31 mag 2007

La frittura di acciughe (alici) de la piccola casa - il club del wok

Questa ricetta l’abbiamo preparata a due mani, domenica, ma riesco solo ora a postarla, nella piccola casa esistono due visioni sul tipico pesce da frittura genovese le sardine e le acciughe (sarde e alici). La fra preferisce le acciughe perché meno grasse e con gusto più deciso, io invece preferisco le sarde, perché più ricche di grassi buoni (omega 3) e con un gusto più armonioso. Normalmente vince la Fra… così sabato insieme all’orata gigante ho comprato un po’ di acciughe del mar ligure e domenica a pranzo le abbiamo preparate.

Come panatura ho preferito la semplice farina, invece che il pan grattato, per non coprirne toppo il gusto, e devo dire che il risultato per questo piatto tipico della nostra tradizione è stato ottimo. La preparazione è molto semplice anche se un po’ lunghetta in quanto bisogna pulire le acciughe, poi passarle nell’uovo e nella farina prima di friggerle velocemente. Per la prossima volta invece mi son ripromesso di sperimentare qualche farina diversa tipo granturco (polenta) o addirittura riso …

È un piatto che va bene tutto l’anno, e se ve ne avanzano fritte, normalmente la tradizione genovese è quella di prepararle alla giada o carpione dir si voglia.

Ingredienti (x 2 persone):

400 gr di acciughe

300 gr di farina bianca

2 uova

Sale

Olio extra vergine di oliva (quasi una bottiglia).

Pulire le acciughe staccando prima la testa e poi aprendolo a libretto per levare interiora e lisca. Farle scolare in un colino. IN una piatto aprire due uova fresche e stendere la farina in un piatto abbastanza ampio, o ancor meglio un tagliere. Aggiungere 3 pizzichi di sale all’uovo e sbattere miscelando il rosso col bianco.

Passare le acciughe ad una ad una prima nel uovo sbattuto e poi nella farina.

In una padella, o ancor meglio in un wok, versare abbondante olio di oliva, accendere la fiamma e quando l’olio è ben caldo friggere le acciughe per alcuni minuti (no troppo perché se no si seccano troppo).

Per evitare la formazione di grumi di farina che creerebbero pastoni nell’olio, friggere poche acciughe alla volta, levarle poi con una schiumarola e farle asciugare su carta da pane o al limite sulla carta del rotolo da cucina (meglio senza disegni e colori … non si sa mai …).

Eventualmente salare e servire in tavola.

Buona frittura a tutte e tutti da la piccola casa :-D


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29 mag 2007

la ricetta dei ghiaccioli al limone e limoncello



Prepararmi i ghiaccioli in casa è sempre stato un chiodo fisso il pensiero: come fare i ghiaccioli?, e credo lo sia stato per molti della mia generazione, ma non ero riuscito ad andare oltre dei cubetti di ghiaccio alla menta con stuzzicadenti a mo di stecco… Per questo ho subito preso questi stampi per ghiaccioli quando li ho trovati da Ikea l’estate scorsa, dopo una serie di esperimenti alcuni ottimamente riusciti ed altri meno, come ad esempio il ghiacciolo al negroni …. non si era congelato a causa del troppo alcool presente.

Una delle ricette che mi è venuta meglio è quella che ho preparato domenica sera, un ghiacciolo al limone con limoncello, mentre in freezer stanno già congelando quelli al succo di mela e kiwi che preparato ieri sera (presto pubblico la ricetta anche di questi).

La preparazione è molto semplice, e se non vi va il limoncello potete tranquillamente eliminarlo, magari aggiungendo un cucchiaino di zucchero al suo posto.

Sono ovviamente l’ideale d’estate (anche se ieri la temperatura qui è calata di 15 gradi buoni) e dissetanti, ma soprattutto contengono solo acqua e frutta e nessun tipo di conservante, addensante vario.

Quindi ecco qua di seguito la ricetta del ghiacciolo al limone e limoncello.
Vorrei porre però un quesito perché fare stampi da 7 e non 6?

Ingredienti (x 7 ghiaccioli)
7 grossi limoni non trattati
1 bicchierino di limoncello fatto in casa
4 o 5 cucchiai di zucchero.

Spremere i limoni e versarsene il succo in un contenitore graduato da litro, grattare la buccia di due limone (è importante che siano non trattati) dentro il succo , aggiungere il limoncello e lo zucchero, mescolare quindi il tutto, eventualmente aggiungere ancora un po’ di zucchero se il succo sembra troppo aspro. Il liquido dovrebbe aver raggiunto circa 700 ml (o 7 dl o 70 cl o 700 cc), eventualmente aggiungere acqua sino a questo volume.

Riempire quindi gli stampini, inserire gli stecchi di plastica fornito in dotazione con gli stampi e sistemare in freezer sinché non saranno completamente ghiacciati.
Ovviamente appena torna il PC a casa dall’ospedale dei Chip pubblico la foto.

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28 mag 2007

Un piccolo segreto degli abitanti de la piccola casa: ballare sui tavoli con la BubuBand al BullDog

Vi svelo oggi un piccolo segreto de la piccola casa: ogni primo sabato del mese io e la fra migriamo in quel del BullDog Pub a Serraricò. E un appuntamento ormai fisso da anni, perché da anni al Bulldog tutti i primi sabati del mese suona il complesso dove canta un mio amico, la BubuBand! si autodefinisce il peggior gruppo della storia! ma vi assicuro che non è così anzi... Suonano generalmente musica anni 70, 80, 90 in maniera divertente coinvolgendo particolarmente il pubblico, sia sotto che sopra il palco.
La particolarità del locale è che quando suona la bububand, dopo poche canzoni la gente salta sui tavoli di legno e incomincia a ballare li sopra. E' per cui un classico invitare gli amici dicendo: vieni a ballare sui tavoli sabato? c'è la Bubu...



Nel video eseguono Born to be alive che spesso mixano con Born tu be abramo di Elio...
quindi se sabato 2 giugno siete dalle parti di Genova, fato un salto al bulldog e guardate i tavoli, su qualcuno ci troverete la piccola casa con tutti i suoi amici frequentatori.

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La ricetta del pesce al sale: Orata al forno in crosta di sale e timo


Devo essere stato colpito da una crisi di masochismo acuto perché Sabato, nonostante la temperatura a Sestri Ponente fosse prossima a quella raggiunta dalla fusione nucleare all'interno del sole, ho deliberatamente deciso di accendere il forno! Era un po’ che non preparavo un pesce in crosta di sale (tipo questa palamita o questa cernia), e la Fra lo voleva mangiare, così ho innalzato la temperatura de la piccola casa a valori simili a quelli del deserto della Namibia alle 13.00
Battute a parte, dal mio pescivendolo di fiducia, ho trovato una bella orata gigante pescata in mare e non di allevamento, che ho preparato in crosta di sale al forno. È un tipo di cottura particolarmente salutare in quanto non aggiungendo condimenti grassi permette di lasciare il pesce molto leggero, inoltre la crosta di sale fa si che il pesce venga cotto “col suo vapore”.
Per rendere un po’ più mediterranea questa orata, ho aggiunto del timo al sale, e nella pancia del pesce un ramoscello di rosmarino, un foglia di alloro e alcune fettine di limone (danno un tocco fresco alla preparazione.)
Cotto in questo modo il pesce è rimasto leggero ma gustoso, e visto le dimensioni… ha risolto il problema del pranzo e della cena.
Ecco quindi la ricetta della orata al forno in crosta di sale.

Ingredienti (x 4 persone)

1 orata di circa 1 kg (anche più)
2 Kg di sale grosso marino
1 manciata di timo
1 limone non trattato, di cui metà a fettine
1 ramoscello di rosmarino
1 foglia di alloro

In una boule (grossa ciotola) mescolare il sale grosso e il timo, stendere quindi su una leccarda uno strato di sale grosso mescolato col timo, vi consiglio di mettere un foglio di carta da forno sotto il sale, sarà più semplice pulire il tutto.
Nella pancia dell’orata (me la son fatta pulire in pescheria) inserire il ramoscello di rosmarino, la foglia di alloro e le fettine di mezzo limone. Stendere quindi il pesce sullo strato di sale e ricoprirlo completamente con il sale rimanente. Spremere il mezzo limone e farlo cadere goccia a goccia sullo strato superiore del sale. Aiuterà la formazione della crosta e darà profumo.
Infornare in forno caldo a circa 180 gradi per mezz’ora, il tempo dipende dalle dimensione e dallo spessore del pesce. Al termine della cottura rompere la strato superiore della crosta aiutandosi con un cucchiaio quindi  servire al centro dei piatti.

Ho accompagnato il tutto con un ottimo Grattamacco Bianco, un vermentino della zona di Bolgheri, consigliatomi dal mio vinotecaro di fiducia.

PS: se ti interessa qualche altra ricetta a base di pesce clicca qui!

25 mag 2007

Spiedini di manzo adulto e tacchino marinati con alloro, rosmarino e salvia

Dopo alcuni giorni dal dramma accaduto al mio laptop, torno a postare alcune delle ricette preparate nel frattempo, anche se il Pavillion è andato all’ospedale dei computer, nella piccola casa si continua ovviamente a mangiare …
Questa ricetta semplice e gustosa l’abbiamo preparata domenica scorsa, avremmo voluto usare il barbecue ma alla fine abbiamo ripiegato su una griglia elettrica, il risultato è stato ottimo e gli spiedini sono stati divorati da tutti gli astanti (mio fratello, mia cognata e mia nipote).
Ho utilizzato della carne di manzo adulto perché penso sia più gustosa e più nutriente, è da un po’ di tempo che ormai non compro più Vitello per lo stesso motivo. Per rendere meno grassi gli spiedino ho sostituito la salsiccia con del petto di tacchino e ho marinato il tutto. In questo modo son venuti più leggeri e le erbe aromatiche hanno dato un tocco e un sapore particolare al tutto.
Per tritate le erbe utilizzato il robot elettrico, anche se forse sarebbe meglio utilizzare una mezza luna oppure il coltello, comunque risparmiare un po’ di tempo fa sempre comodo ….

Ingredienti (x 20 spiedini)
700 gr di Manzo adulto, va bene un pezzo da arrosto tipo girello.
500 gr di petto di tacchino
1 peperone rosso
2 o 3 zucchini
4 ramoscelli di rosmarino
6 foglie di alloro
Un ramoscello di salvia
Olio extra vergine di oliva
Sale grosso e pepe
Vino bianco (va bene Chardonnay)
Bacche di ginepro
1 limone spremuto
Tagliare la carne a pezzi tipo spezzatino, lavare il peperone e tagliarlo a rettangoli della stessa dimensione della carne. Lavare gli zucchini e tagliarli a rondelle abbastanza spesse. Infilzare quindi la carne e le verdure negli spiedini alternandole.
Lavare le erbe aromatiche, separare le foglioline dal ramoscello di rosmarino, per farlo potete prendere il rosmarino sulla punta, e mentre lo tenete con la mando sinistra muovete verso la base l’indice e il pollice. Le foglioline si staccheranno velocemente, sistemare le foglie di alloro, salvia e rosmarino nel robot e frullare per qualche istante. Versare quindi le foglie tritate in una ciotola, aggiungere olio extra vergine di oliva, due o tre prese di sale grosso, il succo del limone e il bicchiere di vino bianco, emulsionare quindi il tutto con un cucchiaio.
Sistemare quindi tutti gli spiedini ottenuti in una fiamanghilla abbastanza capiente, versarci quindi sopra la marinatura precedentemente preparata, spolverare con un po’ di pepe a piacere e coprire con carta trasparente. Lasciare quindi marinare per alcune ore in frigorifero, girandoli di lato ogni tanto per meglio far assorbire la marinatura .
Cuocere quindi gli spiedini sulla griglia bene calda, il tempo di cottura varia in base allo spessore della carne, comunque è preferibile lasciarli un po’ indietro di cottura rispetto a troppo cotti.
Buon appetito con questi spiedini di carne marinati con le erbe.
Appena il pc ritorna a casa, pubblico la foto!

aggiornamento: ecco la foto

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23 mag 2007

Recuperati i dati torno a postare grazie a Mandriva!!

Evviva sono riuscita a salvare i dati dall'hard disk del computer portatile che stasera si ricovererà al grande ospedale dei pc. Perdere i dati, soprattutto le oltre 4000 mila diapositive che pazientemente avevo scansionato era la paura più grossa.

Ieri sera inoltre sono riuscito a recuperare un vecchio portatile DELL, e così per poter tornare ad utilizzare Internet, ho deciso di installarsi su l'ultima versione della distribuzione Linux Mandriva, la 2007 Spring, un ottima distribuzione adatta anche a chi conosce solo Windows, molto bella graficamente e soprattutto molto prestante.

E così eccomi finalmente online, pronto a postare nuove ricette, ance se per il momento non posso aggiungere le foto in quanto portatile non ha il lettore di schede, sono comunque tutte nella memoria della scheda sulla mia nuova Nikkon D80, e quando torno il computer malato le aggiungo sicuramente.

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21 mag 2007

Argh!!! il computer non parte più! si accende ma rimane tutto nero...

Sabato pomeriggio drammatico, accendo il computer portatile ed ecco li la drammatica sorpresa, rimane tutto buio, il pc è in coma , ovvero si accendono i vari led ma lo schermo rimane nero, nessun segno di vita, neanche da bios... a dire il vero non fa neanche il post... mi sa che si è proprio corrotto il BIOS.

il primo pensiero è a tutti i dati... devo farne un backup prima di mandarlo al centro di assistenza... anzi farò un export. IL problema è che sono si riuscito a trovare un vecchio portatile per navigare su internet, ma da quel pc non posso caricare le foto! MI sa proprio che le prossime ricette non saranno corredate di foto, comunque le scatto e appena ritorna il pc dall'ospedale dei computer le carico nei post.
Speriamo bene....

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18 mag 2007

Il club del wok semplice: taccole saltate con pomodori ramati

Il club del wok semplice…. Ho aggiunto quest’ultima parola, semplice, perché penso che il wok si possa usare anche per ricette molto semplici, non solo ottime ricette orientali o fusion, ma anche per semplificare e rendere più agevoli normali operazioni in cucina, specialmente le cotture di alcuni ingredienti ingombranti che sarebbe piuttosto difficile gestire in padella. È proprio il caso delle Taccole, queste specie di fagiolini schiacciati e piuttosto grandi (in alcune zone son per l’appunto chiamate fagiolini mangia tutto).

Dopo i primi esperimenti di cottura in padella, da alcuni anni mi son convertito a prepararle nel Wok, e devo dire che ci guadagna sia il gusto che la pulizia della cucina….

In questa versione, che è quella eseguo più spesso, le faccio saltare semplicemente per una dieci – quindici minuti con dei pomodori e un po’ d’olio, rimangono belle croccanti e molto gustose, in base alla quantità nel piatto… possono essere viste come un contorno o ancor meglio come un secondo gustoso vegetariano…

Ingredienti (x 4 persone)

600 g di taccole
4 pomodori rossi ramati
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
1 spiccio d’aglio fresco
1 bicchierino di vino bianco
Sale & Pepe

Spuntare le taccole come si fa per i fagiolini e lavarle, lavare i pomodori e tagliarli a brunoise (in pratica a cubetti), tagliare quindi a metà le taccole e cuocerle nel wok, con fiamma media insieme a due cucchiai d’olio e un spicchio d’aglio fresco per 5 minuti con il coperchio e girando spesso, aggiungere quindi i cubetti (la brunoise) di pomodoro e il bicchierino di vino bianco secco, salare e pepare, cuocere quindi con coperchio per altri 5 minuti girando spesso per non far attaccare, levare il coperchio e far saltare per asciugare a fuoco un po’ più alto per un paio di minuti in modo da lasciare croccanti le taccole.

Servire caldo al centro del piatto e buon appetito!

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17 mag 2007

Veloce intervista a La Piccola Casa su Robin Good durante il ZenaCamp 2007

Il titolo del post è lunghissimo... ma grazie all'ottimo lavoro dell'ottimo Robin Good, a questo link è possibile vedere, una breve intervista che mi hanno fatto i ragazzi di Robin Good Tv. il video è diviso in due parti nella prima parte c'è l'intervista a Antonio Patti, nella seconda parte invece tocca a me descrivere velocemente la piccola casa.

questo è il link:

http://www.masternewmedia.org/it/2007/05/16/zenacamp_tutti_i_video_di.htm

grazie ancora a tutti i partecipanti allo zencamp e a robin good per l'enorme lavoro svolto

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15 mag 2007

Acciughe (alici) marinate con succo di limone e aceto al basilico


In questi giorni su vari blog, che normalmente leggo, ho visto un intrecciarsi di ricette basate su aceti aromatizzati, in particolare aceto alle fregole - (ops fragole... come giustamenente mi ha fatto notare placidasignora) -. Ho quindi pensato a come avrei potuto genovesizzare, mi si permetta il neologismo, un aceto? La risposta mi è subito venuta in mente, con il Basilico, la piantina verde come gli smeraldi con cui prepariamo il mitico Pesto. Ho così preparato un po’ di aceto al basilico, e con esso ho realizzato un'altra ricetta tipica della nostra terra: le acciughe (o alici dir si voglia) marinate con aceto e limone, utilizzando il mio aceto al basilico.
Il risultato è stato veramente buono, e il profumo del basilico, che ho aggiunto anche in foglioline, ha aumentato la fragranza di questo piatto fresco ed estivo. Un consiglio che posso dare, che credo sia anche un obbligo di legge qui per i ristoranti, è quello di congelare le acciughe dopo averle pulite e diliscate, in questo modo si dovrebbe riuscire ad eliminare un po’ di eventuali rischi. Io per l’occasione ho usato delle acciughe che avevo comprato alcune settimane or sono, le avevo pulite subito e immediatamente congelate. Sabato le ho quindi decongelate e ho preparato questo piatto
L’aceto che avanza può essere usato per condire insalate o per insaporire altre marinate.
Ingredienti (x 6 persone)
500g di acciughe (alici) diliscate e pulite
Un mazzetto di basilico
Aceto
5 limoni non trattati.
Preparazione dell’aceto al basilico.
Levare dal mazzetto di basilico, una ventina di foglie tra le più grandi., lavarle e metterle in infusione in una bottiglietta d’aceto di vino bianco per almeno una nottata.
Preparazione delle acciughe marinate con limoni e aceto al basilico.
Il giorno dopo la preparazione dell’aceto al basilico, spremere i quattro limoni, lavare le rimanenti foglie del mazzetto del basilico. In contenitore con fondo piatto grande abbastanza per contenere tutte le acciughe, versare un po’ di limone e un po’ di aceto aromatizzato, sistemare quindi alcune foglie di basilico e ricoprire con uno strato di acciughe (alici) aperte a libretto. Versare ancora un po’ di succo di limone e un po’ di aceto, sistemare alcune foglie di basilico, continuare quindi alternando uno strato di acciughe ad uno strato di basilico, aceto e limone. Alla fine versare il rimanete succo di limone rimasto e aceto quanto basta per coprire le acciughe, tappare il contenitore e sistemare in frigo per almeno una mezza giornata, l’ideale è lasciare a marinare almeno una giornata intera.
Terminata la marinatura, sistemare nei piatti le acciughe insieme a qualche foglia di basilico. Nel caso ne avanzassero si possono conservare per alcuni giorni in frigo se coperte con l’aceto.
Buon appetito e w il Basilico!!!
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14 mag 2007

Arrosto di pesce persico con gamberetti, salmone e muscoli (cozze)


Il Sabato mattina, nella stragrande maggioranza dei casi, è per me dedicato alla spesa, quasi un rituale direi, e rituale è il giro mercato, pescivendolo, negozi vari. Proprio mentre ero dal pescivendolo, mi è venuto i mente questo piatto, anche perché la Fra mi aveva detto che voleva mangiare qualcosa di leggero ma gustoso... Così visto due bei diletti di pesce persico, ho cominciato un mumble mumble storm… e alla fine ho preso gli altri ingredienti per questo semplice e veloce arrostino… salmone, gamberetti e muscoli (o cozze come vengono di solito chiamate fuori da Zena e suoi territori…)
Il ripieno di questo arrosto volendo può essere anche cambiato con il misto di pesci per l’insalata di mare, io ho preferito usare gli ingredienti freschi, credo che il risultato finale più gustoso e armonioso.

Ingredienti
2 filetti di pesce persico
1 etto di filetti di salmone tagliato a cubetti
2 etti di muscoli (cozza)
1 etto di gamberetti.
Rosmarino
Prezzemolo
Vino bianco
Aglio
2 cucchiai di Olio extra vergine di Oliva
Sale & pepe

In una padella far aprire i muscoli (le cozze) sul fuoco, levarle dalle valve e metterle da parte, nella stessa padella, senza gettare via l’acqua delle cozze far saltare i gamberetti per alcuni minuti, levarli da fuoco e “sbucciarli”, cercando di eliminare la vena nera che lungo tutto il loro corpo, in quanto da un gusto amaro.
Sistemare un filetto di persico al centro di un tagliere, e al suo centro sistemare i muscoli (le cozze), i gamberetti e i pezzi di salmone. Ricoprire con il secondo filetto di Persico e legare il tutto in modo da impedirne l’apertura.

In una padella versare i due cucchiai d’olio extra vergine, il rosmarino e l’aglio, far imbiondire quindi quest’ultimo. Aggiungere l’arrosto legato e bruschettarlo dai due lati per alcuni istanti, versare quindi un bicchierino di vino bianco e cuocere a fiamma moderata per alcuni minuti, girarlo, spolverare con il prezzemolo, aggiustare di sale e pepe e cuocere per 5 minuti circa.

A questo punto l’arrosto è pronto, non resta che levare il filo e tagliarlo con l’attenzione che non si disfi.

Buon appetito a tutte  e tutti!

13 mag 2007

una ricetta veloce: spaghetti con mortadella, pistacchio e finto arrosto.

Questa ricetta l'abbiamo preparata venerdì sera ma riesco a pubblicarla solo oggi, è una ricetta di quelle tipo: cosa mangiamo oggi? apri il frigo e non trovi molto... ci sono molti ingredienti nel freezer ma andrebbero scongelati... così guardi un po' gli ingredienti che hai a disposizione, in frigo c’è un etto e mezzo di mortadella e pensi: “ma si, ci faccio una pasta!” e così pian pian aggiungi mentalmente gli altri ingredienti, un po’ di finto arrosto per il gusto, ah si cosa è il finto arrosto? Il finto arrosto nella piccola casa, è un piccolo sughetto, che mi ha insegnato mio padre, in cui si fa imbrunire una cipolla tritata nel burro e olio, con delle foglie di alloro e rosmarino e del vino rosso. Lo chiamava finto arrosto perché il profumo ricorda il fondo degli arrosti.

L’ultimo ingrediente che ho pensato di aggiungere è qualche pistacchio, ho immaginato che ben si sarebbe armonizzato con la mortadella (ma perchè alcuni la chiamano mortazza?) in quanto, il pistacchio è normalmente aggiunto nella lavorazione e preparazione di moltissime mortadelle.
Così in poco tempo abbiamo preparato questo piatto, quasi un fast food, e devo dire che il risultato è stato veramente gustoso.
Ecco quindi la ricetta e gli ingredienti degli spaghetti alla mortadella, pistacchio e finto arrosto.

Ingredienti (x 2 persone)160 gr di spaghetti (sono più buoni quelli trafilati a bronzo)
150 gr di mortadella
1 cipolla tritata
1 pezzo di burro sui 20 – 30 grammi
2 cucchiai d’0lio extra vergine di oliva
3 foglie di alloro
Un ramoscello di rosmarino
Una manciata di pistacchi.
Un bicchierino di vino rosso tipo barbera fermo
Sale

Per prima cosa mettere su l’acqua per la pasta, poi tagliare a strisce tipo pappardelle la mortadella, in una padella mettere il burro e i due cucchiai d’olio, scaldare a fiamma bassa finche il burro non si è sciolto, aggiungere quindi la cipolla, le foglie di alloro e le foglioline del rametto di rosmarino, fare quindi imbrunire la cipolla, aggiungere la mortadella e sfumare con il vino rosso.

Quando l’acqua bolle buttare la pasta e il sale (il sale va a gusto). Cuocere lasciandolo al dente, scolare la pasta e passarla nella padella con il sugo, aggiungere la manciata di pistacchi e saltare a fiamma un po più intensa per due minuti.

Servire al centro del piatto, e per chi vuole, aggiungere un goccio di un buon olio extra vergine d’oliva.

Buon appetito con questa ricetta veloce e appetitosa!

11 mag 2007

Finita la trasferta a Milano, si rientra alla base!

Eh si con ieri è finita la mia trasferta milanese per il corso Cisco... Durante il viaggio in treno ho potuto approfittarne per leggere buona parte dell'ottimo libro "Stati Falliti: l'Abuso del Potere e l'Assalto alla Democrazia" scritto dal professor Chomsky, appeno lo finisco del tutto ne voglio postare sicuramente una breve recensione.

Ringrazio tutte e tutti per gli ottimi consigli ricchi di informazioni che mi avete dato nel mio pre-precedente post, son tornato con un piccolo carico di ingredienti con cui dell'interessante Tapioca che ho acquistato in negozio Bio di corso solferino, quindi a breve mi cimenterò in qualche variazione del budino di tapioca, e stasera finalmente cucino un po' :-)

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9 mag 2007

MEME - Di che vino sei

Raccolgo l'invito di k ed eccomi qua, durante la trasferta milanese, a rispondere al meme sul vino.

Secondo te il vino è maschile o femminile?
Beh generalmente è maschile, ma capita anche che ia femmina come la barbera, la freisa, la bonarda... diciamo che è un mondo e nel mondo ci sta di tutto....
La tua prima volta?
ero talmente piccolo che non ricordo... probabilmente in casa un po' di barbera che all'epoca portavano in damigiane...
Il tuo miglior ricordo "emotivo" di un vino?
sono tantissimi... uno bello che ricordo è capitato durante una vacanza a Praga nel 1991, eravamo in giro con un furgone e una macchina, io ero insieme ad altri 8 sul furgone, lungo la strada che va verso Mala Strana vediamo un auto in panne e dei ragazzi che cercano di spingerla, noi ci fermiamo, scendiamo dal furgone come se fossimo i componenti dell'A-team e la spingiamo talmente forte che riparte, loro per ringraziarci ci regalano un bottiglione di un vino color oro, lo apriamo e lo beviamo insieme a loro all'istante, non ricordo il gusto ne che vino era, ma ricordo che è stato un momento emozionante, loro parlavano ceco e noi a mala pena inglese... ma ci capivamo lo stesso.
La miglior associazione tra un vino e una portata?
Beh ce ne sono a bizzeffe, vediamo... ostriche e champagne.
La tua migliore degustazione (prevista o fantasticata)?
L'ultima che ho fatto insieme ad un mio amico pittore che è ora è volato a dipingere il cielo.
Chi sceglie il vino a casa tua e chi amministra la cantina?
In generale io, anche se spesso la fra comunque mi indica il tipo di vino che vorrebbe bere.
Quanti vini hai in cantina?
Attualmente circa un centinaio, quasi tutti rossi, sia italiani che stranieri, molti provengono dalle mie numeroso trasferte.
Come inizieresti un giovane al vino?
Non lo inizierei ne al vino ne all'alcool in generale! gli spiegherei piuttosto il concetto di bere con responsabilità e soprattuto di ricercare la qualità e non la quantità, dovessi scegliere un vino, penso un bicchierino di un ottimo Sauternes tipo Yquem .

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8 mag 2007

Di nuovo in trasferta, dove mangiare a Milano? dove comprare e dove prendere un buon aperitivo?

Dopo un periodo di relativa tranquillità eccomi di nuovo in trasferta, beh questa volta è solo per un corso Cisco di 4 giorni e soprattutto non sono in qualche strana città del mondo, però Milano è per me una città abbastanza aliena... nel senso che praticamente non la conosco...

Qualcuno saprebbe indicarmi dove poter mangiare a Milano? nel senso qualche buon ristorante che magari cucini qualcosa di particolare, non i soliti menù da turisti.... e sempre qualche anima pia... mi saprebbe indicare qualche negozio dove trovare qualche ingrediente particolare? a Genova purtroppo non ci sono negozi molto forniti di cose particolari e visto che son qua... Ultimo ma non ultimo.... dove posso prendere un buon aperitivo a Milano?

grazie a tutte e tutti per i consigli!!!!

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6 mag 2007

Fiori di Calamari alla piastra con pesto di rucola e scaglie di sale affumicato Halen Mon

Sarà perché in ufficio gestisco alcuni calamari... beh in realtà gestisco i vari proxy Squid.... ma squid significa proprio calamaro tradotto in italiano.... sarà che era un po' che volevo mangiare un po' di calamari alla piastra, sarà che oggi andiamo a SlowFish... sarà che... beh alla fine Sabato mattina ho pensato al volo a questa ricetta veloce, gustosa e anche graziosa sa presentare in tavola. All'abbinamento dei calamari con il pesto di rucola è un po' che ci pensavo in quanto pensavo che l'amaro della rucola avrebbe ben bilanciato il dolce del calamaro cotto alla piastra, inoltre il sole affumicato in scaglie Halen Mon, avrebbe rinforzato il gusto di "griglia" grazie al suo profumo affumicato ed inoltro avrebbe aumentato un po' la croccantezza grazie alle scaglie.
Poi proprio mentre stavo per impiattare con la Fra abbiamo pensato a disporre i calamari come se fossero un fiore, e così alla fine ecco il fiore di calamari alla piastra con pesto di rucola e scaglie di sale affumicato Halen Mon, un nome un po' lungo per la ricetta ma che ben spiega la ricetta...

Ingredienti
per il pesto di rucola
2 mazzetti di rucola
una manciata di pinoli
un spicchio d'aglio
1 cucchiaio di formaggio grana grattugiato
6 o 7 cucchiai d'olio extra vergine d'oliva
sale
per i calamari
10 calamari
sale affumicati halen mon
ricetta per la preparazione del pesto di rucola
lavare bene i due mazzetti di rucola, metterli nel bicchiere del frullatore ad immersione, aggiungere i pinoli e lo spicchio d'aglio a pezzetti, aggiungere quindi due cucchiai d'olio e frullare, quando il tutto sarà ridotto in poltiglia aggiungere l'altro olio, il grana padano grattugiato ed una presa di sale, frullare quindi amalgamando il tutto.
Aiutandosi con un cucchiaio disegnare un griglia di pesto di rucola sui piatti, servirà per accompaganrsi ai calamari e la texture ricorderà per l'appunto una griglia.
Preaparazione dei calamari.
Se non ve lo ha fatto il pescivendolo, pulire i calamari levandogli gli occhi e, dopo averli separati dai tentacoli (conservateli!) pulire i tubi all'interno. Aprire quindi i calamari e tagliarli a metà per la loro lunghezza, praticate alcuni tagli lungo i bordi in maniera che con il calore non si arriccino.
scaldare la piastra di ghisa (meglio sarebbe usare un barbecue) e cuocere per alcuni minuti i calamari e i loro tentacoli, girandoli ogni tanto.
Impiattare sopra la griglia disegnata di pesto alla rucola sistamando i calamari come petali di un fiore, i tentacoli vanno al centro, stendere quindi il tentacolo più lungo a mo di stelo del fiore, sapregere quindi sui piatti un po' di sale affumicato halen mon.
Buon appetito, e a tutti gli amici e colleghi informatici, per una volta tanto dominiano e mangiamoci questo squid!!

aggiornamento del 28 giugno:

ho notato che spesso questa pagina è stata tradotta con google, ora non credo che sia un ottimo sistema di traduzione.... però visto che continuate a farlo, vi semplifico la vita ed ecco qua la traduzione:

It will be because in office I manage some squids… beh in reality I manage the several proxy Squid…. but squid it means just squid translate in Italian…. it will be that it was little that I wanted to eat a little squids to the slab, will be that today we go to SlowFish… will be that… beh next to the fine Saturday morning I have thought next to the flight to this fast prescription, gustosa and also graceful knows to introduce in table. To the coupling of the squids with I step on of rucola is little that I thought in how much I thought that the bitter of the rucola would have very balanced the cake of the squid cooked to the slab, moreover the sun to us filled with smoke in flakes Halen Mon, would have reinforced the taste of “grill” thanks to its filled with smoke scent and I forward would have increased little to a croccantezza thanks to flakes.
Then just while I was in order to impiattare with Between we have thought to arrange the squids like if they were a flower, and therefore to the end the flower of squids to the slab with I step on here of rucola and flakes of know filled with smoke them Halen Mon, a name little along for the prescription but that very it explains the prescription…

Ingredients
for I step on of rucola
2 mazzetti of rucola
one manciata of pinoli
a garlic segment
1 cheese spoon grattugiato grain
6 or 7 extra oil spoons vergine of olive
it knows them

for the squids
10 squids
it knows fills with smoke them to you halen Mon

prescription for the preparation of I step on of rucola
to wash the two mazzetti well of rucola, to put them in the glass of the mixer to immersion, to add to the pinoli and the segment of garlic to pezzetti, to add therefore two oil spoons and to frullare, when all it will be reduced in poltiglia adding the other oil, the Po grain grattugiato and taking of know them, to frullare therefore amalgamating all.
Helping itself with a spoon to design a grill of I step on of rucola on the plates, will serve for accompaganrsi the squids and the texture grill will remember for the note one.

Preaparazione of the squids.
If it has not made the fishmonger you, to clean up the squids levandogli the eyes and, after to have it separates them to you from the tentacles (conservateli!) to clean up the tubes inside. To open therefore the squids and to cut them to half for their length, practiced some cuts along the edges in way that with the heat are not goffered.
to scaldare the cast iron slab (better would be to use a barbecue) and from time to time to cook for some minuteren the squids and their tentacles, turning them.
Impiattare over the grill designed of I step on to the rucola sistamando the squids like petals of a flower, the tentacles go to the center, to spread therefore the longer tentacle to mo than stelo of the flower, to sapregere therefore on the plates a little it knows filled with smoke them halen Mon.
Good appetite, and to all the friends and connects informed to us, in order once much dominiano and eats this squid!!

4 mag 2007

Bistecca al pepe verde e Metaxa (va bene anche quella di Brontosauro)

Navigando per i blog che leggo normalmente, ho trovato l’ottima ricetta di Graziella per il filetto al pepe verde, mi ha subito attirato l’idea di prepararlo, e visto che in casa avevo una bistecca di Brontosauro, nel senso che era talmente grande che sembrava venire direttamente da un brontosauro del Tamarroico o per lo meno del Cacirrozoico…. Beh in realtà era una bellissima bistecca gigante spessa più di un centimetro. .

Ovviamente, come al mio solito, ho leggermente modificato la ricetta, in particolare come brandy ho usato una Metaxa di 12 anni, un ottimo brandy greco che durante l’invecchiamento tra l’altro,viene arricchito di sapori grazie alla infusione di petali di fiori tra cui le rose. Inoltre ho preferito non incendiare il brandy, in modo da evitare la eccessiva evaporazione dei suoi aromi, ma ho per l’occasione utilizzato uno dei miei anghesi, un vero mostro da cucina, in pratica una piccola fiamma ossidrica che normalmente serve per preparare la crema catalana., se mi promettete che mandate a letto i bambini… magari vi posto una sua foto in funzione…

Il risultato è stato veramente ottimo, la delicatezza del profumo della Metaxa si è ben miscelata con il gusto del pepe e della panna.

Ingredienti (x 2 persone)

1 bistecca di circa 600 gr. (va bene anche di Tirannosauro) e spessa almeno 1 cm
3 cucchiaini di pepe verde
1 bicchierino di Brandy Metaxa
20 gr di burro
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 dl di panna da montare (è migliore di quella da cucina)
Una presa di sale grosso (insieme ai grandi di pepe intero aggiungerà un tocco croccante)

Tagliare la bistecca in 3 o 4 parti, in un mortaio sminuzzare due cucchiaini di pepe verde (potete usare anche un batticarne), massaggiare quindi con la polvere di pepe verde ottenuta le bistecche appena tagliate da entrambi i lati.

Sciogliere quindi il burro in padella con l’olio e rosolarci le bistecche al pepe per circa 4 minuti da un lato e 2 dall’altro. Togliere la carne e nella stessa padella, senza versare la Metaxa, il cucchiaino di pepe verde intero rimasto e la panna, scaldare facendo rapprendere la panna, questo punto flambare velocemente con la mini fiamma ossidrica per alcuni istanti, versare quindi la salsina sulle bistecche direttamente nei piatti.

Ricordatevi sempre che il pepe deve essere in grani e non in polvere, in quello in polvere rimane solo il piccante ma non gli oli essenziali del pepe che evaporano nel tempo. Per questo è sempre meglio pestarlo e grattugiarlo all’istante.


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3 mag 2007

la ricetta del bollito misto de La Piccola Casa

Questa ricetta l’ho preparata la sera di sabato al ritorno dello ZenaCamp, l’abbiamo mangiato il sabato sera stessa caldo e nei giorni successivi freddo, il brodo invece è servito per degli ottimi tortellini al prosciutto crudo.

Può sembrare strano mangiare il bollito in questo periodo in cui le temperature sembravano essere quasi estive, ma è proprio la sua caratteristica di poter esser mangiato freddo che rende questa ricetta del bollito molto appetibile anche d’estate.

Noi l’abbiamo accompagnato con un ottimo Brunello di Montalcino del 1998, aveva ancora degli ottimi tannini che ben si son bilanciati con la carne.

Qualcuna o qualcuno invece ha da consigliarmi qualche ricetta per preparare delle salse con cui accompagnarlo?

Ingredienti

Un pezzo di muscolo della coscia
UN pezzo di grasso e magro
Un pezzo di ossette
Mezza lingua
Alcuni pezzetti di coda

In totale la carne deve essere circa 2 Kg

Due cipolle
Due carote
Una gamba di sedano
Una foglia di alloro
Chiodi di garofano
1 bicchiere di vino rosso
Sale & pepe

Sbucciare le cipolle e inserirvi alcuni chiodi di garofano (un po’ come si fa con il limone per la sangria), pulire le carote e il sedano e tagliarle a pezzi grossi. Versare quindi il tutto in una pentola capiente insieme alla foglia di alloro, dovrò poter contenere tutta la carne.

Riempire la pentola di acqua e portare a bollore, quando il brodo bolle immergere i vari tagli di carne, è importante che l’acqua bolla in modo da far si che si crei subito una zona più cotta sulla carne in modo che ne trattenga gli umori.

Dopo alcuni minuti aggiungere il vino, il sale grosso e alcuni grani di pepe, cuocere quindi a fiamma media per circa un’ora e un quarto, spegnere la fiamma e lasciare riposare il bollito nel brodo per altri 10 minuti.

Estrarre quindi i pezzi delle carne e servire in tavola, accompagnandolo con le salse preferite, se avanza è buonissimo anche freddo; mentre il brodo (vero brodo di carne!) può essere usato per preparare ottimi tortellini.


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2 mag 2007

Zenacampertini: la ricetta del cocktail dello ZenaCamp 2007

Mentre tornavo dallo ZenaCamp, pensavo a come avrei potuto ricordare l’evento in una ricetta, in scooter in giro per le vie della Superba (da sempre il sopranome di Genova) ma non riuscivo a trovare il piatto giusto… troppo semplice era pensare ad una variazione delle trenette al pesto o della buridda di seppie che abbiamo mangiato li (vedi mie foto precedenti). Poi ricordando una conversazione sulle scale del Ducale con intempestiva e surreale (quest’ultima con un mazzo di basilico in mano) all’improvviso che avrei potuto condensare il tutto in un cocktail, anzi avrei potuto inventare un nuovo cocktail e dedicarlo allo ZenaCamp. Csoì ecco qua lo Zenacampertini!! Il nome è un po’ lungo ma condensa all’interno vari significati tra cui il riferimento al nome ZenaCamp, Zenacamper son stati i partecipanti e il …rtini famiglia lo fa identificare come appartenete alla famiglia dei Martini.
La scelta degli ingredienti non è stata casuale ed in particola l’uso del Basilicello ricorda sia il basilico (colore dello ZenaCamp) e la ricetta l’avevo già pubblicata tempo fa, quindi era come mettere un po’ di blog e blogger tra gli ingredienti.
Quindi ecco quindi la ricetta del cocktail dello ZenaCamp, il Zenacampertini:
7/10 Gin
2/10 di Basilicello
1/10 di succo di lime
Una fettina di lime e un ciuffetto di basilico per guarnire.
Ghiaccio
In uno shaker versare il ghiaccio, il gin, il succo di lime e il Basilicello nelle proporzioni indicate, shakerare quindi energeticamente per un decina di secondi, versare quindi nei bicchieri da martini, trattenendo nello shaker il ghiaccio. Decorare quindi con un ciuffetti basilico e una fettina di lime.



Cincin, Prosit e Nasdarovie a tutte e tutti gli ZenaCamper
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1 mag 2007

ZenCamp 2007; le foto su Flickr

Ho pubblicato le foto, che ho sattato sabato allo ZenaCamp, su Flickr usando ovviamente il tag ZenaCamp, sono quindi raggiungibili ai seguenti indirizzi:

http://www.flickr.com/photos/lapiccolacasa/sets/72157600160546720/

oppure

http://www.flickr.com/photos/lapiccolacasa/

mentre a questo indirizzo trovate le foto scattate da tutti:

http://www.flickr.com/photos/tags/zenacamp/


buona visione a tutti

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