23 gen 2009

La pasticceria molecolare: la piccola panna cotta alla pina colada ( ananas e cocco )



Lo scorso week end avevo un po' di amici a cena e pensavo a cosa potevo preparare per dolce, qualcosa di semplice ed originale, in particolare loro erano interessati alla gastronomia molecolare ... così grazie a degli stampi in silicone della silikomart, i due stampi per cioccolatini Fleury e Christmas, ho realizzato queste semplici ma gustose panne cotte alla pina colada. Gli stampi, che ho ricevuto come campioni, hanno permesso inoltre di staccare le panne cotte una volta gelificate senza rompersi o rovinarsi, cosa che i sarebbe risultata molto difficile con degli stampi rigidi.

La realizzazione è molto semplice e veloce, ideale è prepararle la sera prima evitando un raffreddamento repentino, le molecole di gel si disporranno in maniera più ordinata permettendo alla panna cotta di assumere una texture migliore. Il risultato è stato fantastico e sono andate veramente a ruba tra i miei amici, sono state divorate tutte in un attimo. Sono ottime sia come dolce che come aperitivo un po' diverso, d'altronde non è da tutti i giorni bersi un aperitivo ...solido!

ecco quindi la ricetta per preparare queste ottime piccole panna cotta alla pina colada.

Ingredienti per 5 persone

200 ml di panna
una tazzina da caffè di Batida de coco Mangaroca (un liquore al rum e cocco)
una tazzina da caffè di succo d'ananas
4 fogli di colla di pesce.

far scaldare la panna per qualche minuto senza portarla a ebollizione insieme al succo d'ananas: nel frattempo ammollare in poca acqua la colla di pesce, quando sarà ammollata, spegnere sotto la panna e aggiungerci la gelatina e la batida mangaroca de coco, mescolare bene facendo sciogliere bene la gelatina. Versare quindi il composto negli stampi e lasciar raffreddare per la notte a temperatura ambiente. alla mattina mettere gli stampi nel frigo e lasciare per tutto il giorno. Alla sere prendere gli stampini e delicatamente staccare le panne cotte sistemandole in dei piattini a piacere.

Buon week end a tutte e tutti con questa semplice ricetta gustosissima e di sicuro effetto.


19 gen 2009

Come preparare la fettina di carne: impanata con erbe aromatiche

Lo ammetto il titolo è un po' provocatorio, è che troppo spesso mi capita di sentire frasi del tipo: vorrei una fettina da fare i ferri,
mi da un chilo di fettine,
sono morbide quelle fettine
... e via dicendo, frasi che trasformano i macellai e le macellerie in fettinifici... Oltretutto giunte a casa queste fettine vengono trasformate in suole da scarpe degne del miglior cuoio, penalizzandole con cotture che sfiorano la durata dei tempi biblici...
Si può far di meglio sicuramente comprando ad esempio altri tagli di carni, oppure se proprio si vuole a tutti i costi una fettina, magari prepararla impanata, per questo ho modificato leggermente la ricetta classica aggiungendo un po' di limone all'uovo e delle erbe aromatiche al pan grattato. Una ricetta semplice e veloce per dare un po' più gusto ad una cena preparata di fretta.

Ecco quindi la ricetta per preparare un'ottima fettina di carne impanata ai profumi di erbette, e d'altronde non si può sempre preparare piatti complicati o dagli ingredienti impossibili.

Ingredienti per due persone

400 gr di fettine di vitello
150 gr di pane grattugiato
due cucchiai di erbe aromatiche secche (rosmarino, timo, alloro, dragoncello, maggiorana, ...)
3 uova
uno spruzzo di limone
sale
Olio di semi di arachidi o di mais.

Rompere le uova in una fondina, aggiungere un pizzico di sale per ogni rosso e uno spruzzo di limone, quindi mescolare. In un piatto versare il pane grattato e mescolare con le erbette. Mettere a scaldare l'olio, passare la carne prima nell'uovo e poi nel pane grattato, quindi quando l'olio avrà raggiunto quasi i 180 gradi (un pezzo di pane secco sfrigolerà dentro) friggerci dentro la carne per un paio di minuti sinché non avrà assunto un bel colore dorato. scolarla e asciugarla dall'olio in eccesso lasciandola riposare brevemente su della carta assorbente, salare e deliziarsi con questa semplice fettina di vitello impanata alle erbette mediterranee.

14 gen 2009

Zuppetta di carciofi con bianchetti (pesce azzurro neonato)


Sabato mattina scorsa dal mio pescivendolo di fiducia avevano dei bei bianchetti freschissimi ad un buon prezzo (25 euro al chilogrammo), i bianchetti per chi non lo sapesse sono il novellame del pesce azzurro, da non confondere assolutamente con il pesce ghiaccio, pesciolini dall'aspetto simile che vengono dalla Cina, purtroppo commercianti truffaldini spacciano questi per bianchetti o neonate di si voglia (in lingua genovese - gianchetti ). Ora noi genovesi siamo molto ghiotti di questi minuscoli pesciolini e li prepariamo in vari modi tra cui l'ottima farinata coi gianchetti. Anche la fra li adora ma in questo periodo non mangia pesce crudo; ho quindi pensato a come prepararli in maniera un po' particolare senza cuocerli troppo; ho quindi pensato che avrei potuto farli "cuocere" nel caldo di una piccola zuppa, ma quale? L'idea mi è giunta ricordandomi l'ottimo abbinamento carciofi - triglie, abbinamento usato anche in alcune frittate liguri di carciofi e bianchetti per l'appunto; quindi ho elaborato l'idea di questa zuppetta di carciofi a cui, una volta versata bollente nel piatto, avrei aggiunto i bianchetti lanciandoli andare con il calore stesso.

Mai idea poteva essere più azzeccata, i carciofi e il pomodoro si son ben amalgamati con i bianchetti, che se pur cotti dal colore hanno mantenuto il loro gusto fresco. i sapori si sono uniti tra loro fondendosi perfettamente. Un ottimo piatto ricco di soddisfazione!

Ecco quindi la ricetta per preparare questa ottima piccola zuppa di carciofi pomodoro e bianchetti

Ingredienti per due persone

5 carciofi
150 gr di polpa di pomodoro
uno spicchio d'aglio
una decina di gambi di prezzemolo
una piccola cipolla
un pezzo di porro di alcune dita
una carota
Olio extra vergine di oliva
200 gr di bianchetti
sale e pepe

tritare grossolanamente la cipolla, l'aglio, i gambi di prezzemolo e la carota, quindi farli "sudare" con tre cucchiai di olio extra vergine di oliva a fiamma bassa in una casseruola alta per 5 minuti. Nel frattempo pulire i carciofi eliminando le foglie più dure, le punte e, tagliandoli, la barbetta interna, metterli a bagno in acqua acidulata con del limone per non farli annerire, quindi tagliarli a spicchi. Aggiungere i carciofi e la polpa di pomodoro nella casseruola e lasciar cuocere per una decina di minuti col coperchio saltando il contenuto ogni tanto, aggiustare di sale e pepe. Coprire con acqua calda e lasciare cuocere per dieci o quindici minuti, dipende dal gusto.

Nel frattempo sciacquare i bianchetti e lasciarli scolare per bene. Passato il tempo di cottura levare la casseruola dal fuoco e tritare con un frullatore ad immersione, se volete potete passare invece tutto al setaccio, riportare a bollore e versare al centro dei piatti fondi e tazze, aggiungere quindi una generosa manciata di bianchetti per ogni piatto.

Buon appetito a tutte e tutto con questa deliziosa zuppetta.

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11 gen 2009

Il cocktail del sabato: la ricetta del Casino un ottimo drink nella famiglia dei martini

Dopo alcuni mesi finalmente posso tornare a postare il mio classico cocktail del sabato, non che io abbia smesso di bermi il classico drink, ma il tempo tiranno con la piccola Ginevra che cresceva mi ha tolto un po' di tempo... eccomi così di nuovo chi a postare il mio aperitivo del sabato mattino, a preparare il semplice set fotografico con un telo nero e il flash di lato.

Questo sabato mattina per l'occasione ho scelto un drink che profumasse in maniera particolare di agrumi, ho quindi optato per il Casino, un cocktail che pare essere nato a Las Vegas e servito nelle più importanti casi da gioco, ma questa è forse solo una leggenda.

il cocktail è per l'appunto molto profumato grazie al succo di limone e al cointreau, inoltre la ciliegia che rimane nel bicchiere è come un piccola sorpresa fruttata al termine della bevuta.

Ecco quindi la ricetta per preparare questo ottimo Casino cocktail, un drink molto profumato e fresco.

Ingredienti

4 cl di Gin
2 cl di Cointreau
1 cl di succo di limone
uno spruzzo di Angostura
una ciliegina da cocktail
ghiaccio

Versare tutti gli ingredienti nello shaker con ghiaccio, scuotere bene e filtrare in un coppa martini, aggiungere una ciliegina sul fondo del bicchiere.

Buon aperitivo e buona settimana a tutte e tutti.

Mi raccomando bevete sempre con moderazione e non guidare se bevete!

PS si a qualcuno o qualcuna può interessare prossimamente vorrei pubblicare qualche bio drink analcolico.

Se vi interessano altri cocktail a questo link tutti quelli che ho postato finora.

8 gen 2009

Gli antipasti di pesce: Sautè di fasolari con julienne di porri e ale ( birra ) trappista

Anche questo antipasto l'ho preparato per la cena del veglione dell'ultimo dell'anno. Si tratta di una ricetta che ho inventato all'istante quando ho visto dei bai fasolari in pescheria, basandomi su un piatto di muscoli (mitili buonissimi troppo spesso chiamati brutalmente cozze) che ho mangiato in un ristorante fiammingo a Barcellona.

Innanzi tutto cosa sono i fasolari? Si tratta di un mollusco bivalve dal nome scientifico: callista chiosa, che normalmente vive nei fondali sabbiosi, Ha una conchiglia ovale, liscia di colore rosso bruno, liscia e percorsa da piccole strisce concentriche. Ha carne gustose e delicate, anche se parecchio sabbiose, come le capesante presenta una corallo rosso e una polpa bianche.

Come dicevo prima ho pensato di preparare un sautè facendo saltare in padella con un'ottima birra trappista, la belga chimay 5 cents, e dei porri tagliati a julienne. Come accortezza ho aperto prima i fasolari e ho eliminato la sacca sabbiosa che hanno normalmente, proprio come si fa con le conchiglie di San Giacomo.

Il risultato è stato ottimo e la birra ha apportato il suo gusto particolare e speziato, nella ricetta di questa mitica ale entra il cardamomo, i fasolari erano cotti al punto giusto e i porri ne hanno arricchito il sapore.


Ecco quindi la ricetta per preparare questo ottimo antipasto di pesce: il sautè di fasolari con birra trappista e julienne di porro.

Ingredienti per due persone

una bella manciata di fasolari (una dozzina)
birra trappista (la chimay o la orval vanno benissimo)
un pezzo di porro lungo circa 5 cm
olio extra vergine di oliva

Mettere a bagno per alcune ora i fasolari in acqua salata. Lavare il porro, aprirlo e tagliarlo a julienne. Aiutandosi con un coltellino, aprire i fasolari ed eliminare la sabbia. Versare due cucchiai dolio in padella e far sudare il porro, ovvero farlo cuocere a fiamma bassa senza che si frigga, aggiungere i fasolari e una buona dose di birra trappista, far quindi saltare sulla fiamma per qualche minuto. Servire al centro del piatto.

Buon appetito a tutte e tutti con questo semplice antipasto.


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6 gen 2009

Anche la piccola casa ora è su facebook o "feisbuk" dirsivoglia


Un piccolissimo post di servizio, da alcuni giorni anche la piccola casa è su feisbuk, o face book dir si voglia.

Se volete aggiungermi ai vostri contatti basta che mi cerchiate con nome e cognome, Massimiliano Fattorini, per ora ce ne sono due, io sono quello con la piccola Ginevra in braccio!

buona epifania a tutti e tutte!

5 gen 2009

Gli antipasti della cena dell'ultimo dell'anno: la ricetta delle ostriche alla Rockefeller


Ecco un altro degli antipasti che ho preparato la sera dell'ultimo dell'anno. Si tratta di un classico della cucina: le ostriche alla Rockefeller. Io adoro questo gustosissimo mollusco bivalve, ne mangerei in continuazioni, così ho pensato di preparare questa ricetta per il veglione per farle mangiare anche alla fra in quanto non ne è molto ghiotta nella versione cruda e viva.

La ricetta l'ho presa e un po' variata da un bellissimo libro che ho letto un paio di anni fa si tratta della BIOGRAFIA SENTIMENTALE DELL'OSTRICA di M.F.K. FISHER, un interessatissimo libricino interamente dedicato alle ostriche, un narrazione completa e romantica di questo delizioso mollusco, ricco di aneddoti e ricetta. Ho un po' variato la ricetta per varie esigenze, la prima non avevo a disposizione il liquore indicato, l'herbsaint, ho quindi pensato di sostituirlo con il fernet brancamenta per gusto fresco che apporta, ho inoltre aggiunto i gambi del prezzemolo perché apportano un buon gusto ed inoltre facilitano la digestione.

Il risultato è stato veramente delizioso, si scioglievano direttamente in bocca, la salsa è risultata fantastica, profumata e saporita, veramente una tirava l'altra. Un ottimo antipasto facile da preparare ma di sicura riuscita in qualsiasi cena.

Ecco quindi la ricetta per preparare questo delizioso antipasto: le ostriche alla Rockfeller


Ingredienti


una dozzina di ostriche
una tazza di liquido delle ostriche
una tazza d'acqua
2 scalogni
un ramoscello di timo
mezza tazza di pane grattugiato
due cucchiai di fernet branca menta
una tazza di burro
un etto di spinaci
un cucchiaio di salsa Worchestershire
una costa di sedano
alcuni gambi di prezzemolo.


Aprire le ostriche e raccoglierne in una tazza il loro liquido, separarle dalla conchiglia e risistemarle all'interno della stessa; versare in una o più teglie del sale grosso creando uno strato sul fondo, servirà a mantenere dritte e al caldo le ostriche, sistemarci sopra le ostriche e far andare per qualche minuto nel forno con il grill.
Tritare finemente gli spinaci, lo scalogno, il sedano, le foglioline di timo e le gambe di prezzemolo, mescolare insieme l'acqua e il liquido delle ostriche avendo cura di averlo filtrato, e far bollire per circa cinque minuti, quindi aggiungere le verdure tritate e la salsa worchestershire, far quindi cuocere per una ventina di minuti. Unire il burro e quando è sciolto, togliere da fuoco ed aggiungere il fernet. Versare la salsa sulle ostriche aperte, cospargere con il pan grattato e rimetterle nel forno caldo per 5 minuti.

2 gen 2009

Sogliola di Dover al vapore di champagne ( o spumante metodo classico ) con burro fuso all'anice stellato e salvia

L’argomento del post di oggi è uno degli antipasti che ho preparato per la cena del veglione dell’ultimo dell’anno, gli altri li posterò nei prossimi giorni. Era un bel po’ di tempo che non mangiavamo delle sogliole e fortunatamente la mattina del 31 dicembre dal mio pesci vendo ho trovato due ottime sogliole di Dover. Volevo inoltre prepararle in maniera particolare e profumata, adatta diciamo per la serata dell’ultimo dell’anno, ho così inventato questa semplice ricetta procedendo ad una cottura particolare al vapore, ma non a del semplice vapore, ho pensato che potevo usare al posto dell’acqua dello champagne, ovviamente a tal proposito va anche bene un qualsiasi buono spumante metodo classico, Franciacorta, Trento, … qualsiasi. Questi vini apportano un interessante profumo di “crosta di pane” tipico dei loro lieviti che impreziosisce in maniera particolare il pesce; inoltre ho pensato di condire il tutto con un buon burro fuso all’anice stellato e salvia.

Un piatto semplice ma molto gustoso ricco di profumi e sapori che può benissimo essere proposto anche come secondo.

Ingredienti per due persone

Due sogliole
3 bicchieri di champagne o spumante metodo classico
2 bacche di anice stellato
4 foglie di salvia 3 bicchieri di champagne e spumante metodo classico
Fior di sale
Un cucchiaio di burro

Pulire la sogliola eliminando la pelle e le viscere; versare i 3 bicchieri di champagne nella pentola per la cottura a vapore, sistemare quindi nel cestello le sogliole e chiudere il coperchio, accendere la fiamma e far cuocere al vapore per pochi minuti, cinque al massimo.
Nel frattempo far sciogliere a fiamma molto bassa il burro con le bacche di anice stellato e la savia sminuzzato.
Sistemare la sogliola al centro del piatto, salare leggermente e versare sopra il burro fuso.

Buon appetito e buon nuovo anno a tutte e tutti, che sia un 2009 bellissimo!!


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