vi rimarrà così un ottimo brodo di pesce che si potrà congelare ad esempio nelle vaschette del ghiaccio in modo da avere tante piccole dosi di brodo di pesce.


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26 gen 2008

il cocktail del sabato: la ricetta del blue Martini (vodka martini blu)


Questo sabato mattina solito giro della spesa settimana ha fruttato un bel po' di pesce: triglie, gallinelle, polpo, totani per questo al ritorno, ancora invesgendato (come si dice a Genova) dal giro ittico ho pensato di preparami un bel cocktail che mi ricordasse il mare, una breve ricerca nei miei libri ed ecco qui un ottimo drink della grande famiglia dei martini: il blue martini o martini blu dir si voglia.
Si tratta di un'ottima variante del vodkatini, dove al posto del vermouth si usa il blu di Curacao, che oltre a dare il colore, contribuisce con il suo sapore agrumato, daltronde viene preparato partendo dalle bucce di arancia amara di Curacao.
L'aggiunta di angostura inoltre impreziosisce il tutto con il suo sapore bitter e speziato, per chi vuole consiglio di completare il cocktail con un oliva, come nella miglior tradizione dei martini per l'appunto.

Ecco quindi la ricetta per preparare questo ottimo Blue Martini

Ingredienti:

9 cl di Vodka
1,5 cl di Blue di Curacao
2 gocce di Angostura bitter
ghiaccio

Riempire il bicchiere di vetro di uno Shaker Boston con del ghiaccio, aggiungere quindi tutti gli ingredienti e scuotere vigorosamente, versare filtrando in una coppetta martini (beh io ho usato un altro tipo di bicchiere per cambiare un po')

Mi raccomando se lo bevete non guidate poi.

Se vi interessano altri cocktail a questo link tutti quelli che ho postato finora.

Buon fine settimana a tutte e tutti.


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25 gen 2008

Filetto di pesce persico con pomodori piccadilly, olive taggiasche e capperi di Pantelleria


È un po’ di giorni che dovevo postare questa ricetta, ma ahimè il tempo tiranno non me lo permetteva, finalmente mi son potuto ritagliare u po’ di minuti ed eccomi qua:
L’idea nasce dalla volontà di dare un po’ di gusto al classico filetto di Persico che giunge a noi ghiacciato dalle coste dell’Uganda o giù di li. Avevo dei pomodori picadlilly che mi avanzano e un po’ di olive taggiasche sott’olio, ho quindi pensato di mediterraneizzare (si può dire?) un po’ il Persico ed ecco qui questa semplice e veloce preparazione (non sempre abbiamo il tempo di preparare ricette complicate al ritorno dell’ufficio …). I pomodori mi servivano per dare gusto e acidità, mentre le olive e i capperi han dato sapore, profumo oltre che una certa pastosità, insomma un piatto semplice, veloce ma ricco di sapore.
Ecco quindi la ricetta per preparare questi filetti di pesce persico dal richiamo mediterraneo.

Ingredienti x due persone
2 filetti di pesce persico
6 pomodori piccadilly
Un cucchiai di capperi di Pantelleria sotto sale
Due cucchiai di olive taggiasche sott’olio
Olio extra vergine di oliva
Una presa di origano
Sale e pepe

Eliminare il sale in eccesso dai capperi, lavare e tagliare a pezzettini i pomodorini, versare u cucchiaio d’olio in padella e incominciare a far andare i filetti, dopo un paio di minuti aggiungere i pomodorini, le olive, i capperi, cuocere con il coperchio per cinque minuti, quindi girare il pesce, aggiungere una presa di origano ed aggiustare di sale e pepe. Terminare quindi la cotture, servire nei piatti coprendo il filetto di pesce con i pomodori, le olive, i capperi e il sughetto.

Buon appetito e buon week end a tutte e tutti.

23 gen 2008

La fotografia gastronomica ovvero come fare una bella foto di un piatto e di una ricetta - lo still life del cibo


Visto il titolo si potrebbe essere portati a pensare che questo post sia una mini lezione sulla fotografia gastronomica, in realtà è proprio il contrario. Vorrei migliorare le foto che scatto quando preparo un piatto e sono alla ricerca di consigli, istruzioni insomma … mi potreste indicare qualche libro, link, manuale, tutorial, mostra, articolo … sulla fotografia gastronomica o still life del cibo? Mi piacerebbe avere anche informazioni sulle tecniche di illuminazioni, sulla composizione fotografica.

L’ideale sarebbe se poi pian piano tra tutti i vari blogger che pubblicano post e foto sul cibo si pubblicassero una serie di consigli su come fotografare al meglio i vari ingredienti e preparazioni, penso che potrebbe essere un valido aiuto a chi si avvicina a questo arte.

Quindi son tutto orecchi e aspetto montagne di consigli!!!

(20 aprile 2009)

girovagando sulla rete ho trovato un sito (dynamic.it) che riporta 10 ottime regole in merito alla fotografia eno gastronomica: le riporto di seguito:

  1. Ambientazione
    scegliere un ambiente che esalta ma che non distrae l’occhio dal cibo. Scegli un semplice sfondo come un tavolo. Usa piatti colorati che contrastano col cibo o che, viceversa, completino la gamma cromatica, ma mai piatti dello stesso colore della pietanza. Prima di scattare accertati che sullo sfondo non ci siano oggetti che fuori tema, come persone o posaterie. Usa aperture di diaframma larghe, per sfocare lo sfondo.
  2. Luce
    Usa la luce naturale il più possibile. La posizione ideale sarebbe vicina ad un’ampia finestra, con tendaggi per diffondere la luce. Non usare mai il flash che distruggerebbe l’armonia che dovrebbe creare un piatto di cibo.
  3. Bilanciamento del colore
    Soprattutto in ambienti dove manca la luce naturale, potrebbero crearsi sbilanciamenti di colore verso il blu o il giallo che compromettere la visione di un cibo sano e genuino.
  4. Non muoverti!
    Rimani fermo. In ambienti come ristoranti o cucine, usa il cavalletto per non produrre immagini mosse.
  5. Scatta senza pietà
    Non essere parsimonioso di fotografie. Immortala il tuo piatto in tutte le angolature, dal basso all’alto e viceversa, in modo da poter scegliere la migliore in un secondo momento.
  6. Macro
    Avvicinati il più possibile usando la funzionalità macro ove è possibile. Riempi tutta l’inquadratura con il cibo in modo che chi guarderà la foto, potrà quasi assaporarne il gusto.
  7. Preparazione
    Non dimenticare di fotografare i passi effettuati per completare la pietanza. Capita che la preparazione risulti più interessante del piatto finito.
  8. Sii veloce
    Più velocemente scatterai le foto, più fresco e genuino sembrerà il cibo. Carne fredda o congelata e insalata sciupata non sono mai da fotografare. Ci si può preparare le impostazioni della fotocamera usando il piatto vuoto come modello.
  9. Dettagli
    I dettagli nel cibo sono vitali. Controlla che il piatto sia sempre sgombro da sbavature di salsa o altre imperfezioni. Usa salse e guarnizioni per completare cromaticamente il piatto.
  10. Non fotografare mai…
    Devi conoscere cosa non fotografare. Alcune cose sono sempre da evitare nella foto perchè non risultano per nulla apetitose. Il cibo monocromatico e salse marron sono sempre da scartare.


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22 gen 2008

La ricetta del crudo di bianchetti (pesci neonati) lime e olio evo


Come aveva anticipato due post fa, eccomi a pubblicare la ricetta del crudo di bianchetti con lime ed olio extra vergine di oliva.
I bianchetti, conosciuti anche neonate nel centro e sud Italia, sono generalmente i neonati di acciughe e sardine; si possono mangiare solo in certi periodi dell’anno (per ovvi motivi di ripopolamento) e sono caratterizzati dall’ottimo gusto e profuma che richiama il mare, purtroppo molto spesso il loro prezzo è molto elevato. Dalle nostre parti, sia nel genovese che nelle altre provincie, vengono consumati in vari modi: sulla farinata, nelle frittelle, al vapore oppure crudi conditi con il limone e olio, proprio rifacendomi a questa ultima ricetta ho pensato di preparare due belle porzioni che, grazie ad un prezzo abbordabile di circa 20 euro al chilogrammo, ho acquistato sabato mattina. Ho sostituito il limone con il lime per via del profumo e la minor aggressività della limetta rispetto al limone normale.
Il risultato è stato ottimo, e l’abbinamento con il margherita è stato fantastico, mi sembrava di essere su di un gozzo mentre li mangiavo direttamente appena pescati (dopo averli lavati nell’acqua di mare).
Per queste semplice preparazione è ovviamente importantissima la qualità degli ingredienti in particolare i bianchetti devono essere freschissimi e l’olio extra vergine di oliva non deve essere troppo pesane, un riviera di ponente è l’ideale.
Ecco quindi la mia ricetta per preparare un buon crudo di bianchetti con lime e olio evo.

Ingredienti per due persone

300 gr di bianchetti freschissimi (assolutamente non surgelati)
3 cucchiai di olio extra vergine
Il succo di mezzo lime
Sale

Lavare per bene i bianchetti in modo da eliminare l’eventuale sabbia, quindi condirli con l’olio evo e il succo di lime, aggiustare di sale e servirli in un due ciottoline, se volete utilizzate una cucchiaino di madre perla, come nella foto, per mangiarli, mi l’idea che il gusto ne guadagni!

21 gen 2008

The Birthday Month Personality Meme e lapiccolacasa

Negli ultimi giorni ho ricevuto l’invito a partecipare a questo meme da vari blogger (manzotin, righeblu, il sapore della terra ), ecco quindi le mie risposte al meme del mese di nascita, volendo passare la palla, se te che leggi non l’hai ancora compilato il meme è tutto tuo! Buona settimana a tutte e tutti!


DECEMBER:

Loyal and generous -: Qui ci azzecca in pieno, anzi alle volte penso di esserlo sin troppo…

Sexy : un proverbio diceva: chi si loda s’imbroda …

Patriotic – Patriotico: se la mia patria è il pianeta intero allora si, altrimenti direi proprio di no.

Active in games and interactions: Quando il gioco si fa duro i duri incominciano a giocare! Scherzi parte direi proprio di si.

Impatient and hasty: Impaziente e frettoloso: non direi in generale, certo mi danno fastidio i ritardatari cronici agli appuntamenti e chi non rispetta le scadenze!

Ambitious – Ambizioso: nella giusta misura penso che l’ambizione sia una virtù!

Influential in organizations – Bah io cerco di esserlo... ma non sempre dipende da me esserlo.

Fun to be with – sicuramente non posso dirlo io (vedi proverbio precedente) ad ogni mi sembra che i miei amici si divertano con me.

Loves to socialize – penso che la mancanza di socializzazione sia proprio uno dei mali del nostro mondo, nel mio piccolo cerco di socializzare con tutti.

Loves praises – in generale no, anche se qualche pacca sulla spalla ogni tanto fa piacere

Loves attention – nella giusta misura si

Loves to be loved- e chi non ama essere amato … se non sbaglio la regola d’oro dice “fai agli altri quello che vorresti essere fatto a te”

Honest and trustworthy – cerco di esserlo sempre, anzi per me è un must!

Not pretending – non son proprio capace a fingere.

Short tempered – quando serve lo sono, ma non fatemi prendere I cinque minuti …

Changing personality – non so se ho tradotto bene, ma sinceramente non ho varie personalità e non le cambio di certo

Not egotistic – questo è vero, anzi troppo spesso sono il contrario.

Take high pride in oneself – beh un minimo di orgoglio ci vuole no?

Hates restrictions – quando ero pischello alle superiori mi affascinava un cartello: vietato vietare.

Loves to joke - e chi non ama scherzare?

Good sense of humor – direi di si, ma bisognerebbe chiederlo alle persone che mi conoscono

Logical – questo si, moltissimo!


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20 gen 2008

Il cocktail del sabato: la ricetta del margherita


Questo sabato mattina, al termine del consueto giro della spesa, ho optato per un ottimo drink della famiglia dei martini: il margherita (da non confondere con il margarita), la scelta questa volta è stata casuale, ho preso uno dei libri sull'argomento che posseggo e l'ho aperto a caso, è uscito questo drink è lho preparato, immaginandone il gusto l'ho abbinato ad un crudo di bianchetti e lime (presto posto la ricetta) e devo dire si sono fusi bene insieme.
Purtroppo non conosco la storia di questo drink, anzi son tutto orecchie per chi mi sa dare qualche informazione, ma mi sento di consigliarlo! ha un ottimo gusto agrumato dovuto al bitter e al blu di curacao, ed un buon grado alcolico grazie al gin, inoltre il vermouth secco lo impreziosische con profumi e aromi speziati.
Ecco quindi la ricetta per preparare questo ottimo cocktail margherita.
Ingredienti:
2 cl di vermouth secco
4,5 cl di dry gin
1/4 di blu di curacao
1 spruzzo di orange bitter
Riempire lo shaker con il ghiaccio, unire tutti gli ingredienti, mescolare e filtrare in una coppetta da martini
Buona settimana a tutte e tutti!!

Se vi interessano altri cocktail a questo link tutti quelli che ho postato finora. 


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16 gen 2008

Hamburger con scalogno, salsa Worcester e cipolline borretane alla griglia sotto aceto

Fermo non smettere di leggere solo perché hai trovato scritto hamburger! C’e polpetta e polpetta!

Scherzi a parte, ogni tanto ho voglia di mangiare qualcosa di veloce e semplice, alle volte ad esempio vedi un film e ti viene voglia di mangiare quello che passa sullo schermo, in parte è il caso di questa ricetta, ovvero son partito da una battuta di Arma letale in cui Dannyr Glover spiegava a Mel Gibson il segreto per preparare un ottimo hamburger ovvero di metterci la cipolla tritata e impastarlo bene con le mani. Ecco dalla prima volta che ho visto al cinema questo film ho incominciato a elaborare le mie ricette per gli hamburger tra cui quella che posto oggi.

Ho cambiato lo cipolla con lo scalogno per avere un gusto un po’ più delicato, inoltre lo scalogno credo richiami anche l’aglio, ho aggiunto la salsa Worcester per il suo particolare aroma, e come contorno, in uun ideale sostituzione dei classici cetriolini sotto aceto, ho aggiunto delle cipolline borretane (o si dice borettane?) grigliate e sotto aceto.

Il risultato è stato veramente ottimo! I gusti si fondono tra di loro correttamente e il film vola via che è una meraviglia, un po’ come vedere Lo chiamavano Trinità mangiando fagioli e salsiccia!

Eco quindi la ricetta per preparare questi ottimi hamburger (noi a Genova li chiamiamo svizzere!)

Ingredienti per due persone

400 gr di carne macinata magra
2 scalogni
Salsa Worcester
Alcune cipolline borettane grigliate sotto aceto.
Sale e pepe

Pelare e tritare finalmente lo scalogno, trasferirlo per una decina di minuti in una tazza con dell’acqua calda del rubinetto, in questo modo si cuocerà leggermente e perderà parte del forte aroma (la cottura dell’hamburger è troppo breve per cuocere anche gli scalogni), filtrare quindi lo scalogno tritato e versarlo in una bull insieme alla carne tritata, aggiungere sale e pepe quindi impastare per bene. Con le mani creare 4 o 5 polpette e schiacciare in modo che prendano la classica forma a disco degli hamburger. Incominciare a scaldare la piastra di ghisa (io ci nebulizzo, a freddo, un po’ d’olio d’oliva) su fiamma abbastanza alta, dopo un paio di minuti sistemarci gli hamburger e cuocerli per un paio di minuti per lato.

Sistemare quindi gli hamburger al centro dei piatti e versarci sopra la salsa Worcester, completare con un paio di cipolline grigliate.

Buona appetito e buon film a tutte e tutti


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