31 mar 2007

Buon Compleanno Fra! Happy Birthday! Bon anniversaire!

Oggi nella piccola casa festeggiamo un compleanno, la Fra compie ... anni, e quindi Buon Compleanno in tutte le lingue del mondo in cui che riesco a dirlo:

Bon anniversaire
Hyvää syntymäpäivä
Happy Birthday!
Gelukkige verjaardag
Alles Gute zum Geburtstag!
Har den äran på födelsedagen
Gratulerer med dagen!
Til hamingju með afmælið
Bom Aniversàrio
Palju õnne sünnipäevaks
Wszystkiego dobrego z okazji urodzin

BUON COMPLEANNO FRA

30 mar 2007

gelatina di frutti di bosco allo spumante metodo classico e vodka alla pesca

Questa è una ricetta veloce per la preparazione di un dolce di frutta che in realtà potrebbe essere considerato anche un cocktail solido. L’ho preparata Sabato sera scorso per una cena con amici nella piccola casa : ciao Fabrizio, Francesca e Marzia :-)

Come sempre bisogna considerare che la bontà della preparazione viene data dalla qualità degli ingredienti, se quindi non si vuole rovinare il gusto dei frutti di bosco freschi occorre usare un buon spumante metodo classico, e non uno di quei prosecchi da mezzo euro al litro...

Il gusto è delicato e le bollicine di anidride carbonica verranno in parte “congelate” all’interno della gelatina, creando un particolare effetto.

L’aggiunta dello zucchero e della vodka renderanno controbilanceranno l’aspro dei frutti di bosco rendendo ancora più gustosa la preparazione.

Ingredienti

3 cestini di Frutti di bosco misti:
- fragole
- more
- lamponi
- ribes
- mirtilli

Vodka alla pesca
Mezzo litro di spumante metodo classico (io ho usato il Ferrari)
2 cucchiai di zucchero
4 o 5 fogli di gelatina o nella versione vegetariana Agar Agar.

Mettere in ammollo per alcuni minuti i figli di gelatina, nel frattempo in una tazza versare la vodka alla pesca (la dose va a piacere), due dita di spumante e lo zucchero (farà molta schiuma per via dei numerosi nuclei di aggregazione che si formano),girare e scaldare nel microonde senza portare a ebollizione.

Lavare i frutti di bosco e disporli in varie formine o bicchieri per due terzi del volume.

Strizzare la gelatina e sciogliere nel composto preparato precedentemente, versare quindi in una bull insieme al restante spumante metodo classico. Girare per far miscelare bene la gelatina e versare il liquido nelle formine o bicchieri coprendo i frutti di bosco, passare quindi in frigo per alcune ore (ad esempio un pomeriggio intero) siche non è rappresa la gelatina.

Se si vuole versare le gelatine su un piatto invece che mangiarle direttamente nelle coppette, si possono mettere per un breve istante le coppiette in acqua calda in odo di far staccare la gelatina dalle pareti.


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28 mar 2007

involtini di vitello, prosciutto, mortadella e erbe aromatiche

Non son mai stato una grande amante della fettina, ovvero la fetta di carne, normalmente vitello, fatta ai ferri. Non mi ha mai attirato più di tanto, e le rare volte che la cucino o la cucina la fra, ci aggiungiamo una marea di spezie e erbe, oppure io più barbaramente la mangio cruda, ma cruda senza niente, sarò qualche ricordo atavico di cavernicolo….

Visto che avevamo un po’ di fettine di vitello congelate, con la fra ci siamo posti il quesito: come le prepariamo, dopo alcuni istanti di mumble mumble, la soluzione ci è balenata in mente: facciamo dei veloci involtini con prosciutto, mortadella e erbe varie.

Detto fatto, un salto veloce al super mercato per acquista i due salumi e in un attimo ecco pronti questi involtini, li abbiamo considerati quasi fastfood, in quanto si preparano e si cucinano in brevissimo tempo. Il risultato devo dire mi ha pienamente soddisfatto, e quel po’ di ripieno rimasto è stato spazzolato con un cucchiaino….

Ingredienti
6 fettine di vitello
1 etto e mezzo di prosciutto cotto
1 etto e mezzo di mortadella
Rosmarino
Salvia
Mezza cipolla
1 spicchio d’aglio
Vino bianco secco
Olio extra vergine di oliva

Sale & pepe
Spago da cucina (non si mangia ma serve)

Tritare insieme, con il robot, il prosciutto, la mortadella, le foglie di salvia e di rosmarino, spianare su un tagliere le fettine di vitelle, sistemarci al centro il ripieno precedentemente frullato, arrotarle a involtino e chiuderle con alcuni giri di spago da cucina.

Tritare la cipolla, farla quindi sudare in un padella con de cucchiaio d’olio, aggiungere quindi gi involtini e bruschettarli leggermente, quando prendono colore bagnare il tutto con del vino bianco secco, lasciare evaporare e cuocere per alcuni minuti a fuoco medio (la cottura dipende dallo spessore delle fettine), salare e pepare a piacere.

Servirli quindi in un piatto, avendo l’accortezza di rimuovere il filo e versandoci sopra un po’ di sughetto.

Buon appetito con questi involtini profumati.



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27 mar 2007

filetto di tonno rosso in crosta di pane

Sabato mattina, durante il giro della spesa, ho trovato un bel pezzo di filetto di tonno dal mio pescivendolo di fiducia, era troppo invitante per non prenderlo, e visto che avevo anche il buono per un sconto…. Non me lo sono lasciato sfuggire.

Sia io che la Fra siamo veramente golosi di tonno, lo prepariamo spesso nella maniera più semplice cioè facendolo saltare in padella, avevo già pubblicato la mia ricetta del filetto di tonno saltato. Questa volta ho preferito provare una cottura leggermente diversa, ispirandomi a qualcosa di simile che avevo visto in tv, sul canale del gambero rosso. Ho semplicemente passato il tonno sul pan grattato e lo fatto cuocere in una padella leggermente unta con olio di oliva per pochi minuti.

Il risultato è stato eccezionale, la crosta di pane ha dato un tocco in più al tonno, proteggendone ulteriormente l’interno che è rimasto bello rosso e fresco. L’ho accompagnato con un ottimo vino di zibibbo vinificato secco consigliatomi dal mio enotecaro di fiducia, un vino molto profumato che ben si è si fuso col gusto del tonno.

Ingredienti per due persone

1 pezzo di filetto di tonno di circa 400 g (deve essere freschissimo)

Pane grattato

2 cucchiai di olio di oliva extravergine

Passare il filetto di tonno sul pan grattato fine facendo in modo che si attacchi su tutti i lati (lo strato di pane sarà per ovvi motivi sottile). Versare quindi due cucchiai di olio in una piccola padella, accendere il fuoco e quando sarà caldo sistemarci dentro il filetto di tonno impanato. Cuocere per pochi minuti facendo girando il filetto tonno su tutti i suoi lati, quando la crosta di pane risulterà dorata, levare dal fuoco e tagliarlo a fette e sistemarle sui piatti.

Buon appetito

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21 mar 2007

sarde o sardine impanate e fritte al profumo di timo

Come qualsiasi Genovese che si rispetti sia io che la Fra, adoriamo i due principali pesciolini azzurri: le acciughe (o alici) e le sardine (sarde dir si voglia). Le prepariamo in una marea i modi marinate, al verde, ripiene, con i funghi, …. Ma un o dei modi principi e preferiti dai Genovesi è friggere le ancioe (acciughe) e le sardenhe (sardine).

La maggior parte delle persone normalmente prepara le acciughe fritte e poco le sardine, ma tra questi due pesci dovrebbe essere preferibile proprio la sardina in quanto ha contenuto maggiore in grassi omega 3 e quindi fa più bene al sistema cardiocircolatorio, inoltre proprio questa maggiore concentrazione di grassi la rende “meno forte” rispetto alla acciuga. Senza considerare la differenza di prezzo… la sardina difficilmente supera (ad oggi 22 marzo) i 3.5 euro al chilo… e da buon genovese….

Rispetto alla preparazione tradizionale ho variato la ricetta aggiungendo del timo; mi piace il suo profumo, mi ricorda le colline della mia regione, provate a fare un giro nella tarda primavere nel parco di Portofino o lungo le Cinque Terre, verrete avvolti dai profumi di tutte queste erbe aromatiche che li crescono ancora spontanee. La impanatura inoltre protegge leggermente le foglioline di timo dall’olio bollente.

Il risulta è veramente piacevole, croccante e morbido allo stesso tempo ed inoltre il profumo di timo esalta il gusto saporito della sardina. Mangiatele calde appena fritte, ma se volete anche fredde sono ottime, magari come accompagnamento di un buon cocktail, si può quasi dire che la sardina fritta è l’antesignana del fingefood!

Ingredienti: (x 4 persone)

800g di sardine fresche
200 g di pane grattato (fatelo voi o compratelo dal fornaio, non al super mercato)
150 g di farina
Olio di semi di arachidi, o di girasole, o di mais
3 uova
sale

Pulire le sardine levando la testa, aprendole a libretto ed eventualmente eliminandone la lisca centrale, risciacquarle quindi sotto l’acqua del rubinetto.

In una ciottola miscelare il pan grattato con una bella manciata di foglie di timo, in un piatto rompere e sbattere le tre uova. Versare quindi la farina in un piatto grande o su di un tagliere.

Passare le sardine nella farina, poi nel uovo sbattuto ed infine nel pan grattato mischiato col timo.

Cuocere in abbondante olio di semi ben caldo (buttate un pezzettino di pane, dovete sentirlo sfrigolare…). Cuocere per alcuni minuti soltanto. Appena saranno dorate sistemarle via via su di un piatto con carta assorbente per asciugarle dall’olio in eccesso, l’ideale sarebbe la vecchia carta del pane, ma anche il rotolone asciuga tutto va bene. Salare e buon appetito!

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20 mar 2007

Club di Sale & pepe: Spaghetti con indivia (e non invidia) e salmone al profumo di aneto

Ecco la mia ricetta per il mese di marzo del club di Sale & Pepe, l'ho ovviamente un po' variata in quanto non avevo il tempo di preparare la pasta fresca ieri sera ed inoltre ho preferito usare sia salmone fresco che salmone affumicato, per non coprire troppo il gusto dell'insalata.

Il risultato è stato veramente gustoso, l'affumicato e il dolce del salmone ben si sono equilibrati con l'amaro dell'insalata, e la Fra ha gradito parecchio.


Ingredienti (x 4 persone)

320 g di spaghetti
mezza cipolla rossa
2 cespi di indivia (insalata belga)
200 g di salmone fresco
100 gr di salmone affumicato
2 cucchiai di capperi in salamoia
un mazzetto di aneto
30 g di burro
un bicchierino di brandy o cognac
sale & pepe rosa

Sbucciare la cipolla. tritatela e fatela appassire in una padella con il burro, unite i capperi sgocciolati e l'indivia (e non invidia) tagliata a juelienne e rosolate il tutto per qualche istante. Quindi spruzzate con il brandy, salta insaporite con un cucchiaino di grani di pepe rosa, unite un mestolino d'acqua e fate cuocere per 3 minuti, quindi aggiungete i pezzettini di salmone ricavati tagliandoli a brunoise (cubetti) da un trancio di circa 2 etti. Cuocete per altri 2 minuti.

Cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata facendoli rimanere al dente.

Scolate la pasta e rovesciatela nella padella con l'indivia: unite il salmone affumicato tagliato a quadretti piccoli, mescolate togliete quasi subito dal fuoco. Completate da foglioline di aneto e servite.


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Si avvicina Slow Fish 2007: Buono, Pulito e Giusto - Genova 4 - 7 maggio 2007


L'appuntamento con Slow Fish 2007 si sta avvicinando, l'edizione di quest'anno si presenta parecchio ricca e con molti laboratori, sarà difficile veramente scegliere a quali partecipare vista l'ampia scelta.

Noi sicuramente andremo a Slow Fish la domenica 7 , e probabilmente anche il sabato.

Per chi ha bisogno di informazioni sulla mitica città che ospita Slow Fish, come arrivare, dove mangiare, bla, bla... basta che lasci un commento...

Qualcuno di voi verrà a Slow Fish? Se si potrebbe essere l'occasione di vedersi con i food blogger presenti.

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16 mar 2007

il meme per la signora dei meme - rimani cannela


pubblico volentieri questo post per chiedere a Cannella, la regina dei meme, e grande floodblogger di ritornare sulla sua decisione di ripensare alla sua decisione di interrompere la pubblicazione del suo blog, il tutto a causa di alcuni foogblogger poco sensibili e molto pretestuosi....

dai cannella ritorna tra noi, la blogsfera ne ha bisogno.

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Tutte le ricette e la preparazione di tutti i liquori fatti in casa

è passata ormai una settimana dal mio ultimo post, e voglio innanzitutto ringraziare tutti quanti son stati vicini a me e alla mia famiglia in questo momento particolare.

Torno quindi a scrivere un breve post, nel caso specifico volevo riepilogare le ricette per il liquori fatti in casa come dal mio precedente post.

in ordine di apparizione le ricette dei liquori fatti in casa sono le seguenti:

coco: liquore di liquirizia
marinella: liquore ai fiori di acacia o di robinia
max: il basilicello - liquore al basilico
marinella: liquore al cioccolato
Cuochi di carta: Elixir Arancio
lalla: Liquore ai noccioli di nespole
anonimo:Nocino del dito & Nocciolino
Il maiale ubriaco: Limoncello!


buona preparazione e grazie a a tutti.



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9 mar 2007

ciao grande uomo, grande cuoco, grande padre

Oggi un grande uomo, una grande persona, un grande cuoco, un grande padre è partito per il cielo.

Tanti sacrifici hai fatto nella vita hai fatto, tanto hai sofferto sino all'ultimo, poco hai avuto dalla vita, ma sempre grande sei rimasto, sino all'ultimo ci hai insegnato cosa è la dignità!!

ciao papà ci mancherai tanto ma sappiamo che ci sarai sempre tanto vicino!!!

8 mar 2007

Riso alla cantonese vegetariano

Quella di oggi à un ricetta per il Riso alla Cantonese in versione vegetariana, che ho preparato domenica a pranzo, ma che per vari motivi di tempo riesco a pubblicare solo oggi.

Ho scelto di farlo di sole verdure per renderlo un po’ più leggero e anche un po’ diverso, ovviamente non ho usato il glutammato di sodio (sostanza esaltatrice del sapore abusata nella cucina cinese di basso livello) ma mi sono concesso la salsa di soia per il suo gusto particolare.

Ho aggiunto il latte nella frittatina per “sbiancarla” un po’ e forse allegarla, a differenza del riso alla cantonese classico, l’ho tagliata a cubetti per far pandan (si dice così??), per la frittata io ho usato una padella media normale, i puristi utilizzerebbero quell’anghesu strano che è quella specie di padella quadrata, si usa anche in Giappone per preparare alcuni tipi di sushi.

Ingredienti (x 4 persone)

400 g di riso thai
1 cipolla
2 carote
Piselli medi
3 uova
Latte
Olio extra vergine di oliva
Salsa di soia

Tagliare a piccoli cubetti (Brunoise) la cipolla e la carota, in una padella preparare una frittatina sottile usando le tre uova un pizzico di sale & pepe e un po’ i latte (serve a legare e rendere più chiara la frittata), quando cotta tagliarla anch’essa a cubetti (brunoise).

Versare il riso in una casseruola, aggiungere un po’ d’acqua fredda sino a coprirlo di un dito. Incominciare a cuocere su fiamma vivace sino al bollore, abbassare quindi la fiamma e girando bene il riso cuocerlo per 15 minuti circa.

Versare 2 o 3 cucchiai d’olio nel wok e far soffriggere leggermente i cubetti di cipolla, i piselli e i cubetti di carota, aggiungere quindi il riso precedentemente cotto nella casseruola, e la frittata tagliata anch’essa a cubetti.

Saltare in padella per alcuni minuti amalgamando bene il tutto.

Impiattare (neologismo che significa sistemare nel piatto) al centro del piatto e condire con salsa di soia, versare quindi anche un filo di salsa di soia tutto in torno al riso.

Et voilà il riso alla cantonese nella versione vegetariana.


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6 mar 2007

imbottigliamo la scotch ale - continua la ricetta della birra

Continuo in questo post la preparazione della mia scotch ale, e finalmente siamo arrivati alla penultima puntata. Ovvero all'imbottigliamento della birra che ho preparato in caso seconde le ricetta e le operazioni necessarie che ho pubblicato in questi post precedenti:

Come dicevo questa è la penultima puntata nel senso che la birra così prodotta e imbottigliata avrà comunque ancora bisogno di un periodo di riposo sia per la presa di spuma (o schiuma) sia per far si che i vari sapori e profumi possano amalgamarsi ed evolversi; la birra, come il vino, è viva e matura nel tempo, oltretutto il luppolo, che ha proprietà antibiotiche, le da una lunga stabilità. Gambrinus diceva che la scadenza della birra è …alla fine del mondo!

Veniamo dunque al procedimento seguito per l' imbottigliamento.

Per prima cosa bisogna procurarsi le bottiglie, attenzione vanno bene quelle da spumante e quelle da birra, non vanno assolutamente bene quelle da vino, la pressione all’interno è forte e rischierebbero di esplodere.

Le bottiglie si possono comprare, oppure raccogliere, ad esempio chiedendo ad un bar di tenercele.

na volta in possesso delle bottiglie occorre lavarle e fanatizzarle, per questa operazione ho seguito il metodo più rapido J dopo un primo risciacquo a mano, le infilate tutte a testa in giù in lavastoviglie ed ho eseguito un lavaggio alla temperatura più alta senza usare però ne il detergente ne il brillantante (per fortuna era appena finito), altro metodo è quello di sanitizzarle con ipoclorito di sodio (la comune candeggina, varechina, conegrina, … o come la chiamate) molto diluito in acqua (in pratica diventa macchina ma costa meno….) lasciandole poi scolare a testa in giù.

Una volta eseguita la sanitizzazione, occorre inserire in ogni bottiglia lo zucchero necessario per la produzione della schiuma e delle bollicine, in pratica succede che i lieviti ancora vivi, si mangeranno tutto lo zucchero inserito, ed essendo la bottiglia tappata, l’anidride carbonica che producono formerà le bollicine.

Attenzione a non aggiungere troppo zucchero altrimenti si creano delle vere e proprie bombe!!

Per l’aggiunta di zucchero io ho utilizzato il misurino apposito che viene fornito acquistando il kit da Mr-Malt, altrimenti si può travasare la birra in un altro fermentatore e aggiungerci tutto lo zucchero necessario, scogliendolo in acqua e facendolo bollire per sterilizzare, esistono delle apposite formule in base allo stile di birra prodotto.

Una volta aggiunto lo zucchero con la Fra abbiamo proceduto a riempire e tappare le bottiglie (la parte più lunga, anche se la Fra si è divertita parecchio a fare anche lei la mastra birraia), le bottiglie andranno poi rigirate a testa in giù per alcune volte in modo da far sciogliere lo zucchero aggiunto.

Terminato ’imbottigliamento abbiamo sistemato le bottiglie in due scatoloni, dovranno rimanere per cinque giorni a temperatura intorno ai 16 – 22 gradi in modo da riattivare la fermentazione e quindi produrre naturalmente l’anidride carbonica per la formazione delle bollicine e della schiuma, dopodichè possono essere trasferite al fresco, magari in cantina, per farle riposare almeno un mesetto, per questa scotch ale direi che sarebbe meglio almeno due mesi…

Ovviamente non si utilizza tutto il liquido contenuto nel fermentatore, anzi è buona norma non utilizzare il fondo, in quanto ricco di lieviti (è quasi una zappetta) che possono essere utilizzati per fare la pizza, il pane, … è lievito di birra! Oppure come nel nostro caso per la produzione di una nuova birra, risparmiando quindi il costo del lievito e sfruttando il fatto che abbiano circa due litri di lieviti, che come dicevo ho sfruttato per la ricetta di una nuova birra, un Barley Wine che abbiamo preparato la sera stessa.

Un consiglio che posso dire è quello di provare ad assaggiare la nuova, birra, versandone un goccio in un piccolo bicchiere a tulipano, quelli da degustazione per il vino, nel mio caso aveva ottimi sentori di tostato, malto, biscotto, e luppolo dovuto al dry doping eseguito dopo il travaso nel secondo fermentatore.

Tutta l’operazione, orologio alla mano, compresa la preparazione della nuova birra che racconterò in un prossimo post, è durata solo 3 ore e mezzo!

Ciao ciao e buona birra Ale a tutti!


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2 mar 2007

La ricetta dei Carciofi impanati e fritti

Oggi pubblico una ricetta facile, facile e soprattutto gustosa, forse non rapidissima nella preparazione, ma molto di stagione.

In questi giorni in giro, in quel di Liguria e Genova in particolare, c’è un invasione di carciofi, ne hanno a casse al mercato, ci sono i camion che li vendono e li portano in giro; mi aspetto che presto anche qualche rivista li darà come allegato…. Così, da tradizione de La Piccola Casa, abbiamo preparato questi bei carciofi impanati e fritti.

La impanatura (o panatura, come si dice?) contribuisce sia al gusto che alla protezione del carciofo, che così cuocerà senza perdere i sapori e parte delle sue proprietà nutrizionali. Volendo si può diminuire un po’ il pane grattugiato e aggiungere un po’ di farina di polenta.

Il trucco per non farli annerire, vale anche per la frutta, è quello di lavarli in acqua acidulata con del limone.

Ecco quindi la ricetta dei carciofi impanati e fritti:

Ingredienti (x 4 persone)

6 Carciofi sardi grassi

200 g di pane grattugiato

3 uova

Olio di arachidi o di girasole

1 limone

Sale & pepe

Tagliare le punte ai carciofi (in modo che non rimangano spine), dividerli a metà e pulirli dalla barbetta, tagliarli quindi a spicchi per la lunghezza, via via che si tagliano metterli in una bull con acqua e il succo di un limone (il limone serve, grazie alla sua acidità, ad evitare che i carciofi anneriscano nelle zone tagliate).

Rompere le 3 uova e sbatterle in un piatto fondo, mettendo un pizzico di sale per ogni rosso, versare quindi su di un tagliare il pane grattugiato.

Passare gli spicchi di carciofo (scolarli per farli asciugare) nel uovo e poi impanarli nel pane grattugiato.

In una padella capiente versare 1 litro di di Olio di arachidi o di girasole (hanno un punto di fumo abbastanza alto) e quando caldo (va bene la prova del pezzettino di pane) friggervi per alcuni minuti gli spicchi di carciofo

Sistemare quindi gli spicchi di carciofi impanati in due piatti con della carta assorbente per asciugargli dall’olio in eccesso… impiattare e buon appetito.

Per quanto riguarda il vino… beh ho sempre problemi a trovare abbinamenti con i carciofi….

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