30 mar 2008

Il cocktail del sabato: la ricetta del Journalist

Questo Sabato per il Journalist, il giornalista; si stratta di un ottimo drink della grande famiglia dei Martini cocktail nato probabilmente negli states intorno agli anni 20 dello scorso secolo. Il probabile inventore potrebbe essere Harry Craddock che lo cita in un suo libro del 1930.
Ho scelto questo cocktail per le sue note speziate ed erbacee dovute ai vermouth ed il profumo agrumato rilasciato dal Triple Sec, inoltre il tutto è arricchito dal leggero amaro dovuto all'Angostura Bitter.
Un ottimo cocktail che trasporta direttamente nell New York proibizionista del secolo scorso, ideale accompagnamento sarebbe il ticchettare delle vecchie macchine da scrivere.

Ecco quindi per preparare questo ottimo aperitivo: The Journalist

Ingredienti

4 parti di Gin
1 cucchiaino di vermut secco
1 cucchiaino di vermut dolce
1 cucchiaino di Triple Sec
1 cucchiaino di succo di lime
2 gocce di Angostura Bitter
una scorza di lime
ghiaccio

Riunire tutti gli ingredienti, eccetto la scorza, nello shaker con dei cubetti di ghiaccio. Shakerare energicamente e servire in una coppetta martini ghiacciata. Decorare quindi con una scorzetta di lime (limetta)

Buon drink e buona domenica a tutte e tutti, e mi raccomando bevete sempre con moderazione!

Se vi interessano altri cocktail a questo link tutti quelli che ho postato finora.

29 mar 2008

Avviso a tutti i web naviganti e blog lettori: questa notte torna l'ora legale, ricordatevi di mettere avanti le lancette dell'orologio di un'ora

Come tutti gli anni oltre alle ormai consuete elezioni torna l'ora legale. Le lancette dei nostri orologi dovranno andare avanti di un’ora, questa notte alle 2. E secondo alcuni studi solo tra 3 giorni ci abitueremo ai nuovi ritmi.

Quindi ricordatevi tutti di mettere avanti gli orologi di un'ora!! Una cosa positiva sicuramente c'è: quando si esce dall'ufficio facilmente ci sarà ancora chiaro!!!

Cosce di coniglio alle erbe aromatiche in camicia di pancetta tesa

Quando si torna a casa dal lavoro spesso capita di non aver voglia di stare troppo tempo dietro ai fornelli per preparare la cena, però non si può certo cadere nel giro della fettina soletta o ancor peggio dei 4 pattoni in padella ... così ogni tanto cerco di reinventarmi qualche preparazione semplice e gustosa.
Ad esempio l'altra sera ho preparato queste cosce di coniglio, che aveva comprato la Fra in giornata, profumandole con un po' di soffritto e un bel trito aromatico. Inoltre l'aggiunta delle fettine di pancetta ha mantenuto bella morbida la carne arricchendola di ulteriore gusto.
La preparazione è semplice, per far prima vi consiglio di tritare col robot le erbe aromatiche. Un altro trucco è quello di prepararsi un po' di base soffritto (carote, cipolle, sedano, porro, aglio), tagliarlo a cubettini e surgelarlo in tante monodosi.
Il risultato è stato un piatto semplice ma ricco di gusto e molto profumato, e il tempo impiegato per la preparazione della ricetta veramente poco.

Ecco quindi la ricetta per preparare queste ottime cosce di coniglio in camicia di pancetta e trito aromatico.

Ingredienti per due persone (che son sempre più quasi tre)

4 cosce di coniglio
due cucchiaio di base per soffritto (carote, cipolle, sedano, aglio, porro)
Olio extra vergine di oliva
rosmarino
alloro
salvia
sale
macis (altrimenti noce moscata)
mezzo bicchiere di vino bianco (io ho usato un Gewurztraminer )
Olio extra vergine di oliva
8 fette di pancetta tesa

Lavare una bella manciata di erbe aromatiche quindi tritarle nel robot, sistemare su di un tagliere 4 fette di pancetta tesa e su di ognuna versare un po del trito aromatico, ne deve rimanere metà. Stendere il trito sulle fette di pancetta e sistemarci quindi sopra le cosce di coniglio. A questo punto distribuire il rimanente trito sulle cosce e coprire con le alte quattro fette di pancetta, legare quindi le cosce con dei giro di spago per alimenti.

In casseruola versare 3 cucchiai di olio e incominciare e far andare per un minuto, a fiamma moderata, il soffritto. aggiungere quindi le cosce incominciate e rosolarle per un paio di minuti dai due lati. A questo bagnare con il vino bianco ed aggiungere due pezzi di macis o altrimenti due belle grattugiate di noce moscata. coprire e cuocere per una decina di minuti, aggiustare di sale e terminare la cottura per altri 5 minuti, regolatevi in base allo spessore delle cosce.

servire al centro del piatto versando sopra le cosce un po' del fondo di cottura e mi raccomando levate lo spago prima di mangiare.

Buon sabato a tutte e tutti, io ora parto col mio consueto giro della spesa!!

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26 mar 2008

Insalata fresca di trippe miste al pesto e pinoli tostati

Uscendo dall'ufficio ho deciso di scendere lungo vico della  Casana, una famosa via del centro storico genovese, arrivato verso il fondo non ho resisto al profumo che usciva da una delle ultime tripperie genovesi, e sono entrato ad acquistare una manciata di trippe miste.
Giunto a casa ho pensato come preparare queste belle trippe, ho visto che in frigo mi era avanzato un po' di pesto da Pasqua e ho quindi optato per un abbinamento insolito che rimanesse la genovesità (esisterà questo vocabolo?) trippe più pesto e per dare un po' di croccante dei pinoli tostati.

Il piatto è ottimo freddo o leggermente tiepido, in modo da lasciare le trippe belle sode, io l'ho scaldate solo 20 secondi in acqua bollente, il gusto insolito e ottimo, profumato e saporito.
Un buon antipasto sostanzioso ottimo anche come fingerfood per un aperitivo, magari con un bel cocktail basilito.

Per la ricetta del pesto guarda qua nel mio precedente post sul filetto di maiale al pesto.

Ecco quindi la ricetta per questa ottima insalata di trippe al pesto e pinoli tostati.

Ingredienti per una persona

250 gr di trippe miste tagliate al coltello (preferite sempre quelle del trippaio)
2 cucchiai di pesto genovese
una manciata di pinoli
Olio di oliva extra vergine della riviera di ponente
sale marino fino

Far saltare in padella per un minuto (senza nessun condimento) i pinoli in modo da tostarli leggermente e metterli da parte.
Scaldare un pentolino d'acqua quando bolle immergerci le trippe per una ventina di secondi quindi scolarle, sistemarle in una ciotola, far raffreddare ed aggiungere i pinoli quindi due cucchiai di pesto genovese; infine condire olio extra vergine di oliva (preferibilmente della riviera di ponente) e sale.

Buon appetito e buona settimana a tutte e tutti con queste ottime trippe

23 mar 2008

Trancio di Barracuda con foglie di lime, rum alla vaniglia del Madagascar e sesamo delle Fiji


Avevamo ripetutamente assaggiato e gustato il barracuda durante la nostra vacanza in Madagascar (vedi qui, qui e qui), mi ricordava della sua carne gustosa e saporita, così quando l'altro giorno ne aveva alcuni di circa un metro il nostro pescivendolo non ci ho pensato su e ne ho preso alcuni tranci; l'unica cosa che mi fa pensare è che erano stati pescati nel nostro mare ... e sino a non molto tempo fa non è che fosse proprio un tipico pesce delle nostre coste ...

Arrivato a casa ho pensato di prepararlo con dei profumi che mi ricordassero quella bellissima vacanza, in primis ho scelto il rum alla vaniglia (ne avevo preparato una bottiglia al ritorno), poi alcune foglie di lime per dare un filo di amaro e i semi di sesamo delle Fiji (li ho comprati in quel di Barcellona) per un gusto tropicale.

Il risultato è stato ottimo, la sua carne molto gustosa si è ben amalgamata con i profumi del rum e del sesamo tritato, un ottimo pesce sicuramente preferibili a tanti tranci fatti con lo stampino di pesce spada.

ecco quindi la ricetta per preparare questi tranci di Barracuda dal profumo tropicale

Ingredienti per due persone

2 tranci di barracuda di circa 200 g l'uno

un bicchierino di rum alla vaniglia (se volete poi vi do la ricetta)

una macina di semi di sesamo

un cucchiaino di prezzemolo tritato

6 foglie di lime

un bicchierino di vino bianco

olio evo

sale e pepe

versare un cucchiaio d'olio in padella, aggiungere le foglie di lime ed i due tranci, incominciare a scaldare a fiamma moderata per circa un minuto. aggiungere il vino e il rum alla vaniglia, chiudere con il coperchio e cucinare per due minuti, girare il pesce, aggiustare di sale e pepe ed aggiungere il prezzemolo tritato e il sesamo tritandolo all'istante.

Terminare la cottura per due minuti (dipende dallo spessore dei tranci) e servire al centro dei piatti.

Ultimo ma non ultimo oggi è Pasqua quindi a tutte e tutti voi da parte mia, della Fra e della piccola Ginevra in arrivo gli auguri di una felicissima Pasqua!! Volendo internazionalizzare gli auguri eccoli in alcune lingue:

HAPPY EASTER (inglese)
JOYEUSE PAQUES (francese)
FROHE OSTERN (tedesco)
FELICES PASCUAS (spagnolo)
FOUAI HWO GIE QUAI LE (cinese)
EID-FOSS'H MUBARAK (arabo)
SRETAN USKRS (croato)
GEZUAR PASHKEN (albanese)
PASTE FERICIT (rumeno)
VESELE VELIKONOCE (ceco)
KALO PASKA (greco)
SREKEN VELIGDEN (macedone)

AUGURI ANCORA DA TUTTA LA PICCOLA CASA!!!!!!

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22 mar 2008

Il cocktail del sabato: la ricetta del New Yorker Cocktail


New Yorker è uno storico periodico statunitense incentrato sulla vita culturale della grande mela New York, la leggenda dice che questo cocktail martini è per l'appunto il preferito dai giornalisti di questa testata. Ho scelto questo aperitivo per testare la granatina che ho comprato in questi giorni, in particolare non volevo qualcosa di troppo dolce e il succo di lime presente in questo drink ben ne bilanciano il gusto sciropposo.
Questa mattina durante il giro al mercato ho trovato un bel telo nero da utilizzare per le foto, e quindi "brindato" con questo ottimo New Yorker Cocktail. Il suo gusto è fruttato e fresco, inoltre lo scotch dona all'aperitivo un'ottimo retrogusto. Non è necessario usare un single malt, anzi in base alla ricetta originale è preferibile un blended.
Ecco quindi la ricetta per preparare questo ottimo drink il New Yorker Cocktail.
Ingredienti:
60 ml di blended whisky
il succi di un lime maturo
un cucchiaino di granatina
ghiaccio
versare tutto gli ingredienti in uno shaker, agitare per bene e servire in un coppetta martini ghiacciata.
Buon drink e buone feste a tutti e tutte. Mi raccomando bevete sempre con moderazione !

Se vi interessano altri cocktail a questo link tutti quelli che ho postato finora.

20 mar 2008

Filetto di maiale con quenelle di pesto e salsa al porto rosso e limone

Il pesto è il condimento principe della Liguria, il suo colore smeraldo renderebbe orgogliosa anche la pasta più semplice , il suo profumo impreziosisce gnocchi, troffie, lasagne, minestroni, crepes, e il suo sapore lo rende uno dei migliori condimenti, logicamente il pesto va preparato con ingredienti di prima qualità primo su tutti il basilico.

Pensando al nostro pesto ho incominciato ad immaginarmi e sperimentare vari abbinamenti, in particolare ho tentato un abbinamento forse un po’ insolito con la carne di maiale. Ho utilizzato il filetto per la sua morbidezza, ho inoltre pensato di utilizzare gli umori della carne per impreziosire il tutto con un salsa a base di porto rosso acidificato con del succo di limone.

IL risultato è stato veramente ottimo, ad averceli era da leccarsi i baffi, un preparazione semplice ricca di gusto, che riproverò anche per il pranzo di pasqua, tutti i vari sapori si sono sposati tra di loro, il freso profumo del pesto con il caldo aroma del porto impreziosito dagli umori del filetto di maiale, l’acidità del limone inoltre facilita la digeribilità ed esalta i profumi.

Ecco quindi la ricetta per preparare questo ottimo filetto di maiale con quenelle pesto e salsa di porto rosso e limone.

Ingredienti per due persone:

400 gr di filetto di maiale.

Mezzo bicchiere di porto rosso

Il succo di mezzo limone

Olio extra vergine di oliva

Sale

Per il pesto:

un mazzetto di basilico di Pra fresco

Olio extra vergine di oliva della riviera di ponente

Un cucchiaio di parmigiano grattugiato

Un cucchiaio di pecorino grattugiato

Uno spicchio d’aglio

Mezzo cucchiaio di pinoli

Qualche grano di sale grosso

Preparazione del pesto

Per il pesto riporto in toto l’ottima ricetta presente sul sito di mangiare in Liguria:

Per fare il vero Pesto alla genovese occorrono un mortaio di marmo e un pestello in legno, tanta diligenza e pazienza.

La prima ricetta scritta del pesto che ci è giunta risale alla metà dell'800 e da allora, salvo sbrigative profanazioni nella tecnica d'esecuzione, non è cambiata. Per prima cosa bisogna lavare in acqua fredda quattro mazzi di basilico, naturalmente genovese, e poi metterli ad asciugare su un canovaccio, nel frattempo nel mortaio si deve pestare uno spicchio ogni trenta foglie d'aglio, la ritualità sta anche nelle dosi.

L'aglio deve essere dolce, non deve prevalere pur facendosi sentire nel sottofondo…insomma non può mancare, ideale è quello di Vessalico! E non deve mancare neppure il sale grosso, aggiungetene qualche grano. A questo punto, ma non tutte insieme (sono merce preziosa non erbetta qualunque!), vanno aggiunte le foglioline e si inizia con un dolce movimento rotatorio e prolungato a pestarle nel mortaio.

Ricordatevi che gli oli essenziali del basilico sono conservati nelle venuzze delle sue foglie e che per ottenere il miglior gusto, bisogna non pestare gravemente ma ruotare leggermente il pestello in modo da stracciare, non tranciare, le profumate foglioline. Il suono del pestello di legno contro i bordi del mortaio accompagnerà il nostro lavoro.

Quando il basilico stilerà un liquido verde brillante sarà il momento di aggiungere i pinoli, una manciata. I pinoli che ammorbidiranno e amalgameranno la salsa, le regaleranno quel bouquet gentile che fa da contraltare all'aglio, sono un di più, il tocco d'artista. Quelli di qualità migliore sono nazionali e, naturalmente, sono più cari, ma in questa occasione vogliamo sfatare il mito della parsimonia dei genovesi e sceglieremo per il meglio, d'altronde i pinoli sono presenti in tutte le nostre ricette importanti.

E' giunto il momento dei formaggi: parmigiano reggiano e pecorino sardo, entrambi DOP, adeguatamente stagionati. Ed infine l'olio extravergine d'oliva, versato a goccia, naturalmente italiano dal sapore non particolarmente aggressivo, non particolarmente intenso, ideale per sposare tutti gli ingredienti senza sopraffarli.

Un'ultima raccomandazione:

la lavorazione deve avvenire a temperatura ambiente e deve terminare nel minor tempo possibile per evitare problemi di ossidazione. A questo punto il pesto è pronto e può essere utilizzato per condire le troffie, le trofiette, le trenette avvantaggiae, i mandilli de saea, veri must della nostra cucina, e perfezionare il minestrone.

Oggi, nell'era della fretta, per fare il pesto si usa anche il frullatore, ma la migliore soluzione è sempre quella... "all'antica" !!!

Ora passiamo alla preparazione della carne e della salsa.

Tagliare il filetto di maiale in modo da creare dei cilindretti (o medaglioni) alti circa due centimetri.

Mettere sul fuoco, a fiamma sostenuta, una padella antiaderente con un filo d’olio, preferibilmente nebulizzatelo ne userete meno e sarà più omogeneo, lasciare scaldare per un minuti, quindi aggiungere la carne, in questo modo avverranno le necessarie reazioni di Maillard, far andare per circa un minuto, quindi girare la carne ed aggiungere il porto e il succo di limone, spolverare con il sale e coprire, quindi cuocere per 3 minuti circa. Levare la carne, abbassare la fiamma e lascare ridurre per un paio di minuti il la salsa, mescolando bene con una spatola di legno. Sistemare i pezzi di filetto al centro del piatto, quindi prepare delle quenelle (con due cucchiaini) di pesto e metterne una sopra ogni pezzo di fletto. Completare versando a specchia un po’ di salsa al porto nei patti.

Buon appetito con questo ottimo ed insolito abbinamento.

Ne approfitto per fare gli auguri di una Buona, Santa e Felice Pasqua a tutte e tutti!!!

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19 mar 2008

Filetto di cernia con funghi pioppini e salsa teriyaki

Sono alcuni giorni che vari impegni non mi permettono di postare qualche ricetta sul blog, finalmente ho un po' di tempo e quindi cerco di recuperare il tempo perduto.
Questo piatto l'ho preparato lo scorso week end, durante il giro della spesa al mercato ho visto dei bei funghi pioppini, probabilmente sono meno conosciuti dei classici prataioli di allevamento, però li trovo gustosi ed inoltre reggono meglio la cottura.
Ne ho preso alcuni da preparare, la maggior parte li ho fatti al profumo di maggiorana (prima o poi pubblico anche questa semplice ricetta) e quelli che ho avanzati ho deciso di abbinarli a due filetti di Cernia che si trovavano nel freezer e che volevo cucinare. Ho deciso inoltre di abbinare la salsa Teriyaki per impreziosire la ricetta con un gusto particolare speziato e dolce salato. Per il pesce ho scelto la coltura a microonde per conservarne il sapore rimanente (era pur sempre surgelato) e le proprietà nutrizionali.
Il piatto è risultato ottimo, ben bilanciato nei sapori, profumato e gustoso. I funghi come nella classica tradizione genovese si abbinano benissimo al pesce. Un piatto ottimo e completo, semplice da preparare e sicuramente da riproporre.

Ecco quindi la ricetta per preparare questa ottima semplice e veloce ricetta.

Ingredienti per due persone

2 filetto di cernia
200 gr di funghi pioppini freschi
salsa Teryiaki
prezzemolo tritato
olio extra verdine di oliva
uno spicchio d'aglio
vino bianco secco
sale e pepe.

Pulire i funghi eliminando la base terrosa, lavarli e farli andare per qualche minuto in acqua bollente. Scolarli e farli saltare per dieci minuti in padella con poco olio evo, lo spicchio d'aglio, il prezzemolo, Bagnare con il vino ed aggiustare di sale e pepe. Nel frattempo sistemare i due filetti di cernia in un piatto, versare un filo d'olio e un pizzico di sale farli cuocere quindi a 600 watt per circa 5 minuti nel microonde.
Sistemare quindi il pesce nel piatti, ricoprirlo con i funghi pioppini, versarci ed intorno un po' di salsa Teryaki.

Buon appetito con questo piatto Mari e monti come si dice a Genova.

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16 mar 2008

Il cocktail del sabato: la ricetta del Sidecar


Sabato mattina durante il consueto giro della spesa ho comprato un bel po' di basane (in dialetto italiano si chiamano fave) proprio con l’idea di utilizzarle come fingerfood per l’aperitivo. Ho quindi cercato nei vari libri un cocktail che potesse accompagnarle, così mi son ricordato di un classico IBA il Sidecar.

Si tratta di un drink nato intorno agli anni venti probabilmente al Charton Bar di Parigi, l’inventore era un guidatore di Sidecar, il barman che lo realizzò seguendo le indicazioni del cliente, decise di chiamarlo Sidecar in onore all’inventore. Secondo altre fonti invece potrebbe essere nato alcuni anni prima al New York Harry’s Bar.

Il suo gusto agrumato e fresco, dovuto alla presenza di succo di limone e Cointreau, lo rendono un ottimo aperitivo serale e notturno, attenzione però al grado alcolico che è piuttosto elevato.

Ecco quindi la ricetta per preparare questo fresco e agrumato aperitivo: il Sidecar.

Ingredienti

6/10 di Cognac
3/10 di Cointreau
1/10 di succo di limone
ghiaccio

Shakerare velocemente tutti gli ingredienti, versarli filtrando nella coppetta cocktail da Martini.

Buon aperitivo a tutte e tutti e mi raccomando bevete sempre con moderazione!
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12 mar 2008

Un mitico piatto genovese - la ricetta della cima - e il testo della canzone ‘A ÇIMMA del grande Fabrizio de Andrè



La cima è uno dei piatti più tipici della mia città, è così buono e famoso che anche il mitico Faber (Fabrizio de André) gli ha dedicato una canzone intitolata per l'appunto A ÇIMMA, a proposito in quest'istante il lettore di CD sta suonando Creuza de Mä.
Si tratta di una piatto che nasce dal classico adagio far di necessità virtù, in particolare in origine era la classica soluzione per offrire in maniera presentabile gli avanzi arricchiti dalle frattaglie; si potrebbe dire che come per la zuppa di pesce la ricetta non può esistere!
Ai giorni d'oggi la situazione è così cambiata che bisogna essere dei ... PATRIZI ... per comprarla nelle varie rosticcerie.
Si tratta anche di un piatto leggero e digeribile e, non da dimenticare, che fornisce un gustoso brodo ed era molto diffuso nel periodo pasquale. Molto bella a vedersi può essere anche tagliata sottile quasi fosse un salume.

Ho deciso di prepararla questo week end, era un po' che la Fra la desiderava, e devo dire che è venuta veramente gustosa. La mia ricetta prevede un po' meno frattaglie (la Fra in questo periodo non ne è molto ghiotta ... ) ma il gusto comunque non ne risente ed ottima sia tiepida che fredda, col brodo che avanza potete preparare degli ottimi tortellini o cappelletti.
Ecco quindi la ricetta per preparare questa ottima cima genovese.

Ingredienti x 4 persone
una tasca di vitello del peso di circa 750
2 etti polpa di vitello
150 g di cervello
4 uova
uno spicchio d'aglio
una manciata di foglie di maggiorana
una manciata di funghi secchi
una carota tagliata a cubetti piccoli (brunoise)
mezz'etto di buon burro
uno spicchio d'aglio
un quarto di pinoli
due manciate generose di parmigiano reggiano grattugiato
noce moscata
una manciata di piselli
alcune foglie di lattuga tagliata a listarelle
2 litri di brodo vegetale
sale & pepe
cucire, se non l'ha già fatto il macellaio, la tasca di vitello lavatela e asciugarla per bene. Rosolare nel burro tutte la carne aggiungendo solo alla fine la cervella. Sistemarle quindi sul tagliere e tritarle finemente.

Versare tutto in una boulle aggiungendo i piselli, la bruonoise di carota, la lattuga, i pinoli, lo spicchio d'aglio schiacciato, la maggiorana, una manciata di grana e i funghi ammollati in acqua tiepida, dopo averli strizzati e tritati grossolanamente.
Sbattere a dovere 2 uova con il formaggio grattugiato e unirli a metà del composto nella insaporendo con sale e pepe, Mescolare bene e dolcemente fin quando gli ingredienti saranno ben legati fra loro. Riempire metà sacca , quindi aggiungere le rimanenti due uova senza rompere i rossi, aggiungere il composto rimante sino a riempire la sacca a due terzi considerando che durante la cottura la carne si ritira e il ripieno si gonfia. Cucire chiudendo l'apertura della tasca. Pungere la cima da entrambi i lati con una forchetta alcune volte.
In una pentola preparate il brodo vegetale in quantità tale da ricoprire la cima, inserirla dentro e iniziate la cottura.
Dopo circa un'ora e mezza di cottura a fiamma moderata lasciare intiepidire, togliete la cima, servirla quindi fredda nei piatti tagliandole a fette di medio spessore (mezzo centimetro potrebbe andare bene).

--- aggiornamento del 11 gennaio 2009

Oggi sono dieci anni dalla scomparsa del grande Fabrizio de Andrè, per ricordarlo a modo mio ecco il testo della sua canzone ‘A ÇIMMA dedicata a questo immenso piatto in lingua genovese e relativa traduzione nel dialetto italiano.

‘A ÇIMMA

Ti t’adesciàe ‘nsce l’èndegu du matin
ch’à luxe a l’à ‘n pè ‘n tera e l’àtru in mà

ti t’ammiàe a ou spègiu dà ruzà
ti mettiàe ou brùgu rèdennu’nte ‘n cantùn
che se d’à cappa a sgùggia ‘n cuxin-a stria

a xeùa de cuntà ‘e pàgge che ghe sùn
‘a cimma a l’è za pinn-a a l’è za cùxia

.

Cè serèn tèra scùa
carne tènia nu fàte nèigra
nu turnà dùa

.

Bell’oueggè strapunta de tùttu bun
prima de battezàlu ‘ntou prebuggiun
cun dui aguggiuìn dritu ‘n pùnta de pè
da sùrvia ‘n zù fitu ti ‘a punziggè
àia de lùn-a vègia de ciaèu de nègia
ch’ou cègu ou pèrde ‘a tèsta l’àse ou sentè
oudù de mà misciòu de pèrsa lègia
cos’àtru fa cos’àtru dàghe a ou cè

Cè serèn tèra scùa
carne tènia nu fàte nèigra
nu turnà dùa
e ‘nt’ou nùme de Maria
tùtti diài da sta pùgnatta
anène via
Poi vegnan a pigiàtela i càmè
te lascian tùttu ou fùmmu d’ou toèu mestè
tucca a ou fantin à prima coutelà
mangè mangè nu sèi chi ve mangià
.

Cè serèn tèra scùa
carne tènia nu fàte nèigra
nu turnà dùa
e ‘nt’ou nùme de Maria
tùtti diài da sta pùgnatta
anène via.

LA CIMA

Ti sveglierai sull’indaco del mattino
quando la luce ha un piede in terra e l’ altro in mare

ti guarderai allo specchio di un tegamino
il cielo si guarderà allo specchio della rugiada
metterai la scopa dritta in un angolo
che se dalla cappa scivola in cucina la strega

a forza di contare le paglie che ci sono
la cima è già piena è già cucita

Cielo sereno terra scura
carne tenera non diventare nera
non ritornare dura

Bel guanciale materasso di ogni ben di Dio
prima di battezzarla nelle erbe aromatiche
con due grossi aghi dritti in punta di piedi
da sopra a sotto svelto la pungerai
aria di luna vecchia di chiarore di nebbia

che il chierico perde la testa e l’asino il sentiero
odore di mare mescolato a maggiorana leggera
cos’altro fare cos’altro dare al cielo

Cielo sereno terra scura
carne tenera non diventare nera
non ritornare dura
e nel nome di Maria
tutti i diavoli da questa pentola
andate via
Poi vengono a prendertela i camerieri
ti lasciano tutto il fumo del tuo mestiere
tocca allo scapolo la prima coltellata
mangiate mangiate non sapete chi vi mangerà
Cielo sereno terra scura
carne tenera non diventare nera
non ritornare dura
e nel nome di Maria
tutti i diavoli da questa pentola
andate via


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10 mar 2008

Il cocktail del sabato: la ricetta del caipiroska alla fragola (caipifragola)

Qesto sabato mattina durante il giro della spesa la Fra ha comprato due cestini di ottime fragole, forse non è ancora stagione però l'aspetto e il gusto era ottimo, ne ho quindi messe da parte una decina e ne ho approfittato per preparare un ottimo Caipiroska alla Fragola.

Si tratta di un ottimo drink a base vodka dal gusto e profumo fruttato dovuto alla presenza del lime ed in particolare delle fragole.

L'ideale se avete tempo e voglie e di frullare le fragole, altrimenti potete usare del succo o lo sciroppo, in quest'ultimo caso diminuite un po' lo zucchero. Il cocktail è molto fresco ed ottimo da bere in compagnia, un'ottima variante del caipiroska.

Esiste anche la versione con Cachaça e si chiama semplicemente Caipirossa, probabilmente sarà uno dei miei prossimi cocktail .

Ecco quindi la ricetta per preparare questo ottimo cocktail il caipiroska alla fragola

Ingredienti:
5 cl di Vodka
mezzo lime
un cucchiaino di zucchero di canna
7 fragole

Tagliare a pezzetti il mezzo lime e sistemarlo sul fondo del bicchiere. Aggiungere lo zucchero di canna quindi pigiare con il pestello (il pito) in modo da far uscire il succo dal lime e sciogliere lo zucchero. Frullare 4 fragole mature e aggiungerle ne bicchiere (se trovate il succo di fragola potete usare quest'ultimo), mescolare bene. Riempire il bicchiere con del ghiaccio rotto, basta un colpo secco su ogni cubetto con il pestello, tagliare a pezzetti due fragole e aggiungerle, versare la vodka e mescolare Decorare con due cannucce e una fragolina.

Buona aperitivo a tutte e tutti e mi raccomando, se bevete non guidate!

Se vi interessano altri cocktail a questo link tutti quelli che ho postato finora.

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5 mar 2008

Detto fatto ecco le bietole in sfoglia ovvero la ricetta del tortino di bietole per il virtual picnic di semplicemente insieme

Alcuni giorni or sono Cannelle di Semplicemente insieme mi ha, lanciato l'invito a preparare una ricetta per un picnic virtuale.

Ho pensato cosa potrei portare in picnic virtuale? La risposta ieri sera è stata semplice, prepariamo una sfoglia di bietole, il classico tortino di bietole tipico nel genovese.

La preparazione è semplice, e per semplificarla ulteriormente ho utilizzato della pasta sfoglia pronta, il gusto delicato è impreziosito dalla presenza dei funghi porcini secchi, che sono un ottimo esaltatore di gusto per questo tipo di preparazione, provateli anche in altri tortini di verdure, ad esempio di carciofi.

Ecco quindi il piccolo contributo della piccola casa, che in questi giorni si sta preparando al grande evento, visto che a breve gli abitanti passeranno da due a tre :-)

Ingredienti

1 Kg. di bietole
un rotolo di pasta sfoglia pronta
2 uova medie
200 gr di ricotta
1 cipolla
Due cucchiai di funghi secchi
50 gr di parmigiano grattugiato
Olio extra vergine di Oliva
Sale
Maggiorana

Mettere a bagno in n poca acqua i funghi per un’ora circa. Pulire e lavare le bietole eliminando la terra, strizzarle e tritale, quindi tritare anche la cipolla (ovviamente dopo averla sbucciata), farla andare in padella insieme alle bietole con un filo d’olio di oliva, tritare in funghi ammollati ed aggiungerli al trito in cottura. Quando saranno cotte e raffreddate unire le uova , la ricotta , il parmigiano, la maggiorana, salare quindi rimescolare amalgamando il tutto per bene .

Adagiare un in foglio di carta da forno in una tortiera (eviterà che si attacchi la torta), ungerla con un velo d'olio evo, quindi stendervi sopra un foglio di pasta sfoglia, in modo che i bordi escano leggermente dalla tortiera,riempire quindi la con la farcia, rigirare i bordi in modo che rientri di un cm circa . Infornare per 30 minuti circa a 180 gradi.

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3 mar 2008

La ricetta dei Saraghi ubriachi in padella con chutney di mango

Terminata la vacanza catalana (penso che si arrabbino i locali se dico che Barcellona è in Spagna) è l’ora di riprendere la vita quotidiana, così durante il consueto giro del sabato mattina ho trovato due bei saraghi in pescheria e li ho subito acquistati. In principio volevo prepararli semplici con un po’ di vino bianco, poi ricordandomi la valigiata di cibi vari portati nella piccola casa da Barcellona, mi son venuti in menti i mango acquistati alla Boqueria (Mercat de la Boqueria o mercat de Sant Josep), lo stupendo mercato vicino alla rambla, così ho optato per l’abbinamento del pesce al chutney di Mango. Ho quindi pensato di far ubriacare lo scorfano cuocendolo con un buon vino bianco, ho preferito una cottura veloce in padella per mantenere maggiormente i profumi, e per avvicinarlo al chutney ho aggiunto anche un anice stellato.

L’abbinamento, anche se insolito, è risultato veramente ottimo, ricco di profumi speziati e tropicali, e di ottimo sapore.

Ecco quindi la ricetta per preparare questo ottimo scorfano ubriaco con chtuney di mango.

Ricetta per preparare il Chutney di Mango

Ingredienti

1 mango
2 cucchiai di uvetta100 cc di aceto (io ho usato quello di mele)
100 g di zucchero1 scalogno tritato
1 pezzo di zenzero di circa 2 cm circa
mezzo di cucchiaino di cumino
mezzo cucchiaino di curcuma
5 bacche di cardamomo
1 cucchiaino di semi di senape
1 peperoncino
mezza stecca di cannella

Sbucciare il mango, eliminare la noce centrale e tagliatelo a pezzetti. Mettete il mango in una ciotola e coprirlo con lo zucchero, mescolare con un cucchiaio e coprire il tutto con della pellicola trasparente per alimenti.
Conservare in frigorifero per almeno un'ora. Miscelare le spezie, per il cardamomo eliminare le capsule verdi e utilizzare solo i semini interni, pestarle tutte insieme in un mortaio.
Mettere il mango in una pentola con l’acqua che ha rilasciato, l’aceto e tutti gli altri ingredienti. Portare a bollore quindi continuare a cuocere per circa un’ora circa, mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno.
Quando il liquido e` diventato denso e sciropposo, spegnere il fuoco e mettere il chutney in un vasetto. Farlo raffreddare completamente e conservarlo in frigorifero.

Ingredienti per i saraghi

2 saraghi
un bicchiere di un buon vino bianco ad esempio un savignon del trentino (quello che avanza lo i può bere durante la cottura)
una bacca di anice stellato
1 spicchio d'aglio
il succo di mezzo lime
un cucchiaio di olio extra vergine
mezzo cucchiaio di prezzemolo tritato
sale e pepe

Pulire i saraghi eliminando le viscere e le branchie, quindi squamarli, se volete un piccolo trucco, squamateli sott'acqua in una boulle grossa evirerete che le squame saltino ovunque.
Sbucciare l'aglio, schiacciarlo e farlo imbiondire in padella con l'olio; aggiungere i pesci e l'anice stellato, versare mezzo bicchiere di vino e far cuocere per 3 minuti. Girare i pesci, aggiungere il prezzemolo, il succo di lime, un pizzico di sale e pesce. Cuocere quindi per altri 2 minuti.

Servire un pesce al centro del piatto e accompagnare con un po' di chutney di mango.

Buon appetito e buon inizio settimana a tutte e tutti!

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1 mar 2008

Il cocktail del sabato: la ricetta del Marisa's outrageous ohranj martini


La vacanza in quel di Barcellona (Barcelona) è terminata ed è ora di riprendere ad dedicarsi un po’ al blog. Siam appena tornato, ormai si può dire in tre (fine maggio si avvicina …) e stamattina son uscito per ripristinare un po’ il frigo.
Al ritorno pensavo a quale cocktail preparare poi ho pensato: perché non affidarsi al caso? Così ho preso un libro dedicato ai cocktail martini (contiene oltre 1000 ricette di questo classico), l’ho aperto a caso ed è uscito questo cocktail.
Non l’avevo mai preparato ma mi ha subito attirato il suo richiamo agrumato.

Una volta versato nel bicchiere son stato avvolto dal suo profumo agrumato, l’arancia presente sia nel cointreau che, logicamente, nella buccia hanno dato un ottimo profumo fresco al cocktail, mentre le poche gocce di vermouth dolce hanno aggiunto il tocco speziato.

Fortunatamente avevo in casa delle arance non trattate, se non le avete ci consiglio di lavale accuratamente, e mi raccomando quando prelevate la buccia (io uso un riga limoni) mano leggero, non deve esser presente la parte bianca che darebbe amaro.

Ecco quindi la ricetta per preparare questo ottimo Marisa's outrageous ohranj martini.

Ingredienti

5.25 cl di ottima Vodka russa
0.75 cl di Cointreau
Alcune gocce di vermut dolce
1 buccia d’arancia
Ghiaccio

Versare tutti gli ingredienti eccetto la buccia di arancio in uno shaker, scuotere vigorosamente e versare, filtrando i cubetti, in una coppetta martini gelata, aggiungere quindi la buccia di arancia.

Buon cocktail e buon fine settimana a tutte e tutti e mi raccomando, bevete sempre con moderazione!!

Se vi interessano altri cocktail a questo link tutti quelli che ho postato finora


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